Gentiloni su Roma: "Dal Governo collaborazione, Comune riluttante". E Calenda attacca la Raggi

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: "Passa il cadavere della capitale molto prima di quello di chi la sta gestendo"

"Una costituente per Roma", al Tempio di Adriano. E' questo il titolo dell'incontro promosso da Roberto Giachetti che si è trasformato nel teatro di un vero e proprio processo a Virginia Raggi. A muoverlo il Premier Paolo Gentiloni e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda i cui affondi contro l'amministrazione capitolina e la sua sindaca sono destinati a far discutere.

A far rumore sono soprattutto le dichiarazioni di Gentiloni che, pur senza eccedere nei toni, ha fatto intendere chiaramente un pensiero tutt'altro che positivo nei confronti della gestione della Città Eterna. "Quando il governo ha promosso il tavolo su Roma qualcuno ha alzato il sopracciglio", ha spiegato, "ma noi siamo il governo della Repubblica e nei confronti di una città come Roma abbiamo ovviamente un atteggiamento di collaborazione, anche se talvolta non sempre è facile che ci sia da entrambe le parti per una certa sospettosa riluttanza ad affrontare questo confronto".

Romano e cresciuto politicamente nell'amministrazione della città, Gentiloni volge il suo sguardo alle modalità operative: "Roma non è una città che si può governare cercando semplicemente di gestire le emergenze che ci si presentano giorno per giorno, settimana per settimana. E peraltro non sempre ci si riesce, com'è abbastanza evidente...". Un'accusa di inefficienza, neanche troppo velata, alla quale accompagna poi un consiglio. Per Gentiloni bisogna guardare a Roma "in una prospettiva di lungo termine e avendo uno sguardo globale. Solo pensando a livello globale, solo pensando al mondo ti occupi dei romani. Almeno questa è la mia profonda convinzione".

La replica della sindaca Virginia Raggi

Se Gentiloni ha usato il suo stile, senza affondare il colpo, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda è stato più diretto: "Io sono anche per istituzionalizzare il tavolo per Roma, io ci credo ancora ma i segnali finora non sono incoraggianti: io non ho un processo di lavoro, io materiamente non ho una controparte. Le risposte della sindaca sono 'non vengo, forse mando qualcuno, non posso fare la delibera...'". Calenda chiede a Raggi di "partecipare in prima persona, mettendoci capitale politico e di lavoro". Altrimenti, avverte, "passa il cadavere della capitale molto prima di quello di chi la sta gestendo".

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