Foibe, cittadinanza a Norma Cossetto: grillina vota no e il suo intervento gela il Consiglio

Imbarazzo anche a sinistra per le parole di Gemma Guerrini. Fratelli d'Italia e Lega chiedono le dimissioni della consigliera dalla presidenza della commissione Pari Opportunità

Gemma Guerrini, consigliere del M5s (Immagine d'archivio)

"E invece quando andremo nelle fosse dove sono state gettate le migliaia di vittime del regime fascista?". La domanda provocazione chiude l'intervento choc della consigliera M5s Gemma Guerrini, presidente della commissione Pari Opportunità. Parole che hanno gelato l'aula Giulio Cesare quelle della grillina. Il suo è stato l'unico voto contrario del Consiglio comunale al conferimento della cittadinanza onoraria a Norma Cossetto, vittima delle Foibe. La mozione, presentata da Fratelli d'Italia e sottoscritta dalla Lega, ha trovato l'accoglimento unanime di tutte le forze politiche. M5s e Pd. 

Unica voce fuori dal coro, appunto, quella della pentastellata Guerrini, non nuova a uscite, per così dire, disallineate rispetto ai colleghi di maggioranza. Stavolta però non si parlava di opere pubbliche e servizi per la città. Sul tavolo un tema a forte carica ideologica, spesso oggetto di strumentalizzazioni, rispetto al quale la politica aveva scelto di dare un segnale d'unione. Un fulmine a ciel sereno invece le parole di Guerrini, causa di controrepliche a destra ma anche di imbarazzi a sinistra. 

"Se aveste chiesto il riconoscimento di Norma Cossetto come simbolo delle vittime delle guerre e della crudeltà umana  sarei stata felice di votare la mozione" ha detto Guerrini. "Ma qui si esalta la figura di Cossetto come simbolo di italianità". E per la consigliera, che poi rincara la dose con un lungo post su Facebook, "quella italianità era in quel tempo sinonimo di violenza, dittatura, leggi razziali". Poi prosegue: "La ragione ce l'ha avuta chi ha scritto col sangue la nostra Costituzione combattendo quei fascisti che hanno causato migliaia di morti, anche in Italia. Siamo tutti pronti, in modo sacrosanto, ad andare ad Auschwitz a commemorare le vittime della Shoah e nei luoghi delle foibe, ma quando andremo nelle fosse dove sono state gettate le migliaia di vittime del regime fascista?". 

Toni duri che hanno alimentato le polemiche anche sui social. A Guerrini infatti non è bastato l'intervento in aula. Sulla sua pagina Facebook ha condiviso il discorso fatto dagli scranni, e poi nel post ha aggiunto: "La legge che istituisce il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe si deve al governo Berlusconi che, coronando gli sforzi del revisionismo e del negazionismo, sdoganava sia il fascismo sia i rigurgiti di marca leghista". Di seguito, citando lo scrittore e giornalista Giorgio Bocca: "Le foibe come metodo brutale per cancellare la presenza italiana nell'Istria e nel Carso fanno parte di un dramma storico di cui l'ultimo responsabile è stato il fascismo .... Ci si indigna a destra quando qualcuno parla di fascistizzazione in corso, ma che cosa è l'uso della storia come propaganda, la falsificazione della storia a scopi elettorali?". 

"Guerrini si dimetta"

Replicano all'intervento in Aula i consiglieri capitolini Andrea De Priamo (FdI) e Maurizio Politi (Lega). Ora pronti a chiedere le dimissioni di Guerrini dalla presidenza della commissione Pari Opportunità: "Il voto della mozione per la cittadinanza onoraria a Norma Cossetto è una pagina importante per la Capitale che rende onore ad una martire delle foibe, siamo molto amareggiati dal voto contrario della consigliera Guerrini, a maggior ragione in quanto presidente della commissioni Pari opportunità e dalle assurde motivazioni addotte, tipiche del giustificazionismo condannato in questi giorni anche dal Presidente della Repubblica". 

Imbarazzi anche nel Pd

Commenta l'intervento di Guerrini anche il capogruppo Pd Giulio Pelonzi. "Abbiamo votato la mozione perché crediamo che ci siano dei principi quale il rispetto della vita umana che devono essere alla base di ogni convivenza civile. Norma Cossetto aveva già una medaglia al valore del presidente della Repubblica Ciampi e una strada intitolata. Pur mantenendo sempre viva la memoria contro i crimini fascisti e nazisti, ci sono vicende che sono crimini contro l'umanità e non hanno colore politico. Si fa giustizia ai morti se si impara dal passato e si volta pagina perché i drammi della storia non si ripetano, non si fa giustizia ai morti alimentando l'odio". 

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