Appalti alle coop. sociali, Gabrielli frena: "Rivedere il 5% di lavoro garantito"

E' la proposta del prefetto verso la norma soprannominata 'riserva di caccia' che destina il 5% degli appalti a quelle coop. che prevedono l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. "Nasce da una buona intenzione" ma è stata usata in modo "criminogeno"

Rivedere la norma che riserva il 5% degli appalti alle cooperative sociali. E' la proposta lanciata ieri dal prefetto di Roma Franco Gabrielli nel corso di un'iniziativa sulla legalità con gli studenti organizzata alla Scuola di polizia penitenziaria. Per Gabrielli quella che è stata definita una 'riserva di caccia', nasce "da una buona intenzione", ovvero favorire quelle attività economiche "che ruotano attorno alla solidarietà" ma per come è stata usata "è un sistema criminogeno". 

Proprio come ricordato da Gabrielli la norma per l'affidamento alle cooperative era nata con fini sociali. Rafforzata la norma vigente durante l'amministrazione Alemanno, la delibera fissava nel 5% "degli appalti di servizi e forniture a quelle cooperative sociali (iscritte nell’apposito Elenco Speciale cooperative sociali di tipo B) che hanno tra gli obiettivi l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati". Per Gabrielli però, alla luce di mafia capitale e della relazione di Cantone ora "va rivista". 

Una risposta alla relazione elaborata dal presidente dell'Autorità Anticorrizione Raffaele Cantone che ha commentato come il frequente ricorso ad affidamenti diretti, "anche in modo irregolare", esposto nella relazione abbia "favorito il sistema di mafia capitale". Quattro anni, dal 2011 al 2014, di "gare senza controllo". Un sistema ben radicato con Alemanno che però è sopravvissuto al cambio di amministrazione.

"Ho apprezzato la relazione dell'Anac sugli appalti" ha commentato il Prefetto. "Non si discosta molto dalla nostra analisi" ha continuato. Al centro per il prefetto c'è il "tema della macchina amministrativa. Il nostro compito è quello di far rispettare le regole". 

"Sulle coop Gabrielli tocca un punto giusto" il commento di Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra. "In Regione, con l'approvazione della nostra legge 'tagliamani', non potranno partecipare alla distribuzione di fondi pubblici quelle che finanziano partiti ed esponenti politici. Basta una norma che riguardi anche le gare d'appalto. Se non ci sono piu' commistioni di denaro fra coop e politica ci sono meno problemi". 

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