TMB Salario, il progetto sul futuro dell'impianto è di un dipendente Ama: è una tesi di laurea del 2006

Il rendering postato dalla sindaca è tesi di laurea del 2006 di un ingegnere edile della municipalizzata. Caudo: "Attentato a credibilità istituzioni"

Non più un sito destinato al trattamento dei rifiuti ma un'area in grado di ospitare il quartier generale di Ama con tanto di prato verde, biblioteca, asilo nido e una sala per gli incontri pubblici a disposizione dei cittadini. E' questo quanto immaginato dal Campidoglio per il futuro del TMB Salario, l'impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti distrutto da un incendio l'11 dicembre scorso. 

Uno stabilimento non più utilizzabile, comunque destinato a chiudere. Così la Sindaca di Roma Virginia Raggi, proprio alla vigilia della protesta dei Comitati NO TMB in Campidoglio, volenterosi di avere certezze sui rifiuti rimasti all'interno della struttura e sul domani di quel sito che per anni ha infestato la loro vita con miasmi e odori pestilenziali, ha presentato quel che la sua amministrazione intende realizzare al 981 di via Salaria. 

Il rendering sul TMB Salario è tesi di laurea del 2006

Non un progetto ideato dal Comune, ma direttamente copia-incollato da una tesi di laurea: già perchè il rendering sul futuro dell'area del TMB Salario, postato sulla pagina Facebook della Sindaca, è tutta opera di un dipendente di Ama. Dettaglio trascurato dalla prima cittadina che pure aveva usato toni di enfasi nella presentazione social. 

Il progetto su quel che dovrà sorgere al posto dell'impianto di via Salaria, come verificato dall'agenzia DIRE, era infatti da tanti anni nella testa di Giovanni Sulis: 40enne ingegnere edile di Ama che già nel 2004, quando iniziarono i lavori per la sua costruzione (ultimati intorno al 2008), da studente lavoratore, immaginava la trasformazione dell'area. 

Il TMB Salario "sarà raso al suolo": al suo posto il centro direzionale Ama

La tesi di laurea del 2006, con pure l'elaborazione del rendering, gli ha permesso di dare un senso pratico all'idea tirata fuori dal cassetto l'indomani dell'incendio che ha distrutto il Salario. 

"Quando ho appreso dell'incendio che ha compromesso gravemente la struttura, ho provato un grande dispiacere - ha raccontato Sulis all'agenzia Dire - e mi è sembrato giusto, data la necessità per la mia azienda di intervenire nuovamente su quella proprietà, di riproporre ai miei superiori il progetto di riconversione architettonica che avevo nel cassetto. Il mio voleva essere un contributo utile, come tecnico che si sente parte della sua azienda e come cittadino. Per questo sono felice che sia stato apprezzato anche in Campidoglio e dalla sindaca". 

Dunque un progetto, probabilmente valido, di cui il Comune, messo alle strette dall'emergenza rifiuti e dalla protesta, si è appropriato senza rendere pubblicamente merito al vero autore. 

Il minisindaco Caudo: "Attentato alla credibilità delle istituzioni"

Uno scivolone che è buona sponda per le polemiche delle opposizioni. "Il progetto del TMB diffuso dalla sindaca era solo una tesi di laurea vecchia di dodici anni. Incredibile, si è tentati di prenderla a ridere con chi mostra un tale livello di sciatteria e invece non si deve, si tratta di un fatto gravissimo: un attentato alla credibilità e all’autorevolezza delle istituzioni" - il commento del preidente del Municipio III, Giovanni Caudo.  

"Mi stupisco dinanzi a cose così incredibili ma sento anche un moto di ribellione davanti a questi atti che denunciano il totale disorientamento di questa amministrazione su problemi di rilevanza capitale, come i rifiuti e l’ambiente. Il futuro di Roma non passa per la giunta Raggi, non bastano più la ricerca continua di alibi, non basta arruolare frotte di comunicatori per diffondere finte decisioni e false notizie, non bastano le giravolte, non basta più nulla che possa nascondere la verità: sono incapaci e ci tengono in ostaggio. Ci tolgono la speranza e sacrificano la città più bella del mondo ad essere la capitale dei disastri e dei disservizi"

Le consigliere del Pd: "La Sindaca chieda scusa"

"Apprendiamo con sconcerto che il rendering sul Tmb Salario altro non è che la tesi di laurea di un bravo dipendente dell'Ama. È la dimostrazione ulteriore che a fronte di ottime professionalità presenti nell'azienda capitolina, è' proprio la gestione politica a dimostrarsi deficitaria e inadeguata. Spacciare il progetto di un bravo ingegnere senza farne menzione, e farlo apparire come una soluzione predisposta in funzione della chiusura dell'impianto è disonesto e rende ancora meno credibili le intenzioni della giunta Raggi. La sindaca - scrivono in una nota le consigliere del Pd capitolino Valeria Baglio e Ilaria Piccolo - faccia ammenda, renda merito all'ingegnere Giovanni Sulis e chieda scusa ai cittadini del salario. Roma non si governa con i copia-incolla e le bolle di sapone ma con programmi e progetti seri che l'attuale amministrazione non ha ancora dimostrato di possedere". 
 

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