Fosse Ardeatine, 76 anni dopo. Mattarella: “Oggi è richiesta la stessa unità d’allora”

Niente corteo né commemorazioni ufficiali in ricordo delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine. Mattarella: "Quest'anno, con grande rammarico, non sarà possibile incontrarsi"

Il 24 marzo del 1944 è stata scritta una delle pagine più dolorose della storia novecentesca. Per rispondere in maniera emblematica all’iniziativa partigiana di via Rasella, le truppe tedesche di occupazione catturarono 335 uomini. Deportati nelle cave di via Ardeatine, vennero trucidati. Un eccidio che la comunità nazionale non ha mai dimenticato.

Niente commemorazione alle Fosse Ardeatine

A settantasei anni di distanza, nel sacrario realizzato alle Fosse Ardeatine, non arriverà alcun corteo commemorativo. Né sarà tenuta alcuna cerimonia. Verrebbero meno le condizioni di sicurezza necessarie a garantire il contenimento del contagio del nuovo Coronavirus.  "Quest'anno, con grande rammarico, non sarà  possibile incontrarsi, nel giorno del 76° anniversario, al Mausoleo delle Fosse Ardeatine per ascoltare, insieme alle loro famiglie e con sempre uguale commozione, i nomi dei martiri. Desidero, con la medesima intensità manifestata nella cerimonia annuale, esprimere loro affetto, vicinanza e ricordo” ha annunciato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per commemorare comunque le vittime di quell'eccedio, l'ANPI e decine di altre associazioni hanno proposto d'intonare, alle ore 18, le note della celebre canzone partigiana "Bella Ciao".

Una pagina dolorosa

La rappresaglia eseguita dai militari delle SS, andò a colpire indiscriminatamente gli uomini che frequentavano la zona Nemorense. Pochi furono in grado di scampare al rastrellamento di cui rimasero vittime lavoratori, padri, studenti, preti, carabinieri, artigiani.   "L'eccidio delle Ardeatine - ha aggiunto il Capo dello Stato - ha costituito una delle pagine più dolorose della storia recente del nostro Paese . Eventi così atroci, frutto della volontà di sopraffazione e del razzismo, continuano a richiamarci ai valori fondamentali della memoria, della pace, della solidarietà".  E sono quantomai utili in un momento delicato come quello che tutti gli italiani stanno vivendo.

Video: "Abitavo in via Rasella"

L'unità del popolo italiano

La lente della storia permette di focalizzare meglio anche la sfida a cui il paese è chiamato. “I valori del rispetto della vita e della solidarietà che ci sorreggono in questo periodo, segnato da una grave emergenza sanitaria, rafforzano il dovere di rendere omaggio a quei morti innocenti -ha sottolineato Mattarella - Al termine di quegli anni terribili, segnati dalla dittatura e dalla guerra, l'unità del popolo italiano consentì la rinascita morale, civile, economica, sociale della nostra Nazione. La stessa unità che ci è richiesta, oggi, in un momento difficile per l'intera comunità”. Il messaggio è chiaro. Anche senza particolari commemorazioni, l’insegnamento che arriva da una pagina drammatica, come quella che ricorre il 24 marzo, è indelebile. E continua ad essere utile per trovare coraggio in una fase tanto delicata. 

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Lo spirito unitario contro il Coronavirus

Anche la Sindaca ha commentato la drammatica ricorrenza. “Oggi Roma e l’Italia ricordano i martiri delle Fosse Ardeatine. Uno dei momenti più dolorosi della nostra Storia, da cui ci siamo risollevati insieme - ha sottolineato Virginia Raggi -  Con lo stesso spirito unitario e di comunità affronteremo e supereremo l’emergenza sanitaria”.

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