Forlanini, niente ONG e riapertura a breve impossibile: smascherate le bufale di Raggi e centrodestra

L'idea di recuperare il Forlanini alla sua funzione sanitaria è stata smentita anche dalla direzione del San Camillo. Smascherata anche la fake news sulla sua destinazione a fantomatiche Ong

Riaprire il Forlanini. La richiesta non arriva soltanto dalle decine di migliaia di romani che hanno sottoscritto la relativa petizione. La suggestiva istanza è stata fatta propria anche dalla Sindaca e da altri esponenti che, nel centrodestra, ritengono sia ancora praticabile questa soluzione.

La bufala del Forlanini alle Ong

Ma il diffondersi del Coronavirus non ha alimentato solo la richiesta di riesumare un complesso dismesso ormai da cinque anni. Negli ultimi giorni ha infatti preso piede anche la notizia che, sia intenzione della Regione Lazio, destinare l'ex ospedale ed Organizzazione non governative. Questa notizia tuttavia  non trova riscontri. Il che equivale a dire che è infondata. Falsa. Una bufala insomma.

Uffici regionali e Cittadella della pubblica amministrazione

Nel lungo processo che è seguito alla dismissione del Forlanini, scelta peraltro maturata nel 2008 e procrastrinata fino al 31 dicembre 2014, sono state tante le destinazioni su cui si è ragionato. Due proposte, in particolare, erano sembrate quelle su cui l’amministrazione regionale sembrava intenzionata a voler scomettere. Una riguardava l’utilizzo d'una parte del compendio (tra i 18 ed i 20mila quadrati su un totale di oltre 35mila mq coperti) per soddisfare esigenze logistiche degli uffici regionali. L’altra soluzione, oggetto di studio, era quella di alienare il complesso per realizzare una “Cittadella della pubblica amministrazione e dei servizi ai cittadini”. La decisione, rimandata all’attuale legislatura, ha subito dei cambiamenti.  La Regione Lazio ha nel frattempo stipulato un accordo per la stipula d'un contrattio di locazione degli imobili all’interno del campus di via Anagnina 221.

La Cittadella delle Organizzazioni internazionali

Di fatto quindi, avendo preferito spostare gli uffici regionali nel VII Municipio, è venuta meno l’opzione di ricorrere ad una parte dell'ex Forlanini per quella destinazione. Le mutate esigenze, hanno aperto la strada ad un'altra ipotesi. Quella di realizzare, nel complesso dismesso nato come sanatorio per la TBC, una "cittadella delle organizzazioni internazionali". Di questa istanza si trova traccia in una memoria di giunta regionale risalente al 6 dicembre del 2019. In quel documento si fa riferimento ad un importante negoziato, col tramite del Minsitero degli Affari Esteri, finalizzato alla stesura di un accordo internazioanle che preveda " la collaborazione tra il governo italiano, l’IFAD ed il WFP per verificare la fattibilità finanziaria, tecnica ed operativa di sviluppo del complesso Forlanini com una “Cittadella delle Organizzazioni internazionali” idonea ad osptiare le sedi del World Food Programme e dell’IFAD. 

Un progetto in fase di studio

Un progetto che nasce  "per aumentare la coordinazione sul campo tra le organizzazioni delle Nazioni Unite al fine di assicurare una maggiore tempestività ed efficacia alle operazioni". Non quindi semplici organizzazioni non governative. Il Forlanini potrebbe quindi diventare il quartier generale di prestigiose agenzie dell’ONU, tra cui il Programma alimentare mondiale (WFP) ed il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD).  Il progetto, al momento, è nella fase della verifica della fattibilità finanziaria e tecnica. Va aggiunto inoltre che, non tutti i 35mila mq coperti sarebbero destinati a quell'utilizzo. La Regione infatti si riserverebbe la possibilità di usare una parte degli spazi anche per proprie esigenze logistiche. Il documento si conclude asserendo che la stima dei costi per l'intera operazione sarà disponibile entro settembre mentre il risultato dello studio di fattibilità finale del progetto entro giugno 2021.

Una richiesta di pancia

L’altra notizia che con insistenza sta circolando da quando sono aumentati i contagi per Covid- 19, riguarda la possibilità di riportare il Forlanini, o almeno una parte dello stesso, alla sua funzione originaria. Un’opzione che sembra non tenere conto delle condizioni in cui versa il complesso urbanistico fondato negli anni Trenta. Molti suoi padiglioni versano in condizioni fatiscenti. Alcuni sono utilizzati come magazzini ed altri, nel corso degli anni, sono stati trasformati in alberghi della disperazione. Che l’ipotesi di una sua riapertura sia impraticabile, lo ha dichiarato anche il Collegio di Direzione dell'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma.

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Com'è ridotto il Forlanini

La bufala della riapertura

“Chi oggi, quasi non curante del grave momento che l'intero Paese sta vivendo sotto il profilo sociale, economico e soprattutto sanitario,chiede la riapertura del Forlanini  - si legge nella lettera aperta firmata dal Collegio di Direzione dell'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma lo fa non conoscendo sia lo stato attuale del presidio". In sostanza, "chi chiede oggi la riapertura dell'ex Forlanini - continua la lettera- asseconda la pancia delle persone, giustamente preoccupate della straordinaria e difficile situazione sanitaria, ma non offre nessuna soluzione vicina alla realtà". In definitiva il Forlanini non può tornare ad essere un ospedale. E non sarà utile per contrastare il contagio da nuovo Coronavirus. Affermare il contrario significa alimentare una falsa verità. Insomma, un'altra bufala.

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