Fini scende in campo: "Meloni? Una ragazzina che si è montata la testa"

L'ex leader di An: "Si ricordi in ragione di quali scelte è arrivata a fare il ministro". Su Bertolaso: "E’ impazzita la maionese. I tre cuochi non riescono più a portare in tavola un piatto decente"

Bertolaso sì, Bertolaso no. Nel centrodestra il dibattito è aperto e una parola non si nega a nessuno. Oggi è stato il turno di Gianfranco Fini, intervistato durante la trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. 

L'attacco più forte è a Giorgia Meloni che ha attaccato i frondisti di Fratelli D’Italia definendoli “21 persone che hanno scelto di seguire Gianni Alemanno nel suo nuovo partitino con Gianfranco Fini e che vogliono trascinare nel baratro insieme a loro tutto quello che è sopravvissuto della destra italiana”. “La Meloni –ha replicato Fini- è una ragazzina che si è montata la testa. Sono dichiarazioni che non meritano neanche di essere commentate. Si ricordi in ragione di quali scelte è arrivata a fare il ministro… Al di là dell’ingratitudine, la Meloni poteva allargare i confini della destra e invece coltiva l’orticello di FDI. Ha litigato con Alemanno, detesta Storace, se ha bisogno dello spauracchio del vecchio nemico faccia pure, ma è ridicola. Lei è stata molto responsabile quando ha detto che affrontare la campagna elettorale al 7 mese di gravidanza non era il massimo. Se non fosse stata in quella condizione e si fosse candidata, avrei letto il programma prima di dire se l’avrei votata o no”.

Su Bertolaso: "E’ impazzita la maionese –ha commentato Fini-. I tre cuochi non riescono più a portare in tavola un piatto decente. Finchè il centrodestra aveva il vento in poppa era semplicesedersi attorno a un tavolo e scegliere tra una gamma di candidati credibili. Oggi non è più così, ci sono tanti elettori che non votano più centrodestra. Salvini, Berlusconi e Meloni però tornano comunque a sedersi ad Arcore per decidere, senza capire che i tempi sono cambiati. Sempre di più si ricorre a conigli tirati fuori dal cilindro. Bertolaso, come Parisi, è persona rispettabile, ma non c’è più la capacità dei partiti di scegliere la classe dirigente".

Sulle primarie: "E’ deprimente che non salvano nemmeno più la forma. La sinistra almeno in apparenza, con le primarie, cerca di salvare la forma. Le primarie non sono salvifiche, ma potevano riattivare un circuito di partecipazione, certamente male non facevano. E’ difficile trovare una linea di demarcazione tra i candidati, da Bertolaso a Marchini a Giachetti. E’ la dimostrazione della crisi profonda della politica e del venir meno dell’importanza dei partiti".

Su Storace: "Se sosterrò Storace? La sua è una candidatura che interpreta un elettorato di destra che a Roma c’è sempre stato. Sicuramente il consenso lo raccoglierà, spero che sappia presentare un programma credibile, il fatto che abbia governato la regione Lazio lo aiuterà".
 

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