Piazza Navona, Tredicine festeggia: "Con noi è tornata la tradizione. Ottimo lavoro del M5s"

A festa conclusa, il presidente di Apre Confesercenti: "Finalmente siamo ripartiti. Ora l'evento sia internazionale"

Foto da Facebook di Andrea Severini

Smantellati i banchi e chiuse (o quasi) le polemiche, a piazza Navona è tempo di bilanci. Partita con due settimane di ritardo, la Befana quest'anno è tornata dopo tre anni di stop, seppur un po' acciaccata. Pochi gazebi  - i posti messi a bando per l'artigianato natalizio e gli eventi culturali sono rimasti in parte vuoti - ingressi contingentati con il famoso piano sicurezza imposto dal ministro Minniti per i grandi eventi, spettacoli e giochi per bambini praticamente assenti. Un'Epifania decisamente sotto tono rispetto ai ricordi di chi, anni e anni fa, non perdeva un'edizione. Ma i commercianti, al netto delle risorse spese per il piano sicurezza, si dicono tutto sommati soddisfatti. "Almeno c'è stata una ripartenza" ha commentato a RomaToday Alfiero Tredicine, presidente del sindacato Apre Confesercenti, appartenente alla famiglia di bancarellari più nota della città. Certo, si possono fare delle migliorie: "Dovremo discutere a un tavolo la questione dei prodotti di qualità sulla base della domanda effettiva". Il plauso comunque è tutto per i Cinque Stelle, "la prima amministrazione che ha collaborato e che ha legittimato i lavoratori storici come noi". Mica come "altri politici radical chic, che volevano togliere la storia e la tradizione ai romani". 

Due settimane di ritardo, un braccio di ferro andato avanti giorni con il Comune per il piano sicurezza, le infinite polemiche. Ma alla fine com'è andata questa Befana?

A dicembre le cose si erano messe male, alla fine però ce l'abbiamo fatta. La piazza era piena e il punto più importante è che finalmente dopo anni la festa è ripartita. Sono venute migliaia di persone, tanti turisti ma anche tanti romani che hanno riscoperto la festa della tradizione. Questa è storia per Roma. Il clima era gioioso. E la sicurezza ha funzionato alla perfezione. 

Però vi è costato molto sia in termini economici che in giorni di lavoro persi. 

Sì, la colpa è del decreto Minniti. Noi comunque abbiamo ottemperato, e questa è stata una prima prova. Vedremo per il prossimo anno se sarà possibile apportare delle modifiche. 

Tipo?

Costi più bassi sulla sicurezza, più banchi magari allargando quelli dell'artigianato (quelli non assegnati) ad altre categorie merceologiche. E poi bisogna fare un discorso anche sui famosi prodotti di qualità, quelli certificati imposti dal nuovo bando. Alcuni non erano attrattivi. 

Quindi assisteremo all'ennesima trattativa-scontro con il Comune?

No assolutamente, questa amministrazione ha dimostrato collaborazione e partecipazione venendo direttamente in piazza a controllare l'andamento della festa. Così da avere chiaro il quadro di quello che ha o non ha funzionato. Prima si restava chiusi nei palazzi. Poi hanno imposto delle regole e le hanno fatte rispettare, finalmente legittimando i lavoratori storici come noi. 

Ecco, proprio questa legittimazione ha sollevato diverse polemiche. "Ancora i Tredicine che vincono i bandi" è la frase che senz'altro ha letto e sentito. Oltre all'ipotesi di un accordo con la stessa amministrazione e di una precisa, presunta, volontà di non intervenire sui punteggi legati all'anzianità proprio per favorirvi. 

Non voglio parlare di questo, è una polemica che va chiusa. Chi ha i diritti prende i posti. Se vuole piuttosto può scrivere che per far funzionare la festa gli operatori hanno lavorato 18, 20 ore al giorno. 

Quali sono gli obiettivi per il prossimo anno?

La Befana deve diventare una festa di respiro internazionale. E' già conosciuta ma serve una nuova promozione. Poi faremo delle proposte come ho già detto. Servirebbero più eventi anche per i bambini, soprattutto il giorno del 6 gennaio. E i posti per l'artigianato, dato che non c'è offerta, potrebbero essere rimessi a bando e sostituiti con altro. Insomma continueremo a lavorare per fare sempre meglio. L'importante lo ripeto è che si sia ripartiti, alla faccia di tutti quei politici che volevano cancellare la festa storica.

Si riferisce al municipio Pd , all'ex giunta Marino e a chi voleva aprire il bando a nuovi soggetti abbassando il peso dei punti anzianità?

Non faccio nomi. 
 

Un'ora dopo la pubblicazione dell'intervista è uscito il parere dell'Antitrust sul bando. Una sonora bocciatura. L'Autorità garante della concorrenza e del libero mercato ha chiesto al Campidoglio una revisione della gara, e "per le edizioni future, l'adozione di criteri non discriminatori e non basati sulla mera presenza storica alla manifestazione".

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