Ferrovia Roma Nord, oltre i treni anche la Regione è in ritardo. I pendolari: "Viviamo l'inferno"

Dal 1 luglio ventidue corse sopresse, ieri il tavolo alla Pisana: "Istituito osservatorio su sicurezza e raddoppio". Diserta il Comitato: "Vogliamo soluzioni immediate"

Non solo i soliti ritardi, i vagoni bollenti e le attese infinite tra afa e caldo: l'estate 2019 per i pendolari della Roma-Civitacastellana-Viterbo è più rovente che mai. 

Con l'entrata in vigore delle nuove norme sulla sicurezza "spariscono" sulla tratta extraurbana della Ferrovia Roma Nord ben 22 corse (qui tutti i treni soppressi dal  luglio), con dieci sostituite da navette bus. 

Roma-Civitacastellana-Viterbo: 22 treni soppressi

Una "riprogrammazione dell'offerta commerciale" - tentano di indorare la pillola Regione Lazio, proprietaria della linea, e Atac che la gestisce.

"Un'apocalisse di soppressioni" - richiamano alla realtà i pendolari che usufruiscono di quei treni. 

Così, dopo le rimostranze dei pendolari e con colpevole ritardo, si prova a correre ai ripari.

Ieri negli uffici della Regione Lazio la riunione tra i rappresentanti dell’assessorato regionale alla mobilità e gli amministratori dei comuni di Sant’Oreste, Rignano Flaminio, Soriano nel Cimino, Civita Castellana, Morlupo, Castelnuovo, Riano e Sacrofano per discutere dei disagi che però, tra Roma e Viterbo, sono atavici. 

Così "muore" la Roma Civitacastellana Viterbo: le nuove norme per la sicurezza cancellano 22 treni

Ferrovia Roma Nord: tavolo in Regione Lazio

Nel corso del tavolo  sono state illustrate le soluzioni già messe in campo, attraverso il trasporto sostitutivo su gomma, e i futuri interventi "destinati a riportare la linea ferroviaria ad una piena funzionalità nel breve, medio e lungo termine". 

Durante l’incontro è stato comunicato anche il piano di investimenti della Regione Lazio sulla linea Roma – Viterbo e presentato il protocollo d’intesa tra Regione e amministrazioni comunali per l’istituzione di un tavolo permanente tra le parti: "Strumento, questo, necessario - sottolineano Regione Lazio e Comuni intervenuti - a monitorare gli interventi, a concertare le strategie per l’efficientamento e il rilancio del servizio di trasporto pubblico della ferrovia ex-concessa e a sollecitare lo sblocco dei fondi sulla sicurezza ferroviaria da parte del governo". 

L'impegno: "Rendere la Roma-Viterbo moderna"

L’impegno delle parti rassicurano "è quello di arrivare al mese di settembre con un piano di trasporto integrato in grado di ridurre al minimo i disagi, collaborando fattivamente per il rispetto del cronoprogramma degli interventi strutturali, necessari a rendere la ferrovia Roma Nord una linea moderna in linea con gli standard europei". 

Critico il M5s: "Regione Lazio immobile"

"Nessuna soluzione concreta che in tempi brevi possa agevolare la mobilità tra Roma e Viterbo" - tuona Devid Porrello, consigliere M5S del Lazio e vicepresidente del Consiglio Regionale invitando la Pisana ad illustrare piano e investimenti "per risolvere i danni causati dalla propria immobilità. Arrivati a questo punto di non ritorno non c'è forse modo di recuperare il tempo perso dalla Giunta, ma il ritardo - ha sottolineato il grillino - non può rappresentare una scusa per non fare niente". 

Diserta l'incontro il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord

Un incontro disertato dal Comitato dei Pendolari Ferrovia Roma Nord, quello che da anni si batte contro lo smantellamento progressivo della linea e per la sua rinascita a servizio, completo ed efficiente, del quadrante nord della città. 

"Diteci chiaramente che volete chiudere la Ferrovia Roma Nord. Con il nuovo regolamento attualmente viaggiamo con 40' di ritardo, su treni bollenti. Quello che ci chiediamo è perchè da due anni, da quando è stata introdotta la nuova normativa, non è stato fatto nulla per la Roma-Civita-Viterbo. ll tempo perso in anni - ha rimproverato Fabrizio Bonanni, presidente e portavoce del Comitato Ferrovia Roma Nord, in un video recapitato al tavolo disertato - non si recupera in settimane o mesi".

I pendolari avvisano: "A settembre sarà il caos"

La preoccupazione degli utenti è tutta rivolta al mese di settembre, quando riapriranno le scuole e gli uffici lavoreranno a pieno regime: "Sulla Flaminia e nel parcheggio di Montebello, già soffocato da auto e cantiere perenne, ci sarà il caos" - avvertono i pendolari. 

"E' un nostro diritto avere un servizio degno. Non siamo al tavolo perchè siamo scossi e rattristati del fatto che non ci sia alcun segnale che faccia pensare che le cose possano cambiare". 

Una soluzione immediata, quanto chiedono i pendolari: "Siamo stanchi e allo stremo delle forze. Ogni giorno - concludono dal Comitato - affrontiamo l'inferno. Sembra di vivere in una favela del terzo mondo e non a Roma, capitale d'Italia". 
 

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