Ex Mira Lanza, cittadini chiedono sicurezza: "La stagione degli annunci deve finire"

Il complesso, più volte occupato, rientra tra i 14 progetti di riqualificazione urbana recentemente annunciati dal Campidoglio. CdQ: "In attesa di questa rigenerazione sia messo in sicurezza"

L'ex stabilimento Mira Lanza

L'ex saponificio di Marconi, dopo decenni di abbandono, sta per essere rilanciato. Almeno queste sono le intenzioni annunciate dalla Sindaca. Ad inizio febbraio la giunta Raggi ha annunciato "il piano per la rigenerazione della città". Si tratta di 10 immobili e quattro complessi urbanistici da ristrutturare. Tra questi ultimi, figurano i 52.130 metri quadrati dell'ex Mira Lanza.

Insicurezza e degrado

Sul complesso industriale però, continuano ad addensarsi le nubi. A fine gennaio un' operazione di polizia ha portato alla luce un traffico di stupefacenti che aveva eletto proprio l'ex Miralanzia come "fortino dello Spaccio". E' stata l'ennesima prova della deriva, in termini di sicurezza, vissuta dallo storico saponificio di Marconi. Una questione della quale si è interessata subito la commissione Trasparenza del Municipio XI. E proprio in quell'occasione è emersa l'attività, condotta negli ultimi anni dalle forze dell'ordine, per provare a salvaguardare l'area.

Interventi tampone

"Le continue e recenti operazioni delle Forze dell'ordine, certamente apprezzate, tamponano il problema. Ma è solo con una efficace messa in sicurezza della zona che si possono  evitare le continue occupazioni e conseguente circolo vizioso" ha commentato Enrico Pasini il neopresidente del Comitato di Quartiere Marconi. Messa in sicurezza che però deve essere "seguita dalla riqualificazione di questo ambito urbano, come annunciato dalla Sindaca". Il riferimento è al piano di rigenerazione annunciato ad inizio febbraio.

Le condizioni dell'ex Mira Lanza

"Benvenga il progetto, ma chi l'ha visto? - chiede Giulia Fainella, consigliera municipale del PD e presidente della commissione Trasparenza – Quindi va bene se c'è un progetto  ma bisognerebbe conoscerlo, saperne le modalità ed i tempi di realizzazione".   Sicuramente non ci vorrà poco tempo per rigenerare quel complesso le cui condizioni, sono state ben descritte in un verbale dello scorso anno. A seguito di un sopralluogo, il Dipartimento SIMU accertò che "le strutture murarie esterne risultano interessete da lesioni e crolli parziali". Lesionata anche la ciminiera alta, la copertura lignea è in parte crollata e "gli  infissi perimetrali ove presenti sono a rischio di caduta. Questo è risultato essere lo stato del complesso nel febbraio del 2018. Da allora si sono succeduti incendi ed occupazioni che sicuramente non hanno migliorato le condizioni del complesso.

"Basta annunci, serve coraggio"

"L'Amministrazione comunale deve avere il coraggio di affrontare politicamente il problema utilizzando, sin da subito, tutti gli strumenti per coinvolgere i cittadini, le Associazioni, i Comitati e le realtà socio-economiche – ha commentato il presidente del Comitato di Quartiere – La stagione  degli annunci deve finire.  Marconi merita di più".
 

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