Ex Mercati Generali, firmata la delibera: ecco come cambia il progetto

Presentante in Campidoglio le modifiche al progetto. Entro il 2020 cantieri chiusi

L'area degli ex Mercati Generali

Fumata bianca. La giunta Raggi ha firmato la delibera sulla riqualificazione degli ex Mercati Generali. Era nel cassetto dall'inizio dell'amministrazione pentastellata ed aveva rappresentato anche un duro terreno di scontro istituzionale, tutto interno al M5s, tale da portare alle dimissioni da presidente dell'VIII municipio Paolo Pace. Con la firma dell'atto quella pagina viene definitivamente archiviata e "15 anni dopo – sottolinea in conferenza stampa la sindaca Raggi – ridiamo vita ad un pezzo di città".

La novità principale: la galleria pubblica

C'è una novità rispetto alle varianti con cui Alemanno prima e Marino dopo avevano trasformato il progetto della città dei giovani dell'archistar Rem Koolhaas. Aumentano gli spazi pubblici, soprattutto per realizzare un strada di collegamento pedonale. "Ci siamo resi conto che la circolazione verso via Ostiense era possibile soltanto passando all'interno degli spazi privati del centro commerciale".  Chiuso il quale i cittadini si trovavano costretti a ricorrere alle uscite laterali. Per questo nel nuovo progetto è prevista una galleria con un ingresso proprio sulla via Ostiense. "E' un cambiamento simbolico ma anche molto pragmatico – spiega l'assessore all'urbanistica Luca Montuori – l'edificio può in tal modo essere attraversato anche quando il centro commerciale è chiuso. Dialoga con la città e non è più un oggetto isolato nel contesto urbano,una specie di fantasma com'è stato fino ad oggi".

Gli alloggi per gli studenti 

Complessivamente il progetto appena rivisitato, destina 2500 metri quadri in più al settore pubblico. L'accordo con i costruttori, che dopo la firma della delibera deve presentare il progetto esecutivo, presenta una serie  di novità. "Abbiamo ottenuto un impegno, da parte dei proponenti, a non modificare più il mix funzionale in corso d'opera, alla ricerca di un qualche equilibrio economico". Un segno di discontinuità rispetto al passato, soprattutto nei confronti della variante approvata durante l'amminsitrazione Alemanno. "Inoltre – ricorda Montuori – abbiamo stabilito che i canoni per gli studenti che andranno ad abitare l'edificio loro dedicato, siano quelli decisi dall'Adisu, cosa che nella precedente convenzione non era prevista".

Il mix funzionale in percentuale

Dal punto di vista delle percentuali, l'accordo prevede, oltre alla realizzazione della galleria pubblica, delle "pareti di verde verticale"; un mix funzionale in cui al terziario spetterà il 12% delle superfici costruite ed al settore commerciale il 45%. Per il resto "abbiamo tutta una serie di edifici destinati ad una funzione pubblica" spiega l'assessore capitolino, che fornisce anche le cifre. 1500 metri quadrati per gli uffici, 1000 alla biblioteca, 400 alla sala conferenze, 500 al centro anziani già in funzione. Poi ci sono "spazi privati ad uso pubblico" vale a dire la citata casa dello studente (5mila metri quadri); un cinema multisala, "un piccolo centro religioso". 

L'interesse dei cittadini

Soddisfazione per la firma della delibera è arrivata dalla Sindaca Raggi. "Stiamo facendo una cosa nuova - ha premesso durante la conferenza stampa - il Campidoglio riprende a dettare le regole. In questo modo facciamo capire che si può investire a Roma, tenendo conto dell'interesse dei cittadini". Per la Sindaca è un elemento di forte discontinuità "perchè in passato l'urbanistica è stata una moneta di scambio, con il Campidoglio schiacciato da interessi che poco avevano a che vedere con quelli dei cittadini". Invece ora "si sta aprendo una nuova fase e pezzetto dopo pezzetto, stiamo ricostruendo una base di fiducia tra l'amministrazione, i cittadini e gli imprenditori. E' l'unico modo per dimostrare che Roma si sta riprendendo il ruolo che compete ad una Capitale".

Ha vinto la linea del Campidoglio

La firma della delibera segna quindi una tappa importante nel processo di trasformazione del quadrante. Ed anche se non è chiaro quando inizieranno i lavori - "prima possibile" ripete come un mantra l'assessore Montuori - c'è una data in cui dovranno terminare: il 2020. Tre anni di tempo per mostrare che quell'area, "un fantasma", possa tornare utile alla città. Anche se non saranno tutti contenti. Sulla riqualificazione degli ex Mercati, si è infatti consumata una scissione interna al M5s che ha portato alle dimissioni del presidente Pace in aperto contrasto con la maggioranza dei consiglieri municipali . Ma come avranno digerito, i cosiddetti talebani del M5s, la delibera appena firmata da Montuori? "Quando mi è stato chiesto un appuntamento, gli ex consiglieri, così come gli altri cittadini sono stati ricevuti - ha chiarito l'assessore all'urbanistica  di Roma Capitale - io ho raccontato loro cosa stavamo facendo. Sono state poste delle questioni, che abbiamo analizzato serenamente. Io però ho sempre offerto il mio punto di vista e ribadito che l'obiettivo era chiaro: arrivare a conclusione di quest'operazione". La firma alla fine è arrivata. La trasformazione degli ex Mercati, piaccia o meno, sta per ripartire. Per l'ennesima volta.

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