Nell'ex caserma di via Guido Reni una Città della Scienza: l'Aula approva nella notte la delibera

Soddisfatto il sindaco Marino: "Questo è un punto di svolta nella nostra strategia di rigenerazione urbana". Oltre al museo verranno realizzati circa 200 appartamenti

È arrivata nella notte, dopo una lunga maratona in Aula Giulio Cesare, l'approvazione della delibera sulla riqualificazione dell'ex caserma di via Guido Reni in zona Flaminio. Superando il muro di emendamenti e ordini del giorno presentati da un'agguerrita opposizione la delibera è stata approvata con 19 voti favorevoli, 11 contrari e nessun astenuto. L'ex edificio della Difesa passerà quindi dalle mani statali in parte al fondo immobiliare della Cassa depositi e prestiti che provvederà a trasformarlo in case, spazi commerciali e ricettivi e in parte al Comune di Roma per la realizzazione della Città della Scienza. “Questo è un punto di svolta nella nostra strategia di rigenerazione urbana” ha commentato soddisfatto il sindaco Ignazio Marino.

L'ITER - Il provvedimento, arrivato questa notte alla sua approvazione finale, non ha avuto un iter semplice. Approvata dalla giunta nel dicembre del 2013 la delibera inizialmente licenziata dagli uffici dell'assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo è stata rimandata al mittente dalla stessa maggioranza capitolina che non ha ritenuto opportuno utilizzare lo strumento della variante al Piano regolatore. In sede di commissione Urbanistica infatti erano stati avanzati dei dubbi in merito alla sostenibilità economica dell'opera. Con un emendamento approvato ieri in commissione Urbanistica la delibera nella sua versione approvata è diventata un Piano di recupero urbano (Pru).

COSA DIVENTERA' L'EX CASERMA - “Un intervento che nasce, nel novembre scorso, dall'accordo tra il sindaco Marino e l'allora ministro dell'Economia Saccomanni. L'area oggi di proprietà di CDP Investimenti Sgr sarà completamente trasformata e potrà ospitare residenze, circa 200 alloggi di cui 75 sociali, e strutture ricettive, in totale sono 45 mila mq di costruito; circa la metà di quanto previsto dalla delibera dell'amministrazione precedente che ieri sera è stata revocata”ha spiegato in una nota l'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Giovanni Caudo. Continua l'assessore: "Con questa approvazione si dà inoltre una sede alla città della Scienza. Il progetto prevede che la trasformazione faccia incassare al comune oneri straordinari per almeno 43 milioni di euro, oltre quelli ordinari che serviranno per la realizzazione dei servizi di quartiere". Conclude Caudo: "L'intervento di via Guido Reni porta risorse importanti nella città con un investimento che sarà di circa 300 milioni di euro, occasione per imprese locali di poter partecipare alla realizzazione".

IL SINDACO SODDISFATTO - “Il riutilizzo degli spazi urbani edificati e non più utilizzati ci consente di ripensare il tessuto urbanistico cittadino, arricchendolo di servizi per la città. In particolare, non consumando altro territorio, ma attuando una rigorosa tutela dell'agro romano dalle speculazioni edilizie” ha commentato il sindaco Ignazio Marino. "La modernizzazione di Roma, che vogliamo più bella, vivibile ed europea, passa anche attraverso la realizzazione di grandi opere come il progetto di riconversione di via Guido Reni, che oltre alla Città della scienza accoglierà edilizia sociale, residenziale e spazi comuni” ha concluso Marino in una nota. “Voglio ringraziare l'assessore Giovanni Caudo, e l'Assemblea Capitolina, per aver lavorato con grande intensità nell'approvare questa delibera, che segna il vero punto di partenza del programma di riqualificazione urbana voluto da questa amministrazione".

OPPOSIZIONE - Dura l'opposizione dei partiti di minoranza che sul testo hanno presentato oltre 500 ordini del giorno e 150 emendamenti. Se dopo un anno di nulla assoluto in materia di urbanistica, Marino pensa, il 6 agosto, di poter portare a casa il goal della bandiera con la delibera relativa a via Guido Reni, forzando con un emendamento di giunta che stravolge completamente l''impianto della stessa e che l'opposizione ha avuto meno di 24 ore per analizzare, si sbaglia di grosso” hanno scritto in una nota congiunta il vicepresidente dell'Assemblea capitolina, Giordano Tredicine, il capogruppo di Fi, Giovanni Quarzo e i consiglieri capitolini Marco Pomarici (Ncd), Roberto Cantiani (Gruppo Misto), Fabrizio Ghera (Fdi-An) Dario Rossin (Fi) e Davide Bordoni (Fi).

MOVIMENTO CINQUE STELLE - Ad esprimere la sua opposizione anche il Movimento cinque stelle che spiega i motivi del suo voto contrario: “Nella competente Commissione Urbanistica di Roma Capitale, il 4 marzo 2014, i dirigenti di Cassa Depositi e Prestiti hanno illustrato il piano economico-finanziario del progetto nel suo complesso: il tutto si regge sulla parte residenziale, su quella commerciale e su un hotel. Il piano illustrato è stato ritenuto da tutti i componenti della commissione non sostenibile o comunque vago. Abbiamo sollevato dubbi sulla vendita di residenziale (oggi a Roma abbiamo decine di migliaia di appartamenti sfitti o invenduti), sulla vendita del commerciale (con l'attuale crisi la priorità sono nuovi negozi o centri commerciali? E chi li compra?) e soprattutto sull'hotel, per il quale non vi è - e probabilmente non vi sarà - un acquirente” commenta il M5S. “Dunque iniziamo un progetto con la certezza che non ci saranno i soldi per questa opera. Per rispetto anche di chi ha preso parte al progetto partecipato, non possiamo esprimere un voto favorevole a questa delibera”. Infine una contestazione al metodo: “Una delibera arrivata in Commissione sei mesi fa viene discussa a ridosso di Ferragosto, preceduta di appena un giorno di una serie di importanti emendamenti da parte dell'Assessore”.

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