Alberi, l’Uefa promette 50mila esemplari. Verdi: “Chiediamo ai cittadini dove piantarli”

Il presidente dell'UEFA, per mitigare le emissioni di Euro2020, ha promesso di finanziare la piantumazione di 600mila alberi. Calcerano: "A Roma ne spettano 50mila, ma il Comune cosa aspetta a richiederli?"

Programmazione. E’ questa la parola magica che viene richiesta a chi governa la Capitale. Soprattutto in materia ambientale. Bisogna far fronte ad un patrimonio arboreo che, a causa di mancate manutenzioni, versa troppo spesso in precarie condizioni. I tagli non sono sempre evitabili. Ma gli alberi vanno anche sostituiti. Ed al riguardo l’occasione offerta dall’EURO2020 sembra particolarmente ghiotta.

Gli alberi promessi dall'UEFA

Aleksander Ceferin, numero uno dell’ UEFA, ha dichiarato l’intenzione di donare 600mila alberi. Serviranno a mitigare l’impatto di un Europeo itinerante che, in quanto tale, impone frequenti spostamenti. L’impronta ecologica che ne deriverà sarà significativa. Ma per ridurre l’impatto sull’ambiente, l’UEFA ha sottoscritto lo Sport for Climate Action. E tra le iniziative previste, a compensazione della Co2 prodotta, c’è quella che prevede la piantumazione degli alberi.

Il silenzio del Campidoglio

La quota che spetta a Roma è la stessa destinata alle altre 11 città che ospitano il torneo. Stanno quindi per arrivare cinquantamila alberi. Dal Campidoglio non è però ancora arrivata alcuna indicazione in merito. “Roma Capitale, sulla vicenda, resta silente. Non si sa nulla su dove e come verranno piantati questi alberi – fanno notare Guglielmo Calcerano e Silvana Meli, portavoce romani dei Verdi – ma vogliamo perdere anche quest’occasione?”.

Un primato da difendere

Il patrimonio arboreo di Roma è il più significativo tra le Capitali Europee. In città si stima infatti ci siano infatti 160-180mila alberi. Averne a disposizione altri 50mila rappresenta, pertanto, una concreta possibilità per migliorare un già invidiabile primato. Però occorre programmare gli interventi.  Bisogna, in altre parole, capire anche dove gli alberi potrebbero essere messi a dimora. I Verdi non hanno dubbi sul da farsi. “Bisogna avviare subito un percorso partecipato aperto ai cittadini, per decidere dove piantare gli alberi, magari 0 a bordo strada, eliminando le ceppaie. E bisogna stipularea anche una garanzia biennale di attecchimento”.

Tremila alberi a municipio

Il compito non è semplice da assolvere, vista la nota carenza di personale in capo al Servizio Giardini. Ma anche per questo gli alberi promessi potrebbero diventare un volano. Una rampa di lancio per una rapida inversione di tendenza. “Quest’operazione può avere un impatto reale sulla mitigazione climatica. A Roma – hanno ricordato Calcerano e Meli – ci sono 15 municipi. Ognuno potrebbe avere oltre 3mila nuovi alberi a disposizione. Purtroppo però Raggi e la neo-assessora Fiorini sembrano non aver colto l'importanza di questa opportunità, e l'Europeo 2020 rischia di trasformarsi, per i romani e per il nostro verde pubblico, nell'ennesimo autogol”. Considerando che gli alberi possono essere piantumati solo tra novembre e febbraio, il tempo per avviare il processo partecipativo è davvero ridotto. Sarebbe però una beffa rinunciare alla messa a dimora di 50mila alberi. Il treno per realizzare il sogno del “giardino d’Europa”, più volte evocato dall’amministrazione Raggi, potrebbe non passare una seconda volta.

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