All'Ombra del Colosseo non apre: "Inaccettabili ritardi della burocrazia"

Solo dieci giorni per organizzare la kermesse di tre mesi. "Chiediamo a tutti gli organizzatori dei festival storici di boicottare il bando, protestiamo contro un sistema inefficiente"

Graduatorie fuori tempo massimo per l'organizzazione della rassegna. Quest'anno, "all'Ombra del Colosseo non si farà". Gli organizzatori della kermesse comica, ormai una tradizione dell'Estate Romana, comunicano ufficialmente che non saranno presenti nel classico calendario degli appuntamenti estivi che li ha sempre visti protagonisti al parco del Celio, con artisti tra i più noti del panoramico comico italiano. E non solo rinunciano per protesta al loro posto in graduatoria, invitano a disertare anche tutte le altre realtà culturali che hanno partecipato ai bandi, al grido collettivo di "boicottiamo l'Estate Romana"

"Tenetevi il contributo, la manifestazione non la facciamo!", perché la lentezza della macchina amministrativa ha impedito di prepare l'evento come si deve. "Abbiamo preso questa decisione estrema per protestare contro un sistema di lavoro sbagliato adottato dalla giunta Marino e ancora vigente, che non vogliamo più sopportare" ha spiegato l'organizzatore Federico Bonesi, date alla mano.  

L'11 maggio è scaduto l'avviso pubblico per tutti cartelloni della stagione, con bandi che prevedono contributi economici e concessione delle aree, ma le graduatorie sono state pubblicate solo tre giorni fa, il 20 giugno, con inizio delle attività previsto per il 30. Dieci giorni per far partire la macchina organizzativa, un tempo insufficiente.  

"Non c'è finanziamento che possa garantire in una sola settimana l’organizzazione ottimale di una rassegna che dura 3 mesi - prosegue Bonesi -  spiace constatare che l’Amministrazione capitolina per inefficienza e incuria, getti alle ortiche anni di esperienze e professionalità, negando al settore delle produzioni culturali rispetto, serietà e certezza delle regole"

Da qui l'appello ai colleghi dell'Estate Romana: "Chiediamo a tutti gli organizzatori dei Festival Storici di boicottare il bando per non lasciare morire in silenzio manifestazioni che hanno una lunga storia di successo. Contestualmente lanciamo l’idea di un Manifesto redatto e sottoscritto da tutte le imprese e associazioni del settore e, più avanti, ci riproponiamo di organizzare una manifestazione culturale di protesta insieme agli operatori e ai curatori dei festival"

Una presa di posizione forte "per denunciare questo sistema organizzativo inefficiente che non tiene in considerazione le esigenze pratiche e professionali degli imprenditori culturali della città: è inaccettabile che ogni anno l'avviso pubblico per la selezione dei progetti culturali migliori si pubblichi sempre a ridosso dell'estate". Si chiama assenza di programmazione, una triste realtà romana. 


 

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