Emergenza rifiuti, l'ora delle decisioni si avvicina: sui territori è già protesta

Il tavolo tecnico istituto tra Regione, Comune e Città Metropolitana sta lavorando per trovare i siti adatti ad ospitare una discarica. Intanto sono già partite le contestazioni dei residenti

Le proteste a Falcognana

Settimana incandescente sul fronte dei rifiuti. Il rischio di una nuova infrazione europea a la prossima chiusura della discarica di Colleferro, hanno messo il Re e la Regina a nudo. Non c’è più tempo da perdere. Il tira e molla tra Regione e Campidoglio non ha portato a niente di buono.

L'inerzia dell'amministrazione

Il Comune, che non vorrebbe nuove discariche, nell’ultimo anno ha giocato di rimessa. Ha deciso di non decidere, lasciando la Regione senza un Piano Rifiuti. L’ultimo, datato 2012, è stato ampiamente disatteso. Ed ora bisogna scriverne uno nuovo. Lo chiede anche l’Europa. Se Roma Capitale non vuole che le decisioni siano prese da altri, deve uscire allo scoperto.

I tecnici al lavoro

Intanto si è attivato un tavolo di lavoro, voluto dal presidente Zingaretti. Vi partecipa la direzione delle Politiche ambientali e dei rifiuti della Regione, il dipartimento Ambiente del Campidoglio ed il dipartimento Tutela e valorizzazione ambientale della Città Metropolitana. I tre uffici lunedì 2 dicembre ascolteranno il numero uno di Ama, Stefano Zaghis. In questa fase si vagliano varie soluzioni. C'è una pista che conduce sulla via Ardeatina e più precisamente a Falcognana, dove potrebbe essere attrezzato uno dei due siti necessari per lo stoccaggio. Però bisogna anche trovare delle aree per realizzare una vera e propria discarica di servizio. Il tavolo sta lavorando anche all’ipotesi di puntare su un sito deputato ad ospitare stoccaggio e discarica insieme. I dirigenti della Pisana, dell’ex Città Metropolitana e del Campidoglio restano comunque al lavoro. L'obiettivo, con la riunione di lunedì, è di individuare nell'elenco delle cosiddette "aree bianche" fornite nel 2018 dalla Sindaca, una lista di siti papabili. Rigorosamente dentro i confini di Roma Capitale. L'ora delle decisioni si avvicina.

La protesta in Regione

La settimana di passione è iniziata con una spettacolare passarella dei presidenti grillini. Fascia giallorossa in petto, hanno marciato con la Sindaca alla volta del Consiglio regionale. Compatti nel ribadire l’intenzione di “non accettare decisioni calate dall’alto”, hanno provato a far passare la linea di Roma Capitale. Quella della Sindaca che non accetta ingerenze, ma che punta a trasferire mille tonnellate al giorno in più in direzione di Civitavecchia. Un’idea che ha fatto saltare dalla sedia il primo cittadino del Comune Portuale. E con lui il leader leghista Matteo Salvini che, a più riprese, ha ribadito la vicinanza con i cittadini pronti a scendere in piazza.

Prorogata la chiusura di Colleferro

Nemmeno l’altra ipotesi avanzata da Raggi ha fatto breccia. La Sindaca aveva chiesto di tenere in funzione ancora per un po’ il sito di Colleferro. Proposta rispedita al mittente. Almeno in parte. Perché la cittadina ciociara dovrà rimandare la chiusura di una settimana. Dal 7 al 15 gennaio. Lo ha deciso la Regione attraverso l’ordinanza firmata da Zingaretti il 27 novembre. Ma "non accetteremo in nessun caso che si possa andare oltre quella data" ha tenuto a precisare il sindaco di Colleferro.

I sindaci della provincia si ribellano alla Raggi

L'ordinanza sui rifiuti

“I problemi vanno risolti” ha intanto dichiarato il governatore, nel commentare il nuovo provvedimento firmato. Oltre alla miniproroga imposta al sito di Colle Fagiolara, ci sono altri diktat. Roma Capitale deve individuare uno o più siti, sul proprio territorio, da destinare allo smaltimento dei rifiuti. Contestualmente bisogna risolvere il nodo dei conferimenti all’estero e, non ultimo, scegliere due siti per la trasferenza visto che, a gennaio, sarà definitivamente chiuso quello di Ponte Malnome. E poi c’è il piano industriale che Ama deve firmare entro il 15 marzo 2020.

Il rischio commissariamento

Nell’ordinanza dei rifiuti, il compito più dolente per l’amministrazione cittadina, resta quello di scegliere uno o due siti, a Roma, in cui attivare una discarica. Ha in tutto diciannove giorni, dalla firma del dispositivo, per individuarli e per predisporre i provvedimenti utili a renderli operativi. Se ancora una volta deciderà di non decidere, aprirà le porte ad un commissariamento. Una possibilità che fa tremare i polsi a quei territori, come Riano e Falcognana, che già in passato hanno combattuto contro l’ipotesi di ospitare delle nuove discariche.

L'ordinanza nel dettaglio

Partite le proteste

A proposito di Falcognana, al km 14+300 della via Ardeatina è già ripresa la mobilitazione. Renato Brunetta, per protesta, si è anche incatenato al cancello dell’attuale discarica di fluff. L’ipotesi di destinare lì i rifiuti urbani di Roma, per il senatore di Forza Italia, è “Una scelta che deriva dall'incapacità e dall'inerzia del Comune e della Regione”. Il tempo delle decisioni è però arrivato. Entro metà dicembre tutti i nodi dovranno essere sciolti. Altrimenti si andrà al commissariamento.
 

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