Emergenza cinghiali: la Regione stanzia 100mila euro per il contenimento della specie

Firmato un protocollo d'intesa tra Regione, Federparchi, Coldiretti Lazio e Legambiente Lazio. Saranno intensificate le misure di contenimento degli ungulati e gli agricoltori danneggiati saranno indennizzati più celermente

Fumata bianca. La Regione Lazio ha firmato il protocollo d'intesa attraverso cui, d'accordo con Federparchi, Coldiretti e Legambiente, saranno intensificate le misure per contenere l'espansione incontrollata dei cinghiali

Una presenza costante

La presenza di ungulati, nel perimetro capitolino, nel corso degli ultimi quattro anni si è moltiplicata. Gli esemplari segnalati dai cittadini, non sono di una razza autoctona. Al contrario si tratta di cinghiali introdotti dai paesi slavi per scopi venatori. Sono più grandi e soprattutto estremamente più prolifici del cinghiale maremmano, che ancora sopravvive nella riserva di Castel Porziano e nel quadrante meridionale della Capitale. 

Il protocollo d'intesa e gli indennizzi

Il protocollo d'intesa che Regione, Federparchi, Coldiretti e Legambiente hanno sottoscritto,  prevede la semplificazione e la velocizzazione dell’iter autorizzativo per i piani di controllo numerico della fauna selvatica nelle aree protette regionali. Tra i vari punti contenuti nell'accordo, c'è anche la creazione di un sistema unico georeferenziato per i danni prodotti  e l'avvio di una campagna di comunicazione finalizzata a spiegare, agli agricoltori, quali sono le modalità di accesso agli indennizzi e quali sono gli strumenti di prevenzione.

Il destino dei cinghiali

L'assessorato all'ambiente della Regione Lazio fa sapere che "gli animali o le loro carni potranno essere destinati alla cessione diretta o all’allevamento; se macellati o abbattuti, conferiti presso un centro di lavorazione della selvaggina autorizzato; ceduti, come carcasse, per uso privato domestico con divieto di commercializzazione, al personale coinvolto nelle operazioni di abbattimento". 

Accolte le richieste di Coldiretti

Il protocollo, di durata triennale, ha ricevuto uno stanziamento triennale di 100mila euro ed è rinnovabile.  Coldiretti Lazio, che aveva chiesto un coinvolgimento dei produttori agricoli nelle attività di abbattimento, si è dichiarata soddisfatta per l'accordo raggiunto.  Il protocollo - scrive in una nota l'associazione regionale dei coltivatori  -  prevede non solo l'intensificazione dei controlli e la semplificazione dell'iter amministrativo ma anche il coinvolgimento attivo degli agricoltori nelle attività di cattura da svolgere, a fianco dei guardaparchi, attraverso la predisposizione di trappole". E' esattamente quanto, mesi addietro, la Coldiretti Lazio aveva richiesto. Inoltre "per compensare il reddito perso a causa dei danni provocati dagli ungulati, gli agricoltori potranno cedere direttamente gli animali catturati presso gli istituti previsti dalla normativa vigente o destinarli all'allevamento in aree recintate".

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