Regionali, Pirozzi: "Io in Senato? Fantasie dei giornali". E il 21 dicembre apre il comitato

Il sindaco di Amatrice smentisce i rumors. Mentre si affaccia l'ipotesi di una candidatura di Maurizio Gasparri

Sergio Pirozzi, candidato presidente della Regione Lazio

Un accordo tra Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia per cedere agli azzurri la candidatura della regione Lazio e costringere Sergio Pirozzi a farsi da parte offrendogli il posto di capolista per la Lega al Senato. E' il quadro che si profila da rumors e indiscrezioni sul fronte del centrodestra per le regionali del Lazio. Il tempo stringe (si potrebbe votare il 4 marzo) e Berlusconi, Meloni, Salvini non hanno ancora trovato la quadra. L'unico in campo a sfidare Nicola Zingaretti per la sinistra e Roberta Lombardi per il M5s, con una lista civica, è il sindaco di Amatrice, appoggiato dal Carroccio come papabile candidato di coalizione ma osteggiato da FI e FdI. Una corsa per il momento solitaria - indubbiamente una minaccia per le chance di vittoria di un centrodestra unito - che potrebbe sfumare se trovassero conferma le ipotesi di una corsa alternativa al parlamento. 

"La creatività dei giornali e degli uffici stampa dei partiti evidentemente è in piena attività" commenta con l'ormai classico sarcasmo Sergio Pirozzi, che respingendo ogni ricostruzione mediatica, annuncia l'apertura del comitato elettorale giovedì 21 dicembre. "Tutto il resto sono sane fantasie giornalistiche e soprattutto fantasie politiche - taglia corto il sindaco - di chi si appassiona ai giochi di palazzo ai quali sia io che la maggioranza degli italiani siamo allergici".  

Sarà, ma tra le file degli addetti ai lavori danno per certo o quasi un seggio a palazzo Madama promesso a Pirozzi, opzione che gli permetterebbe di restare vicino agli abitanti di Amatrice mantenendo la carica di sindaco. Se così fosse si farebbe strada il nome di Maurizio Gasparri per Forza Italia, emerso tra i papabili nelle ultime ore. Anche se lui pure, come Pirozzi, ha smentito: "Finora nessuno di quelli che decidono veramente me lo ha chiesto. Se poi me lo chiedono vedremo... ma io spero di no" ha risposto con il sorriso a un cronista dell'agenzia stampa Dire.

Rimane nella rosa dei nomi possibili anche quello di Fabio Rampelli, deus ex machina di Fratelli d'Italia, capogruppo alla Camera del partito di Giorgia Meloni che nel Lazio ha il suo core business. Ma i forzisti non molleranno. Dopo l'accordo in Sicilia (che ha portato alla vittoria di Nello Musumeci, fortemente sostenuto da FdI) rivendicano l'ultima parola su un candidato comune.  


 

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