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INTERVISTA | Zingaretti: "Con le assunzioni miglioriamo la sanità. Piano rifiuti fermo? Colpa della città metropolitana"

 

Intervista al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, in corsa per la riconferma alla guida di una coalizione di centrosinistra che va dal Partito democratico a Liberi e Uguali. Sanità, urbanistica, trasporti, rifiuti. Partendo dal lavoro svolto in questi cinque anni e guardando avanti.

La sanità sta per uscire dal commissariamento, una buona notizia. Quali sono i nodi principali che il piano di rientro lascia sul tavolo e che andranno affrontati nei prossimi anni?

Il piano di rientro è stata una tragedia perché ha bloccato le assunzioni e gli investimenti. La buona notizia è che aver messo i conti in ordine, ora, ci permette di assumere personale. Nel 2013 erano 60 gli assunti, quest'anno sono 3500 e abbiamo avviato stabilizzazione precari utile per affrontare nodi aperti a cominciare ad affrontare le liste d'attesa. Ora con nuovo personale siamo in condizione di affrontare anche questo tema che però non abbiamo creato noi ma l'abbiamo ereditato. 

A proposito di sanità. E' stato uno dei temi di maggior resistenza per sancire l'alleanza con Liberi e Uguali. Vi siete messi d'accordo?

Si è chiesto dalle forze politiche di trovare giusto equilibro perché questo equilibrio non c'era. Non c'erano le assunzioni, centinaia di strutture private non erano neanche accreditate perché si era in ritardo. Ora abbiamo trovato un buon punto di equilibrio che dentro regole certe garantisce servizio pubblico che garantisce un'offerta sanitaria che, nessuno lo dice, sta migliorando. 

Un tema molto sentito nella capitale: la ferrovia Roma-Lido. Come avete speso i 180 milioni di euro stanziati dal Governo?

Li avevamo trasferiti ad Atac per l'apertura dei cantieri. Alcuni erano stati aperti e putroppo ora sono chiusi perché Atac sta affrontando un concordato fallimentare. Abbiamo iniziato a farci carico delle cose che Atac non poteva più fare. Per esempio la gara per la modernizzazione della linea. Stiamo comprando anche nuovi treni. Ma voglio essere chiaro: è per aiutare Atac che sta fallendo. 

Il piano rifiuti della regione è rimasto quello del 2012. Perché non ne è stato approvato uno nuovo?

Quando sono diventato presidente della regione la raccolta differenziata era al 12 per cento. Oggi è al 43 per cento. Nel 2013 il 70 per cento dei rifiuti veniva conferito in maniera irregolare o illegale perché i rifiuti non erano trattati. Oggi quella percentuale si è azzerata. Abbiamo riformulato il piano rifiuti. Per esempio secondo noi fissava una percentuale di raccolta differenziata troppo bassa. Stiamo aspettando la Città Metropolitana di Roma, nel senso che la Regione pianifica, dà gli obiettivi e chiede a comuni e province di dire se sono d'accordo. Purtroppo Roma non ha fatto questo iter. 

Stefano Parisi sostiene che lei non ha preso abbastanza decisioni sui rifiuti. Promette di riaccendere l'inceneritore di Colleferro. Cosa ne pensa? 

E' una gestione un po' vecchia perché se si puntasse su riuso, riciclo e vera differenziata noi potremmo fare a meno di quelle forme di smaltimento dei rifiuti che sono una risorsa e spesso sono materia prima. Rispetto a un territorio devastato in questi anni io credo che si possa essere più coraggiosi.

I cittadini di Colleferro possono stare tranquilli?

Certo. Trovare una soluzione che sia funzionale ad una gestione diversa del piano dei rifiuti su questo mi sembra che la strada sia quella da seguire.  

A Roma hanno fatto molto discutere i progetti di demolizione e ricostruzione di una serie di villini di pregio sulla base del Piano casa regionale. Perché nel 2014 avete ritenuto opportuno prorogare quel provvedimento ereditato dalla Polverini?

Non è proprio vero perché noi quel piano l'abbiamo cambiato profondamente e con legge sulla rigenerazione urbana abbiamo inaugurato per prima volta nella storia del Lazo un'idea di sviluppo fondata sul cosumo di territorio agricolo zero e sull'idea di rigenerare ciò che è brutto nella nostra regione. Tanto è vero che villini vincolati in particolari aree del Prg non si può fare nulla. Il comune deve prendere della decisioni: se ci sono zone valutate di pregio o dei villini che vanno tutelati si devono tutelare. Noi diamo un'opportunità per smetterla finalmente di costruire su suolo agricolo e questo può voler dire rigenerare i comuni buttando giù l'orrore che c'è, magari anche con qualità urbanistiche, di sicurezza ed efficentamento energentico. Questo favorisce non un aumento delle cubature a uffa ma per riqualificare. Poi sta ai comuni gestire questa opportunità ed è chiaro che se uno non fa niente si arriva ai casi che abbiamo conosciuto. Ma si può certamente evitare. Bisogna fare una cosa semplice e rivoluzionaria: governare.  

Roberta Lombardi ha promesso che toglierà l'Irpef. Secondo lei è possibile?

Lasciamo perdere. A questi livelli di balle l'unica cosa sensata da fare è il silenzio.  

"Più turisti e meno migranti". Ci commenta questo slogan della sua avversaria del Movimento cinque stelle?

E' un'occhiolino un po' irresponsabile alla rabbia delle persone. Credo che sia inefficace perché turisti vengono nel nostro paese se le città sono pulite, se i servizi sono efficienti, se le città sono sicure e se i trasporti sono di qualità. Il turista chiede quello che chiedono i cittadini e noi dobbiamo offrire servizi di qualità. Quando i 5 Stelle governano è la cosa peggiore che gli riesce. Per nascondere questo dato si strizza occhio al razzismo e si cavalcano le paure delle persone. Io credo che non bisogna cavalcare i problemi e le paure ma risolvere i problemi che li suscitano. 

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