INTERVISTA | La 'rivoluzione semplice' di Roberta Lombardi: "In un mese chiudo il piano rifiuti"

Dalla sanità alla famiglia, la deputata del Movimento cinque stelle spiega il suo programma per il Lazio. "I cittadini ci chiedono cose semplici ed essenziali"

In cima alla lista delle priorità la "salute, i rifiuti e la famiglia". Sui nodi più scottanti non teme di attaccare il presidente uscente Nicola Zingaretti. I tempi della prima campagna regionale, quella dei 'cittadini semplici' sostenuta da Davide Barillari, sono lontani. Roberta Lombardi, candidata presidente per il Movimento cinque stelle, ha presentato il suo programma al Tempio di Adriano con, al suo fianco, la sindaca della capitale, un eurodeputato e un vicepresidente della Camera lanciato verso Palazzo Chigi. "Una forza politica viva" che, stavolta, può giocare fino in fondo la sfida elettorale. RomaToday ha intervistato Roberta Lombardi per raccontare qual è la sua proposta per il Lazio.  

Ormai da un mese, sta percorrendo il Lazio in lungo e in largo. Cosa le chiedono i cittadini di questa regione?

I cittadini chiedono cose tanto semplici quanto essenziali, dal poter fare un’ecografia in tempi brevi fino ad avere un pronto soccorso non affollato. Oppure sentirsi al sicuro mentre accompagnano i propri figli a scuola o tornano a casa la sera dopo una giornata di lavoro. Ho avuto conferma del fatto che in una regione le priorità cambiano in base ai territori.

Ci può fare qualche esempio?

Ad esempio nelle province l’emergenza migranti è uno dei temi più sentiti. Questo è quello che ci dicono anche i dati del dossier Idos sull’immigrazione del 2017, in base ai quali nel Lazio l’aumento demografico più elevato legato alla presenza di immigrati è stato registrato in provincia di Latina (+3,8%), seguita da quelle di Roma (+2,9%) e Frosinone (+1,6%). Una priorità rispetto alla quale sindaci e cittadini sono stati lasciati soli da Zingaretti.

In cima ai suoi interventi più critici verso l'operato di Zingaretti c'è la sanità. Non crede che essere riusciti ad avviare la sanità del Lazio fuori dal commissariamento sia stata una conquista importante? Quale sarà la prima sua azione in merito?

Zingaretti ha agito seguendo il classico diktat dei tecnocrati: ‘I conti a posto, costi quel che costi per i cittadini’. Il risultato sono stati tagli indiscriminati ai presidi sanitari, alle strutture pubbliche, il blocco dei concorsi e delle assunzioni. La sua soluzione è stata dare tutto in mano ai privati. Lo stesso seguito dato finora dai Governi del Pd e da quelli ‘tecnici’ supini alle politiche di austerity dell’Unione Europea. Ha fatto il Monti della situazione, non a caso il suo partito ha votato la Fornero. Questo paradigma va capovolto, a tutti i livelli. Nel caso del Lazio dopo anni di malgoverno che hanno spolpato la sanità regionale, non si può continuare a vessare i cittadini con piani di rientro lacrime e sangue, compromettendo il loro diritto alla salute, pur di portare a casa il proprio risultato politico. Soprattutto se da un altro lato si continuano a mantenere privilegi e vitalizi. Abolirli sarà il mio primo atto da presidente 5  stelle della Regione Lazio. Un provvedimento da cui stimiamo di ricavare in cinque anni, incluso un taglio agli sprechi, circa 200 milioni di euro, e con una parte di questo budget sarà possibile programmare l’acquisto di almeno dieci nuove PET, macchinari per diagnosticare i tumori e monitorarne l’evoluzione”. 

Ha già presentato il programma. Tre punti che ritiene fondamentali per questa Regione. 

Salute, rifiuti e famiglia. Nessuno parla della famiglia, io nella mia vita privata ho sempre lavorato in azienda ma sono anche una mamma. Conosco bene i problemi che una famiglia si trova ad affrontare in mancanza di servizi sul territorio. 

Passiamo ai rifiuti: le strade di Roma sono ciclicamente sporche. Prima del progetto 'rifiuti zero', arriva l'immagine e la percezione dei cittadini. Non teme che il fatto che il Campidoglio sia guidato dal Movimento cinque stelle la penalizzi?

Il fatto che Roma abbia finalmente un progetto ‘Rifiuti zero’ è già una notizia e una linea rivoluzionaria rispetto alle precedenti amministrazioni. I cittadini ormai hanno capito e sanno che possono fidarsi di chi, come il MoVimento 5 Stelle, non li prende in giro con promesse impossibili o sganciate dalla realtà solo per farsi propaganda. Abbiamo sempre chiesto a Roma, e questo vale anche per il Lazio, di avere il tempo naturale di una consiliatura, cinque anni, per cambiare le cose. Poi saremo giudicati. Ma guardiamo il Lazio: dopo 5 anni troviamo le sale di attesa dei pronto soccorso allagate. 

La Regione ha importanti competenze sui rifiuti. Cosa farà se diventerà presidente per aiutare Virginia Raggi?

Farò quello che rientra nei doveri della Regione. E nel dettaglio: una volta divenuta governatrice, in un mese chiudo il Piano Rifiuti regionale. Il Pd nel Lazio non lo ha mai fatto, l’ultimo è della Polverini. 

Sul territorio capitolino si è spesso occupata di emergenza abitativa. La delibera regionale che mette a disposizione milioni di euro è considerata inapplicabile dal Comune. Ha già pensato a come poter spendere questi soldi?

Una buona amministrazione deve fare in modo che le risorse messe a disposizione siano davvero usufruibili dalla amministrazioni comunali. Il fatto che la delibera di giunta regionale metta a disposizione dei soldi vincolandoli ad una serie di adempimenti tali da renderli di fatto inservibili è un controsenso. Una volta arrivati al governo della Regione metteremo in campo tutte le azioni necessarie per sburocratizzare le pratiche nei confronti dei Comuni.

A proposito di programma. L'immagine da 'asse di governo' che avete dato al Tempio di Adriano è molto diversa rispetto a quella del 2013 con la campagna di Barillari. Cosa è diventato il Movimento in questi cinque anni?

E’ diventato quello che si è mostrato nella due giorni al Tempio di Adriano, una forza politica viva, con un dialogo interno, a volte anche dai toni accesi, che ha la sua stella polare nel programma di Governo e che si è anche aperto alle competenze di personalità esterne, in linea di continuità con il processo di partecipazione democratica sui contenuti dei programmi di Governo, nazionale e regionale.

In quanto ai suoi avversari. Sbaglio o l'obiettivo delle sue critiche è soprattutto Zingaretti? Parisi non le sembra un avversario pericoloso?

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Zingaretti è maggiormente criticato, non perché sia più legittimato di altri avversari politici, ma semplicemente perché è il governatore uscente della Regione Lazio e in quanto tale ha delle maggiori responsabilità sull’eredità che lascia ai cittadini e a chi governerà dopo di lui. Parisi si era candidato a fare il sindaco di Milano e ora vorrebbe guidare il Lazio? Ma con quali criteri?.

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