Regionali, nel centrodestra Pirozzi non scalda i cuori: il giornalista Sangiuliano unisce Fdi e Forza Italia

La proposta al vicedirettore del Tg1 prima di Natale

Gennaro Sangiuliano

Ci siamo quasi. Il centrodestra, in netto ritardo rispetto agli avversari politici, si prepara a calare l'asso con il nome che guiderà la coalizione alle regionali del Lazio. Sarà di Forza Italia la scelta, su questo non ci piove. Dopo la vittoria in Sicilia di Nello Musumeci, sostenuto a gran voce da Giorgia Meloni, l'ultima parola è stata accordata al partito del Cav. E bruciate una serie di ipotesi, dal giornalista Nicola Porro all'ex senatore azzurro Paolo Barelli numero uno della FIN (Federazione Italiana Nuoto), le strade possibile sono rimaste due. 

Maurizio Gasparri, già lanciato da Silvio Berlusconi, parlamentare forzista di lungo corso. Romano, 60 anni, capogruppo del Pdl al Senato. Dopo un'iniziale smentita, indiscrezioni lo vogliono convinto a lanciarsi nel progetto. Ma a frenare, fin dall'inizio, c'è Antonio Tajani, a capo della corrente forzista che più pesa nel Lazio. Il presidente del Parlamento europeo vorrebbe Gennaro Sangiuliano, napoletano trapiantato nella Capitale, scrittore, vicedirettore del Tg1 dal 2009, già alla guida del quotidiano "Roma" di Napoli dal 1996 al 2001 e, prima dell'ingresso in RAI, vicedirettore di "Libero". 

La proposta è arrivata prima di Natale, e stando ai rumors il giornalista sarebbe pronto a valutare l'ipotesi, ma solo in caso rinunci Gasparri, amico con il quale non vorrebbe competizioni. E' un profilo meno noto sul piano politico, ma con una carta in tasca di questi tempi vincente: al contrario del senatore azzurro (causa di più di un mal di pancia in Fratelli d'Italia), piace un po' a tutti. A Meloni - la leader avrebbe dato il suo assenso - e alla Lega di Matteo Salvini, che nel frattempo pare aver scaricato Sergio Pirozzi, ormai una serpe in seno per il centrodestra. 

Al netto di colpi di scena eventuali, i partiti non sembrano voler cedere alla sua discesa in campo. E lui tira dritto. Ormai in campagna elettorale con la lista civica "dello scarpone" (il 21 dicembre ha inaugurato il comitato in via Cristoforo Colombo), il sindaco di Amatrice va avanti senza farsi scalfire, almeno all'apparenza. Puntando tutto sul civismo, ha lanciato i primi nomi in lista. Da Massimo Donatelli, presidente di Miti in Italia group (ex rutelliano) a Lorenza Alessandrini, agente immobiliare di Nettuno ex consigliera comunale, Cristiana Carrozza, giovane praticante forense di Valmontone, impegnata nell'associazionismo locale, Marija Fedeli, medico di Marino, ex assessore alla formazione. E di farsi da parte il primo cittadino di Amatrice, a parole, non ci pensa proprio. 

Eppure nel centrodestra lo sperano tutti. Rinunciare al Lazio in cambio di un posto al Senato, un'opzione che sulla carta converrebbe a entrambe le parti. Pirozzi, secondo uno sondaggio di Ipg Marketing commissionato e reso noto dalla sua compagine, convincerebbe da solo il 20 per cento degli elettori. Un numero che, al di là di un fisiologico margine di crescita, difficilmente lo porterà alla vittoria, mentre è più che sufficiente a sbarrare la strada al centrodestra. In molti sono pronti a scommettere che il passo indietro, alla fine, in qualche modo, ci sarà. Lui ha smentito in più occasioni: "Solo fantasie dei giornali per oscurare la nostra rivoluzione civica". 

Intanto si attende l'ufficialità per l'election day del 4 marzo. Zingaretti non ha ancora firmato il decreto di scioglimento dell’aula, ma ha tempo fino a 45 giorni prima del voto, secondo quanto fissato dal regolamento regionale.

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