Regionali, polemiche nel Pd per il doppio incarico di Di Biase: ma non è la sola

Lei si difende: "Non avrò il doppio stipendio"

Ha fatto discutere la decisione di Michela Di Biase, neo eletta consigliera regionale, di mantenere anche lo scranno in Aula Giulio Cesare. Un doppio incarico di fronte al quale ha optato per le sole dimissioni dal ruolo di capogruppo del Pd in Assemblea capitolina. Di Biase, con 14 mila e 39 preferenze, è la seconda candidata più votata dopo nella lista dem alla regione.

La motivazione della decisione l'ha spiegata con un post su Facebook: "Ricordo a chi strumentalizza il mio essere membro dell’Assemblea Capitolina e del Consiglio Regionale che le due cariche sono pienamente compatibili e non comportano la doppia indennità economica, come da legge dello Stato. Non fidatevi di chi non si informa a dovere o vuole utilizzare me per colpire altrove. Ho dimostrato tante volte ormai la bontà del mio percorso personale e sorrido di fronte a chi annaspa nel voler raccontare il contrario". 

Le polemiche, però, sono spuntate all'interno del suo stesso partito: "AAA cercasi consiglieri comunali part time per opposizione a tempo perso" ha scritto Giammarco Palmieri, esponente del Pd capitolino ed ex presidente del V Municipio riferendosi con molta probabilità a Roberto Giachetti e Michela Di Biase, entrambi consiglieri capitolini ed eletti lo scorso 4 marzo, il primo alla Camera dei deputati, e nel Consiglio regionale del Lazio, la seconda. "Quando si milita in un partito se ne rispettano le regole e gli statuti" ha aggiunto l'ex minisindaco del IV municipio Emiliano Sciascia. 

Attacca su Facebook anche Marco Simoni, consigliere economico di Paolo Gentiloni: "Direi che il lavoro per assicurarsi che la (bella) vittoria di Zingaretti sia proprio l’ultima-ultima è ben cominciato". Tra i commenti anche quello del renziano Luciano Nobili: "Pensi davvero che faremo un’opposizione più incisiva senza il candidato sindaco e senza la più votata dai romani in consiglio comunale? Io no. E sopratutto di fronte ad una crisi così profonda della nostra comunità politica, ti sembra questo il problema da porre?".

In realtà Di Biase e Giachetti non sono gli unici in Consiglio comunale a tenersi stretta la doppia poltrona. A fargli compagnia c'è Stefano Fassina, deputato di Liberi e uguali e consigliere di Sinistra per Roma; Giorgia Meloni consigliera capitolina di Fratelli d'Italia che potrebbe aspirare anche ad un ruolo da ministro qualora si formasse un governo di centrodestra. E ancora. E' stato eletto in regione anche Fabrizio Ghera, attuale capogruppo capitolino.

Polemizza il Movimento cinque stelle: "A Roma è boom di doppie poltrone. Nessuna smentita da parte dei collezionisti di incarichi. Michela Di Biase ha già annunciato che non lascerà l'Aula Giulio Cesare. Giachetti, Fassina e Meloni hanno confermato il loro seggio in Parlamento. Perché lasciare il consiglio comunale?" scrive su Facebook il capogruppo Paolo Ferrara. "Non lo avevano fatto nemmeno prima. L'anno scorso, tra luglio e dicembre, la Meloni è stata in Aula cinque volte, gli altri un po' di più ma sono in molti nelle opposizioni a presenziare giusto il tempo necessario per fare presenza. La città va avanti grazie alla maggioranza M5s che per fortuna non ha bisogno dei loro numeri né va a caccia di altri incarichi. Da una parte il MoVimento compatto e coerente dall'altra poltrone vuote causa impegni alla Pisana o in Parlamento (forse)".
 

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