Regionali, Barillari e Zingaretti vincono il confronto su SkyTg24

Storace attacca frontalmente una sin troppo nervosa Bongiorno. Bene Zingaretti. Sorpresa Barillari, il più concreto e diretto dei candidati presenti

Sono Davide Barillari e Nicola Zingaretti  i vincitori del confronto tra i candidati alla presidenza della Regione Lazio. Sicuro e meno fumoso del solito il primo, concreto e incisivo il secondo. Entrambi spiccano nei confronti degli altri quattro candidati apparsi, per motivi diversi, ora impacciati ora alle prese con risse personali, ora inadatti al format della trasmissione. Sconfitto Francesco Storace da cui ci si aspettava un duello con Nicola Zingaretti e che invece ha scelto come proprio obiettivo una Bongiorno apparsa decisa all'inizio e in difficoltà nel reggere il confronto con il leader de La Destra che più volte le ha fatto pesare la continuità con l'Udc. Senza infamia e senza lode Giuseppe Rossodivita, mentre Simone Di Stefano comunica bene, ma in molti casi si lascia andare a proposte irrealizzabili. Sin qui i nostri giudizi. SKY ha permesso al pubblico di votare la credibilità e la performance dei candidati. I giudizi sono i seguenti: Barillari 30%, Zingaretti 25%, Di Stefano 23%, Storace 13%, Bongiorno 7%, Rossodivita 2%. Ecco nel dettaglio come i candidati hanno risposto alle varie domande.

COSTI DELLA POLITICA  - Il confronto si apre richiamando lo scandalo Fiorito e il primo quesito sottoposto ai candidati riguarda gestione dei fondi e stipendi. Quanto dovrebbe percepire un consigliere regionale? I due principali rivali alla corsa alla presidenza della Regione Lazio, Francesco Storace e Nicola Zingaretti, sembrano essere d'accordo. Entrambi hanno parlato di "5.000 euro al mese". E mentre il leader del centrodestra rivendica "una proposta di legge prima che esplodesse lo scandalo per dimezzare costi e stipendi" lo sfidante di centrosinistra sottolinea la necessità di "tagliare i consigli d'amministrazione e porre un tetto alle presidenze". Si attestano invece su una cifra dimezzata i candidati di M5S e Casapound Italia. Per entrambi ci si deve attestare sui 2500 euro. Anzi, per Di Stefano sono anche troppi se paragonati alle cifre prese da chi "lavora sul serio". Più alto invece lo stipendio della candidata montiana Giulia Bongiorno che parla di 4000 euro, sottolineando come prioritaria la pianificazione della spesa per quei fondi il cui uso distorto 'alla Fiorito' deve essere scongiurato.

SANITA' - Sulla sanità a farla da padrone è la parola trasparenza. La pronunciano praticamente tutti. Barillari parla di meritocrazia e di rivisitare le nomine, cercando di capire se c'è stato qualcuno all'interno delle Asl che è stato messo lì in base a conoscenze o ingerenze politiche. Gli fa eco Di Stefano che chiede di sganciare le nomine nelle asl dalla politica. Sempre Di Stefano punta ad una razionalizzazione, eliminando quelli che sono i troppi reparti doppioni o tripli nei vari ospedali.  Parola d'ordine trasparenza anche per Rossodivita che chiede anche per la sanità l'anagrafe degli eletti e dei  nominati. Meritocrazia per chiudere il buco nella sanità per Giulia Bongiorno. Proposte concrete per Nicola Zingaretti che parla di centrale unica degli acquisti, dell'istituzione di case della salute, ovvero presidi sanitari sul territorio che disincentivino il ricorso agli ospedali. Punta invece sulla fine del commisariamento e sul ritorno di una visione prospettica della sanità Storace che incassa il colpo del conduttore relativamente ai conti in rosso della sua sanità, rivendicando l'apertura di ospedali e segnalando al contrario la chiusura di ospedali durante il governo Marrazzo.

CASA – Girano intorno al piano casa della giunta Polverini le risposte sul tema della casa. E' qui che il confronto tra Storace e Bongiorno si fa serrato con il primo a ribadire la bontà del lavoro fatto dalla decaduta giunta e la seconda  che si ritrova a dare ragione al suo 'rivale'. Secondo la candidata centrista infatti il piano è da salvare e può incentivare la ripresa economica. Un piano che bisogna continuare a perseguire perché efficace per i bisogni delle famiglie di adeguare e allargare le proprie abitazioni. Secondo Di Stefano invece servono più case. In particolare il candidato di Casapound propone la costruzione di due nuovi quartieri popolari da realizzare su terreni di proprietà pubblica. Chi accede a questi alloggi ne diventa proprietario tramite il meccanismo del mutuo sociale, ovvero la contrazione di un mutuo da ripagare con una cifra mensile che non deve superare un quinto dello stipendio percepito dall’acquirente. Per Rossodivita invece non è necessario realizzare nuove case ma si deve utilizzare lo sfitto. Nicola Zingaretti invece ritiene urgente la redazione di un piano  regionale che indichi con nettezza dove è possibile costruire e dove invece non si può assolutamente costruire. Per le costruzioni si può intervenire nel tessuto urbano disagiato. Semplificazione è la parola d’ordine per quanto riguarda le leggi urbanistiche. Davide Barillari si schiera nettamente a favore del verde e si scaglia contro la speculazione edilizia che da anni è solo un grande affare lucrativo. Il candidato del Movimento Cinque Stelle porta l’esempio dell’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino, una grande colata di cemento su un’area verde il cui unico interesse che persegue è quello dei costruttori. A riguardo, per Barillari, i cittadini si dovrebbero esprimere con un referendum.

TRASPORTI - Come risolvere il congestionamento del traffico? "E' fondamentale innanzitutto dotarsi di un'agenzia unica per la mobilità regionale, chiudendo e accorpando la miriade di sedi presenti. Poi puntare sul ferro e appoggiarsi a un sistema di reti telematiche"

Anche il leader del centrodestra sottolinea l'importanza di "valorizzare il ferro e investire su nuovo materiale rotabile e sulla sostituzione delle tante vetture vetuste". E ancora sui treni come soluzione ecosostenibile punta il candidato del M5S, Davide Barillari, "Abbiamo parlato con i pendolari e le linee da riqualificare sono tante, basta pensare alla Roma Viterbo piuttosto che alla Roma Lido".

E proprio sul trasporto su ferro il candidato di Casapound Simone Di Stefano lancia la proposta concreta. "La regione Lazio si sganci da Trenitalia e si doti di una gestione propria dei mezzi". Come Zingaretti anche il candidato dei Radicali Rossodivita parla di "programma unico per la mobilità, di integrazione tariffaria regionale".

"Se la regione non paga i debiti e non esige essa stessa la fornitura di mezzi non si va da nessuna parte". Così la candidata del centro Giulia Bongiorno che ribatte, come i concorrenti, l'importanza di investire sul ferro. A questo proposito un'idea potrebbe essere trasformare la Roma Lido in una metro di superficie.

TURISMO - Rilanciare il turismo in regione. Non "il" turismo ma "i" turismi, come sottolineato dal candidato del centrodestra che parla di "finanziamenti straordinari" necessari per valorizzare il patrimonio. Si muoverebbe invece su un piano di convenzioni e promozioni che agevolino il turista il candidato del M5S Davide Barillari e su un modello "stile scozzese e irlandese, pubblico, che gestisca il turismo in tutta la regione" il candidato di Casapound.

Una regione ricca che deve essere valorizzata per lo sfidante dei Radicali: "Troppo infatti le bellezze naturali devastate". E per valorizzarle, prende la parola la candidata Bongiorno, servono infrastrutture. Dello stesso avviso il concorrente del centrosinistra Zingaretti. "Servono trasporti,  servizi, accessibilità ai monumenti, politiche strutturali".

QUANTO GUADAGNANO – Domanda a sorpresa e secca del conduttore. Quanto guadagnate? Barillari: “Mille e cinquecento euro al mese ed abbiamo raccolto 5 mila euro per la campagna”. Di Stefano: “Meno di mille euro. Abbiamo raccolto 40.000 euro”. Rossodivita: “Potete vedere tutto andando sul sito dei radicali”. Bongiorno: “Guadagno variabile, tra 1,5 milioni e 2 milioni di euro. Ho messo di mio 50.000 euro in questa campagna”. Zingaretti: “5000 euro al mese. Abbiamo raccolto 1 milione di euro”. Storace: “8 mila euro da consigliere regionale”.

RIFIUTI – Chiudere le discariche, più differenziata attraverso l'introduzione del porta a porta. Tutti d'accordo sulla risoluzione del problema rifiuti. Accenti diversi, con Di Stefano che vede il problema come una cosa prettamente romana. Niente rifiuti nelle altre province quindi e se all'estero devono andare devono essere i cittadini a deciderlo con un referendum. Chi paga? I partiti responsabili della crisi. Definisce il rifiuto una risorsa Rossodivita che attacca la partitocrazia che ha fatto scelte diverse rispetto a quelle che vanno verso l'azzeramento dei rifiuti. Cita Vienna Giulia Bongiorno che non esclude gli inceneritori e chiede uno stop per la discarica di Malagrotta. Parla dei risultati della differenziata in Provincia Zingaretti che rivendica il + 2300% della differenziata per merito dei sindaci di centrodestra e centrosinistra. Abolizione della discarica e rifiuti zero le parole chiave di Storace. Chiude Barillari che attacca tutti ricordando: “Ma finora dov'eravate? Al potere ci siete stati voi e non avete fatto una sola cosa di quelle che avete detto. La nostra ricetta? Rifiuti zero e lo faremo perché siamo più credibili di voi. Malagrotta? La chiuderemo perché lì si muore”.

I RAPPORTI COL SINDACO DI ROMA - Nella maniera più semplice per il candidato dei Radicali Rossodivita. "Basterebbe che i politici dei partiti quando vengono eletti si levassero la maglia del partito e pensassero agli interessi dei cittadini". A ognuno le sue competenze per la candidata del centro Giulia Bongiorno. Per quanto riguarda infatti la dismissione del patrimonio immobiliare per risanare i debiti la competenza è regionale, e quello è un punto fermo. L'accorpamento delle province? E' giusto.

Con un stop a inutili contrapposizioni per lo sfidante del centrosinistra Nicola Zingaretti. "Roma deve smettere di vedere quello che c'è fuori come entità nemica". E' tempo insomma di camminare a braccetto.

Sul fronte collaborativo si schiera anche Storace. "Già lunedì andrò dal sindaco in Campidoglio per ragionare sul futuro di Roma. Sono comunque favore all'idea di dare un potere legislativo maggiore alla capitale".

"Come ci rapporteremo col sindaco? Come lo si fa tra normalissimi cittadini, perché anche il futuro sindaco sarà un normale cittadino". Così rappresentante del Movimento Cinque Stelle che ostenta sicurezza: "Siederemo anche in Campidoglio, siamo un'onda inarrestabile". Decisamente senza mezzi termini l'affondo del candidato di Casapound. "Se sarà di nuovo Alemanno ci rapporteremo malissimo".

GLI APPELLI FINALI

BONGIORNO – Giulia Bongiono cita Gesualdo Bufalino:  Il sonno è di Destra, il sogno è di Sinistra, votate per una lucida insonnia. “Votateci non tanto per i programmi ma anche per quello che siamo. In questi anni io mi sono opposta alle leggi ad personam perché per me le istituzioni vengono prima di tutto”.

ZINGARETTI - Il candidato di centrosinistra non promette "l'impossibile". "Non posso dire che in 5 anni risolveremo tutti i problemi del lazio, la situazione è disastrosa e io non dico bugie, ma prometto che fra 5 anni avremo una regione più pulita, trasparente e giusta. Una regione che per essere più trasparente deve crescere e puntare a una dimensione europea, più competitiva".

STORACE – Punta sulla risolutezza Storace: “Bastano 24 ore per togliere le auto blu, una settimana per bussare a Palazzo Chigi e dire basta al commissariamento alla sanità, ooche settimane per mettere mano alla sanità e riattivare  tutti gli strumenti soprattutto a favore della famiglia”. Chiudo parafrasando Obama: “Il meglio deve tornare”.

BARILLARI - Chiaro e conciso Davide Barillari del Movimento Cinque Stelle. "Chi ha governato fino a oggi ha dimostrato la propria incompetenza, proponiamo che tutti vadano a casa. Noi abbiamo mostrato che possiamo ridurci lo stipendio e rinunciare ai finanziamenti elettorali" E poi il colpo di teatro: l'invito a fare altrettanto sottoscrivendo una lettera prestampata. Il candidato si alza e consegna le copie al conduttore.

DI STEFANO – “Andate a votare noi se siete nauseati. Scegliete noi, per un voto fuori dagli schieramenti”, l'appello di Simone Di Stefano.

ROSSODIVITA - Perchè votare i Radicali? Il candidato Giuseppe Rossodivita si appella alle nefandezze della casta: "Per mandare a casa chi ha governato per decenni questa regione. Il motivo è chiaro: la gestione scellerata delle finanze regionali. Oggi c'è chi intorno a me sta disboscando l'amazzonia con i manifesti abusivi, gruppi consiliari che hanno ancora in tasca 14 milioni di euro e non ci fanno sapere come stanno spendendo i soldi. Non si può che diffidare di questa classe politica".

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