Palladino (Casapound): "Dai Municipi al Parlamento diremo la nostra"

Alberto Palladino, esponente romano di Casapound, è candidato alla Camera dei Deputati un'anticipazione della sua discesa in campo per le comunali di maggio

Alberto Palladino, detto Zippo, leader romano di Casapound

Alberto Palladino, conosciuto negli ambienti politici della Capitale con il soprannome di Zippo, è uno dei leader romani di Casapound ed è candidato alla Camera dei deputati in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi. Una sorta di prova generale in vista della sua discesa in campo per le comunali di maggio dove si candiderà a Presidente del IV municipio. Nell'intervista rilasciata a Romatoday ha spaziato dalla politica nazionale a quella romana, passando per Silvio Berlusconi e Beppe Grillo.

Una delle vostre campagne comunicative è improntata sul voto utile. "Casapound. L'unico voto utile", recita il vostro slogan. In cosa un voto a Casapound può essere utile per cambiare l'Italia?

Il motto del voto utile, però in una prospettiva ribaltata, è stato ripreso dalla campagna fraudolenta dei grandi partiti istituzionali. Il messaggio che fanno passare da entrambe le parti, soprattutto il PD e il PDL, è che o si vota un grande partito, solido che ha già dimostrato la governabilità o il voto degli italiani andrà sprecato. Noi pensiamo il contrario: o si dà attraverso il voto un segnale forte e radicale di cambiamento con questa legge elettorale o si ridarà la fiducia alle stesse persone che hanno portato il nostro paese sul baratro non dieci anni fa, ma non meno di sei mesi dietro.

Si vuole far perdere la memoria agli elettori, che purtroppo spesso hanno dimostrato di avere memoria corta. Noi vogliamo far tenere bene a mente chi sono queste persone e quindi proporci come alternativa. Di fatto Casapound sono dieci anni che fa politica direttamente tra la gente e questo è il primo appuntamento elettorale che ci vede coinvolti. Crediamo che il vero voto utile, nel senso corretto dell'espressione, deve andare a quei movimenti che sono alternativi a questa proposta politica che ci ha governato. Non dimentichiamoci che il Pd e il PDL , il centro di Casini e Fini e tutti quelli che stanno provando a riproporsi agli elettori hanno governato insieme a Monti fino a due mesi, fino a quando non si è aperta di fatto la campagna elettorale.

Fascimo e antifascimo: temi caldi degli ultimi giorni. Lei come commenta le recenti affermazioni dell'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi?

Fascimo e antifascismo non sono temi da campagna elettorale, sono temi adatti per lo più ad un'analisi storica e filosofica. C'è chi si barrica ancora dietro le ideologie o la negazione delle ideologie per fare campagna elettorale. Pensiamo che i problemi di questo paese che vogliamo risolvere siano molto più attuali. Noi non abbiamo mai nascosto nulla sulla nostra posizione sul fascismo, sul nostro sito è ampiamente spiegato.

Casapound e Movimento Cinque Stelle è un binomio che risuona sulla stampa in queste ultime settimane. Cosa ne pensa dell'apertura al vostro movimento da parte di Beppe Grillo? 

Più che un'apertura con il Movimento Cinque Stelle c'è stato un incontro anche fisico che si è svolto in occasione della presentazione delle liste, quando Simone Di Stefano si è incontrato con Beppe Grillo in maniera casuale. Ne è nato un confronto su alcune visioni comuni che ovviamente partono da basi diverse. Poi sui giornali se ne sono dette di tutti i colori: addirittura si è parlato di un'eventuale alleanza. Noi diciamo che Casapound e Movimento Cinque Stelle sono due cose molto diverse e siamo molto critici su alcuni aspetti del M5S per esempio l'eccessiva apertura a questa società civile che spesso rischia di essere poco controllabile una volta arrivata in Parlamento o andando a ricoprire degli incarichi istituzionali. Siamo contenti che ci sia qualcuno disposto a dialogare con noi al di là delle ideologie e sia disposto a buttare giù dei punti programmatici condivisi senza per forza dover trincerarsi dietro dei pacchetti già preconfenzionati. Da qui a dire, però, che Casapound e Beppe Grillo marceranno uniti verso la conquista del potere, è un'altra cosa.

La Regione Lazio è uno degli esempi italiani della malapolitica, voi vi prensetate con un vostro candidato per la corsa alla Presidenteza della Regione. Cosa contestate all'attuale classe dirigente del Lazio?

Prima di tutto possiamo dire che non c'è più una classe dirigente, non c'è una visione di insieme e nessun progetto di governo, ma ci sono solo persone che vogliono arrivare nel club esclusivo delle amministrazioni pubbliche, dal Comune alla nazione, per trarne  benefici personali e avvantaggiarsi. Le critiche sono lampanti:sul Lazio e  sulla Lombardia come su tutte le regioni italiani si potrebbe dire tanto. Noi proponiamo un taglio netto a stipendi e finanziamenti che vanno ai gruppi regionali e ai partiti politici, con un taglio dello stipendio del singolo consigliere. E' impensabile che un consigliere regionale guadagna circa 13mila al mese in confronto a lavoratori che sono in cassaintegrazione e guadagano 800 euro al mese. Per un amministratore pubblico un lauto stipendio sia sui 2000 euro, cifra con cui la gente vive quotidianamente.

A maggio ci saranno le elezioni per il nuovo sindaco di Roma, conferma la sua candidatura a Presidente del IV Municipio, notizia che si vocifera da tempo?

Sicuramente mi candidato a Presidente del IV municipio come è ormai di dominio pubblico. Per quanto riguarda il nostro candidato sindaco di Casapound sicuramente parteciperemo sicuramente a questa competizione elettorale e presenteremo le nostre liste subito dopo le regionali. Casapound ha intenzione di intervenire su tutta quella che è la politica istituzionale per dare  un segnale forte e netto di cambiamento: dai municipi al Parlamento diremo la nostra.

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