Elezioni regionali: i due schieramenti ancora senza candidati

Mancano quattro mesi alle elezioni regionali, ma i due principali schieramenti del centro-sinistra e del centro-destra ancora non hanno scelto i candidati alla Presidenza della Regione. Tanti nomi, nessuna certezza e la ricerca di difficili equilibri politici

Il tempo corre velocemente e già mancano quattro mesi per arrivare alla fatidica data di marzo delle elezioni regionali, ma i due schieramenti, sia il centro-sinistra che il centro-destra, non hanno scelto il loro candidato presidente.

Il centro-sinistra dopo lo scandalo che ha coinvolto Piero Marrazzo cerca di ricomporre i quadri, ma ancora non sembra giunto ad una scelta. Il primo nodo da sciogliere è quello del Partito Democratico che solo domani 14 novembre sceglierà il suo segretario regionale dopo il risultato incerto delle primarie dove Alessandro Mazzoli non ha ottenuto il 50% delle preferenze e dovrà rivolgersi all'assemblea del partito per l'elezione dove preme anche Roberto Morassut arrivato secondo nella consultazione del 25 ottobre. Dopo la scelta del segretario regionale del Lazio, il PD dovrà decidere se optare per i tradizionali tavoli di trattative o affidarsi all'ormai collaudata prassi delle primarie, in questo caso di coalizione, per tirare fuori il nome del candidato presidente alle prossime elezioni.

I nomi che circolano sono quasi gli stessi dal giorno delle dimissioni di Marazzo: la leader dei radicali Emma Bonino pronta a sua detta a farsi avanti solo se non ci sarà l'accordo con l'UDC e per cui sono già nati gruppi di sostegno su facebook, Esterino Montino l'attuale vicepresidente che ha in mano le redini regionali fino a marzo. I sondaggi danno sempre in pole position di gradimento Nicola Zingaretti, che però non ha nessuna intenzioni di abbandonare la presidenza di Palazzo Valentini. Dall'entourage del segretario nazionale Pierluigi Bersani si avanza ancora il nome di Enrico Gasbarra, che ha riacquistato una certa visibilità con le primarie e con le sue dichiarazione contro la costruzione dell'impianto di termovakorizzazione di Albano.

Tra le donne oltre ad Emma Bonino, si fa anche il nome di Silvia Costa, europarlamentare e fino a pochi mesi fa assessore regionale che sarebbe schierata solo per controbattere ad un'altra eventuale candidatura femminile a destra. Altri nomi eccellenti fuori dalla nomenclatura di partito potrebbero essere Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant'Egidio e Carlo Mosca, ex prefetto che si oppose alle impronte digitali ai Rom e il suo collega Achille Serra.

Non solo il Partito Democratico, ma anche gli altri partiti della sinistra lanciano i loro possibili candidati tra cui spicca per il coordinamento di Sinistra e libertà l' assessore regionale al bilancio Luigi Nieri, che ha già incassato l'appoggio di numerosi esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo.

L'indecisione sulle candidature regna anche nello schieramento del centro-destra dove se Renata Polverini sembra quasi averla spuntata incassando l'appoggio degli ex di Alleanza Nazionale, di Francesco Storace, di Daniela Santanché e della Dc di Rotondi, ma alle sue spalle trama la componente forzista guidata da Francesco Giro del Pdl che punta alla candidatura di Antonio Tajani.

L'eurodeputato potrebbe essere candidato qualora dovesse  rinunciare alla poltrona di commissario europeo, se Massimo D'Alema venisse nominato ministro degli esteri europeo. La candidatura della regione Lazio tra ex di Alleanza Nazionale e gli ex di Forza Italia potrebbe trovare una ragione di scambio con la presidenza di un'altra regione, in particolare la Campania visto la richiesta di arresto del papabile candidato Cosentino.

L'Udc intanto resta a guardare e dopo aver detto no all'alleanza con Sivio Berlusconi e senza aver conclusi accordi con il Partito Democratico attende la convention della costituente di centro a fine novembre per decidere il da farsi e quindi decidere se andare da soli o appoggiare uno dei due schieramenti, magari riservandosi la vicepresidenza della regione.

Molto probabilmente bisognerà aspettare dicembre inoltrato per vedere un po' di chiarezza sui candidati alla Presidenza del Lazio.

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