Mauro Alessandri: “La mia non è una candidatura generazionale”

Il 28enne candidato sindaco del centro sinistra a Monterotondo spiega a Romatoday: “La mia candidatura è la concretizzazione che la politica può produrre il rinnovamento anche dal suo interno e non solo prendendo figure esterne”

A soli 28 anni d'età Mauro Alessandri si candida a diventare uno dei sindaci più giovani dell'intero panorama italiano. A dispetto della sua giovane età, Alessandri vanta già 10 anni di militanza politica che non gli fanno temere l'età del suo avversario Antonino Gatto. Nelle primarie di gennaio ha avuto la meglio, forse anche un po' a sorpresa su Ruggero Ruggeri e Walter Antonini. L'abbiamo intervistato per capire qual è il suo progetto per Montertondo.

Lei è un candidato molto giovane, ha appena 28 anni e dà l'immagine di rinnovamento. Proprio a tal proposito quali sono i punti di rinnovamento che vorrebbe apportare alla sua cittadina di Monterotondo?

Il mio obiettivo è quello di rendere Monterotondo con una pubblica amministrazione molto più dinamica e funzionale sfruttando le nuove tecnologie e velocizzare la burocrazia. È necessario poi dare risposte stringenti ai bisogni emergenti: necessario è avviare un programma di edilizia popolare per le giovani coppie, le famiglie economicamente disagiate e quelle mononucleari. L’importanza è nell’efficienza delle risposte. Altro aspetto fondamentale è investire sulla cultura e sulle conoscenze. Monterotondo è sempre stata una città in cui si è dato peso allo sviluppo industriale e poco alle azioni culturali. Per esempio le scuole dovrebbero diventare dei presidi di socialità: palestre e auditorium delle scuole dovranno essere patrimonio di tutti. La città la immagino come una visione di comunità.

Lei è sostenuto nella sua campagna elettorale oltre che da grandi esponenti politici, come Marrazzo, anche da tanta gente comune che ha sottoscritto il suo progetto di modernizzazione. Quanto è importante per un giovane avere il supporto della società civile e soprattutto l'adesione ad un progetto comune di cambiamento?

E’ importante in quanto significa che il messaggio che volevo dare è passato. E’ il segnale che la mia non è una candidatura generazionale, è la concretizzazione che la politica può produrre il rinnovamento anche dal suo interno e non solo prendendo figure esterne. Di sicuro questa è una grande opportunità.

La cittadina di Monterotondo esce da un'amministrazione di Centro-sinistra. Se dovesse vincere le elezioni quali sono i progetti e i provvedimenti che porterebbe avanti perché meritano di essere continuati?

Sicuramente l’obiettivo è riuscire a portare a termine tutte le opere pubbliche ancora da terminare. Mi riferisco in modo particolare alle opere di Monterotondo Scalo, alle piazze e alla viabilità. Concludere tutti i provvedimenti già avviati sarebbe un bel successo: il nuovo presidio ospedaliero, la ristrutturazione del teatro Marini e in ultimo l'applicazione delle nuove tecnologie e la diffusione della rete wireless sul tutto il territorio cittadino.

Una domanda di attualità. Pochi giorni fa è stata approvata in Parlamento la legge sul federalismo fiscale che prevede anche i provvedimenti per Roma Capitale. A Suo avviso come potrà cambiare il rapporto di una cittadina come Monterotondo con una Capitale con molti poteri?

Questa è una bella domanda. Abbiamo due scelte o quella di una valorizzazione della città di Monterotondo o una fagocitazione totale da parte di una città molto forte. Monterotondo può puntare  sui servizi complementari, sulle qualità esclusive per esempio con i propri impianti sportivi può puntare ad ospitare grandi eventi sportivi. Bisogna puntare sul progetto di area metropolitana e pensare ad un'area vasta. Bisogna chiedersi che senso ha puntare sulla sola città di Roma rimodellando gli assetti costituzionali e soprattutto all'area intorno a Roma cosa succede? Che ruolo avrebbe la Provincia se c'è Roma e intorno il deserto?

SITO INTERNET: www.mauroalessandri.it

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