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Un sondaggio fa tremare il Pd: Giachetti non convince, Marino spaventa i dem

Dei 1011 elettori del centrosinistra intervistati, il 35,2 per cento ha dichiarato che non voterà. Giachetti al 25,8 per cento non abbastanza lontano dall'ex sindaco (18)

Roberto Giachetti (immagine di repertorio)

Un sondaggio “fatto un po' così”. Un sondaggio che “rappresenta uno scenario che poco ha a che fare con la competizione delle primarie in corso a Roma”. Sminuito o temuto, il sondaggio realizzato da Izi spa, pubblicato su La Repubblica, tra gli elettori del centrosinistra sulle intenzioni di voto per il candidato sindaco di Roma in queste ore fa discutere e allarma il Pd romano. 

Ai 1011 intervistati, che hanno dichiarato di essere elettori del centrosinistra, è stato chiesto di scegliere tra una rosa di quattro candidati: Roberto Morassut e Roberto Giachetti, in corsa alle primarie del Pd, Stefano Fassina, candidato di Si-Sel fuori dalle primarie, e Ignazio Marino, sindaco uscente che però non ha ancora sciolto alcuna riserva su una sua eventuale candidatura. In testa c'è il vicepresidente della Camera Giachetti con il 25,8 delle preferenze, seguito dall'ex primo cittadino (18) e da Stefano Fassina 14,4. Ultimo l'ex assessore all'Urbanistica di Veltroni, Morassut, che ha raccolto solo il 6,6 per cento delle preferenze. 

A vincere, e a preoccupare, sono però i dati di coloro che hanno dichiarato che non voterebbero per nessuno di questi candidati: il 35,2 per cento. Un numero che dimostra come i candidati del centrosinistra, fuori o dentro le primarie, non convincono una fetta consistente del proprio elettorato. A far tremare il Pd anche il risultato raggiunto dell'ex sindaco Marino che non parteciperà alle primarie. Il chirurgo dem potrebbe inoltre decidere di partecipare alle elezioni, rigorosamente al di fuori delle primarie del suo partito. E c'è già chi si auspica un tandem con Fassina per “unire le forze”. Se così fosse, la coppia potrebbe drenare non pochi voti ai candidati democratici. Insomma, Giachetti non decolla e il 25,8 per cento raggiunto nel sondaggio, proiettato sulla base totale degli elettori, si trasformerebbe in un pericoloso 12% alle amministrative. 

Giachetti minimizza. “Ai sondaggi mi sono sempre appassionato molto poco, poi questo mi sembra un po' fatto così, senza neanche i nomi degli altri candidati in campo. Io il sondaggio lo faccio quotidiano nel mio giro per Roma” ha affermato ai microfoni di Radio Capitale. “Vedo tra le persone sì una grande disaffezione e disillusione, ma anche una grande voglia di riprendersi in mano il pallino”. 

Replica anche Valeria Baglio, ex presidente del Consiglio capitolino e presidente del Comitato Morassut. "Il sondaggio rappresenta uno scenario che poco ha a che fare con la competizione delle primarie in corso a Roma. Un conto sono le possibili candidature a sindaco successive alle primarie, altro conto sono le candidature reali in campo per le primarie del centrosinistra” ha commentato. “Due diverse letture che evidentemente cambiano completamente i parametri di valutazione. Sarà opportuno più avanti, con criteri più ordinati, poter valutare gli orientamenti". Poi un pizzico di autocritica: “Certo è che in ogni caso il sondaggio segnala la necessità di un forte recupero di partecipazione”. Poi una precisazione sullo scarso appeal della candatura di Morassut: “La rilevazione del sondaggio è stata svolta quando non era ancora conosciuta da gran parte degli elettori, perchè formalizzata 48 ore prima delle interviste”. 

"I disastri compiuti dai vertici nazionali del Pd producono i loro effetti e i sondaggi non tardano a dimostrarlo” l'attacco di Gianluca Peciola, esponente di Sel che da subito ha parlato di apertura a Marino e alle esperienze civiche. “La sinistra diffusa, che passa per Sel, Stefano Fassina, i movimenti, l'esperienza della rete civica di Ignazio Marino, può vincere”. La partecipazione alle primarie e quindi la 'coalizione' con il Pd, almeno per ora, è lontana. Ma la porta non è chiusa. È la 'sinistra diffusa', per Peciola, la chiave che potrebbe far vincere il centrosinistra: “Chiediamo a quanti del Pd, che hanno a cuore Roma, di mettersi a disposizione di un progetto di rilancio della Capitale. E' evidente che il campo della sinistra civica e diffusa, a cui sarebbe importante che aderisse anche Civati, dovrà utilizzare lo strumento delle primarie per definire la leadership, il programma e l'idea di città". 

Commenta il sondaggio anche Paolo Cento, coordinatore di Sel Roma. "Giachetti e Morassut invece di fare improbabili appelli agli elettori di Sel prendano atto che le primarie nella Capitale sono inutili e controproducenti perché non ricostruiscono una nuova alleanza” fa sapere in una nota. “Senza una sinistra ampia, civica e popolare il Pd a Roma non è competitivo e anzi i sondaggi confermano che al ballottaggio è più facile che ci vada un alleanza tra Fassina, Marino, Sel e civici piuttosto che il Pd. Noi lavoriamo per governare Roma e cambiarla speriamo che i candidati alle primarie del Pd aprano una riflessione vera sul futuro di Roma”.

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Commenti (1)

  • e fanno BENE a preoccuparsi perchè se NON li votano i loro elettori dichiarati figurati se li votano gli altri!!!!

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