Elezioni, è scontro Sel-Pd: "Distanza incolmabile" con Giachetti candidato 

Botta e risposta avvelenati su Twitter. Vendola: "Con Giachetti renzizzazione della città". Orfini: "Tu puoi scegliere nel chiuso di una stanza un candidato mentre uno che si candida alle primarie divide?"

Roberto Giachetti nel video della candidatura

Se da più parti continua il pressing per lottare uniti, l'endorsement renziano al candidato sindaco Roberto Giachetti, sembra spazzare via ogni possibilità di ricucire il fronte. Pd e Sel mai così distanti. "A Roma non ci sono le condizioni per partecipare alle primarie del Pd. Giachetti non può essere il nostro candidato ma non è una questione di nomi, noi continuiamo con la candidatura di Fassina". Nicola Fratoianni, coordinatore di Sel, non lascia spazio a dubbi. Idem Nichi Vendola, che su Twitter è lapidario, quella di Giachetti è una "renzizzazione della città". Inaccettabile. Un botta e risposta sui social che dà la misura dello scontro in atto. 

A stretto giro, il presidente del Pd, commissario del partito romano, Matteo Orfini, ha subito ricinguettato: "Dunque caro Nichi Vendola, tu puoi scegliere nel chiuso di una stanza un candidato mentre uno che si candida alle primarie divide?". Il riferimento è, appunto, all’ex deputato Pd, ora in Sinistra Italiana. Poi Marco Furfaro ha accusato Orfini "di dimissionare dal notaio il sindaco eletto dai cittadini romani". Insomma, niente sembra riuscire a calmare le acque. 

Ci proveranno i presidenti dei municipi il 23 gennaio con #perRoma, l'appuntamento al Brancaccio per "discutere di contenuti" al quale, in teoria, avrebbero dovuto partecipare anche il leader Fassina e il coordinatore Paolo Cento. Ora però è tutto in forse. Colpa di quella "renzizzazione" di un candidato che nel suo video di presentazione alla parola "coalizione" non ha neanche accennato. Un'investitura che all'estrema sinistra non va giù, perché segno di un Pd sempre più accentratore. 

Piuttosto, se si ragionasse di una lista civica di centrosinistra, senza simboli, come suggerito dal senatore dem, vicesindaco di Roma dal 1993 al 2001, Walter Tocci, allora se ne potrebbe forse riparlare. La proposta è arrivata sul blog dell'ex sindacalista cresciuto nelle file del PCI. A Fassina è piaciuta: "Potrei ridiscutere tutto", ma per Orfini non se ne parla. "Il Pd è orgoglioso del suo simbolo. Soprattutto a Roma dove dopo un anno di rigenerazione c'è un Pd diverso da quello che non si accorgeva di mafia capitale. Con quel simbolo ci presenteremo alle elezioni". Una conferma alle parole di Gianluca Peciola, ex capogruppo Sel: "Il Partito Democratico non parla a tutta la sinistra". 


 

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Commenti (2)

  • Ha certamente ragione Vendola. Giachetti è molto "simpatico" ma, dovesse vincere, assisteremmo ad un'inevitabile renzizzazione della capitale...e siccome di Renzi già ne abbiamo i tes...li pieni...

  • Siamo seri! Che ognuno corra per i ca..i propri, poi si vedrà!

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