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Morassut vs Giachetti, primarie nel vivo: ma il primo confronto (a distanza) è senza 'scintille'

I due candidati del Pd alle primarie del centrosinistra sono stati intervistati a distanza di mezz'ora dal Corriere.live. Alle spalle storie diverse, sul piatto diverse soluzioni per Roma, nessuno dei due però è andato all'attacco

Il primo “candidato sindaco dopo un esame di coscienza: tutti vedevano Roma come una competizione da schifare e non lo potevo accettare”. Il secondo dopo una lunga riflessione: “Ho capito che mancava qualcosa. Mi sono svegliato una mattina alle quattro e ho scritto su Facebook che mi sarei candidato”. Anche se non è stato 'vis-à-vis', quello di oggi pomeriggio a Corriere.live, alla presenza di Tommaso Labate affiancato da Ernesto Menicucci, è stato il primo confronto tra i due principali candidati alle primarie del centrosinistra: Roberto Giachetti e Roberto Morassut. Entrambi hanno un obiettivo: “Migliorare la quotidianità dei romani”.

Proprio come aveva fatto nel corso della presentazione della sua candidatura Giachetti ha puntato sull'importanza delle primarie: “Non sarà un metodo perfetto ma è il migliore” ha affermato. Poi ha manifestato tutto il suo disappunto verso lo schieramento 'a sinistra del centrosinistra'. “Mette a rischio entrambi senza la prospettiva di uscire vittorioso dalla competizione elettorale”. 

Ex capo di gabinetto dell'ex sindaco Rutelli, attualmente vicepresidente della Camera, con il passato, remoto e più recente, suo e del suo partito ha un buon rapporto. Anche se, dopo mafia capitale, “alcune responsabilità politiche sono un fardello”. La linea è quella della discontinuità senza però rinnegare: “Quelli di Rutelli furono sette anni di vero riscatto della città ma per come sta messa oggi Roma è chiaro che ci vuole una stagione nuova”. Verso le dimissioni di Marino invece e la vicenda dei “19 consiglieri dal notaio” chiede cautela: “Non prendiamo solo la coda di quella vicenda. A un certo punto la politica deve prendersi le sue responsabilità”. Marino invece: “Avrebbe dovuto dimettersi un secondo dopo lo scoppio dell'inchiesta su mafia capitale”. 

Cosa l'ha colpito del suo giro per Roma? “L'intensità umana”. Ha spiegato: “Roma è veramente una città che deve recuperare il passo”. Poi un appello ai cittadini: “Lo dico chiaramente: Roma non può essere delegata a una sola persona e neanche alla migliore delle squadre. Ciascuno nella propria quotidianità deve modificare il proprio comportamento”.

Ex assessore all'Urbanistica con Walter Veltroni, anche Morassut ha un rapporto 'sereno' con il suo passato: “Sono orgoglioso che qualcuno mi dica che persone come Bettini o Veltroni fanno parte della mia storia. Ma non è per spinta loro che mi sono candidato”. Nessun particolare errore è imputabile nemmeno all'amministrazione di cui fece parte: “Se chiedi ai romani ricordano quel periodo positivamente”. La sconfitta elettorale del 2008? “Le grandi opere incompiute non c'entrano niente. Era cambiato lo scenario politico”.  

Definito da molti come candidati 'anti-Renzi' allontana questa lettura: “Ho sempre sostenuto Renzi”. Per la Capitale, più che a Marino la sua critica va al partito: “Sono stato il primo a lanciare l'allarme sulla china che aveva preso il Pd in opposizione ad Alemanno. Una deriva che ci ha portato lontano dai problemi. Ho avuto ragione” ha rivendicato. 

Anche Morassut, come Giachetti, mette in cima alla lista delle 'cose da fare' se diventasse sindaco la quotidianità. “Una quotidianità fatta di tante cose, dal decoro ai beni comuni ai servizi”. Segue la “prospettiva economica di Roma” e infine la sua  “identità nel mondo”. Il “commercio abusivo” invece, la prima cosa da risolvere.

Cosa l'ha colpito del suo giro per Roma? “La voglia e la necessità che molti cittadini esprimono nelle reti civiche fuori dai partiti di riprendersi la città”. Queste, ha spiegato, “sono realtà che vanno organizzate”. Favorevole alle Olimpiadi, contro 'affittopoli' serve organizzazione: “Accorperei le deleghe del Patrimonio e del Bilancio, è una ricchezza e va trattata in maniera organica”.

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