In Campidoglio inizia l'era a Cinque Stelle: prime urgenze giunta e debito

Dopo l'ubriacatura elettorale, non resta molto tempo per i festeggiamenti. Per Raggi è arrivato in momento di governare. Dei nove nomi della squadra, ne sono stati annunciati solo quattro

Se i cori e i festeggiamenti per la presa di Roma sono andati avanti fino a tarda notte, all'indomani di una vera e propria sbornia elettorale per Virginia Raggi non resta molto tempo per esultare. Conquistato palazzo Senatorio per il Movimento cinque stelle è arrivato il momento di governare. E le urgenze per una città che esce da otto mesi di commissariamento sono davvero tante.

La prima sfida è quella della Giunta: venerdì pomeriggio sul palco di Ostia Raggi ha presentato solo quattro dei nove nomi che dovranno comporre la sua squadra. Paolo Berdini all'Urbanistica e Lavori Pubblici, Paola Muraro alla Sostenibilità, Andrea Lo Cicero alla Qualità della vita, all'accessibilità, allo sport e alle politiche giovanili, e Luca Bergamo alla Crescita Culturale.

Manca ancora l'ufficialità per una pedina importante come quella del Bilancio che i Cinque stelle hanno deciso di unire al Patrimonio. Importante, perchè una delle prime urgenze della Capitale attende risposte proprio da questa poltrona: affrontare il debito storico monstre da oltre 13 miliardi di euro che Virginia Raggi in campagna elettorale ha messo spesso in cima alla lista delle priorità. "La prima cosa che farò se diventerò sindaco" ha ribadito più volte "sarà un audit sul debito. Non è ammissibile che i romani non sappiano cosa stanno pagando". Un'operazione non semplice che dovrà necessariamente passare dalla scrivania del commissario straordinario del debito, Silvia Scozzese, ex assessore di Marino, e dall'apertura di una trattativa per la ricontrattazione degli interessi.

Chi affronterà il Bilancio avrà tra le sue deleghe anche quella al Patrimonio e dovrà quindi continuare a mettere ordine nel caos intricato delle proprietà capitoline. In cima alla lista c'è Marcello Minenna, ex dirigente della Consob, già reclutato nel gennaio scorso dall'ex commissario capitolino Francesco Paolo Tronca insieme ad altre dieci figure per un "supporto giuridico, tecnico e organizzativo". Il diretto interessato però, nei giorni scorsi, aveva smentito di aver stretto qualsiasi accordo con il M5S in merito. Tra i nomi 'politici' sono in lizza gli ex consiglieri Daniele Frongia, già vicinissimo alla Raggi, e mister preferenze Marcello De Vito, molto legato alla deputata Roberta Lombardi. E potrebbe essere proprio Frongia il vicesindaco dell'avvocato 37enne. 

Nomi a parte, non possono aspettare nemmeno i dipendenti comunali. La trattativa sul contratto decentrato per 24 mila lavoratori, che si trascina ormai da due anni, è stata infatti interrotta la scorsa settimana quando Tronca ha voluto lasciare la questione sul tavolo di un sindaco eletto. Il nodo più urgente, e già fuori tempo massimo, è quello delle insegnanti precarie dei nidi e delle scuole comunali. Se da un lato quasi 5 mila lavoratrici romane, molte delle quali con oltre dieci anni di lavoro a tempo determinato alle spalle, potrebbe restare senza occupazione, dall'altra decine di strutture rischiano di non riuscire ad avviare le attività in tempo per l'apertura fissata a settembre. 

E ancora Atac e Ama. La prima alle prese con una costante difficoltà finanziaria, la seconda, dopo la chisura di Malagrotta, con il difficile passaggio alla raccolta differenziata porta a porta. E se Giachetti si era espresso più volte in sostegno del neo dg Marco Rettighieri, Raggi non si è mai pronunciata. Per entrambe la situazione con i lavoratori è calda. Al nuovo sindaco il compito di riportare la pace. 

Raggi dovrà inoltre mettere mano alla macchina amministrativa, preparare gli uffici per la sua attività, prendere decisioni sui dirigenti. In primis il segretario generale, Antonella Petrocelli. La neo sindaco dovrà decidere se tenersi la dirigente nominata da Tronca a gennaio in sostituzione di Serafina Buarnè o procedere ad una nuova nomina. Tramite bando, naturalmente. Insomma, la rivoluzione pentastellata dovrebbe iniziare presto. Il Consiglio comunale, invece, va convocato entro 15 giorni della proclamazione degli eletti. 

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