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Bray non correrà, Marino non scioglie le riserve: per le primarie a sinistra c'è solo Fassina

Dopo la rinuncia di Bray, si attende la decisione dell'ex sindaco che, per il momento, prende tempo. Mentre a sinistra si inizia a ragionare di primarie, l'unico candidato in corsa resta Stefano Fassina

Le pressioni, politiche e 'civiche', per convincerlo a scendere in campo alle prossime elezioni comunali, non sono servite. Massimo Bray non si candiderà a sindaco di Roma. Lo ha comunicato con un post su Facebook, ringraziando quanti l'hanno sostenuto. La decisione è chiara: “In una situazione in cui sarei un ulteriore elemento di divisione, non sarò candidato alle prossime elezioni amministrative”. Del resto l'ex ministro della Cultura aveva legato fin dall'inizio la sua disponibilità ad un sostegno unitario, senza alcun passaggio per consultazioni come le primarie che l'avrebbero costretto a un confronto con l'attuale candidato della coalizione di sinistra Stefano Fassina. 

L'esponente di Sinistra Italiana ha commentato su Twitter: “Massimo Bray è una risorsa preziosa per Roma. Spero ci aiuti comunque nella sfida per il governo di ricostruzione morale ed economica della capitale”. Ad essere maggiormente dispiaciuto è Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio: “Io ancora spero che cambi idea e spererò fino all'ultimo” ha scritto su Facebook. “Mi spiace molto, avrebbe portato un carico di competenza e una visione alta capace di spostare la campagna elettorale dalle polemiche rancorose tra partiti e correnti alla centralità di Roma. Sono sicuro che questa mattina Matteo Renzi tirerà un sospiro di sollievo”. La critica è tutta interna alla coalizione di sinistra, divisa tra i sostenitori di Fassina e quello che, nelle ultime settimane, hanno spinto verso altre candidature, Bray e Marino in primis: “Quello che invece mi resta poco chiaro è l'atteggiamento di chi, nel campo dei parolai anti-renziani, in questi giorni avrebbe dovuto favorire questa candidatura e invece ha alzato muri, avanzato distinguo, perplessità”. 

La prossima mossa è nelle mani dell'ex sindaco Ignazio Marino, che già la scorsa settimana ha avuto un incontro con Fassina e con il vendoliano Fratoianni ma che non ha ancora sciolto ufficialmente le riserve. Marino è seriamente intenzionato a candidarsi e la sua investitura passerebbe dalle primarie e dal confronto con l'attuale candidato. Il come e il quando sono ancora da definire. “Ora è giunto il momento di verificare le condizioni tra le tante proposte che hanno seguito la candidatura a sindaco di Stefano Fassina, a partire dal programma e dalla disponibilità di Marino, per arrivare ad una candidatura unitaria con l'obiettivo di portare la coalizione civica democratica e di sinistra al ballottaggio” il commento del segretario romano di Sinistra ecologia libertà Paolo Cento. Conclude: “Un candidato unitario da individuare con un percorso ampio e partecipato che può prevedere anche la convocazione di primarie”. Un condizionale d'obbligo, almeno fino a che il 'marziano' non ufficializzerà la sua decisione. In caso contrario, sul campo di battaglia resterà solo l'attuale candidato, Stefano Fassina. 

Spinge per le primarie anche Gianluca Peciola, ex capogruppo di Sel in Campidoglio che, in caso di consultazione, potrebbe decidere di scendere in campo direttamente: “Le primarie della sinistra devono diventare un fatto politico di grande partecipazione democratica. E' per questo che bisogna dare la possibilità di organizzare al meglio l'appuntamento”. Per Peciola, la data del 3 aprile ipotizzata inizialmente è “troppo ravvicinata” ha spiegato. “Da subito va costituito un comitato che fissi in maniera trasparente regole e modalità di partecipazione, in modo da coinvolgere in maniera diffusa i cittadini e le realtà sociali. Al comitato dovrebbe spettare il compito di individuare le forme più includenti e innovative di espressione e decisione”. I tempi sono davvero stretti.

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