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Primarie 6 marzo, Rossi: "Nel mio dna legalità e capacità amministrative"

Sottosegretario alla Difesa, ex generale di Corpo d'Armata dell'Esercito, Domenico Rossi ha tra le sue priorità per Roma la questione "etico-morale"

Sottosegretario alla Difesa, ex generale di Corpo d'Armata dell'Esercito, Domenico Rossi è tra i candidati alle primarie del centrosinistra che si terranno il prossimo 6 marzo. Classe 1951, ha tra le sue priorità per Roma la questione “etico-morale”. E' candidato per il Centro Democratico. 

Da Sottosegretario della Difesa a candidato sindaco di Roma. Perchè ha preso questa decisione?

Ho passato 44 anni al servizio dello Stato. Sono profondamente innamorato di Roma, la città dove sono nato, nel quartiere Monti. Di fronte al degrado in cui versa, è stato naturale per me decidere di mettere al servizio della città la mia esperienza dettata dalla necessità di trasparenza, legalità e capacità amministrativa. 

A proposito di degrado. Quali sono, secondo lei, le prime tre priorità da affrontare?

In realtà ne ho individuate cinque. In cima alla lista c'è la questione etico-morale, la madre di tutte le battaglie. Solo ridando fiducia ai cittadini possiamo riavvicinarli alla politica e sperare in una Roma diversa da quella attuale. Per combattere sprechi e corruzione il sindaco si dovrebbe dotare di uno staff che abbia nel suo dna legittimità e rigore. Al secondo posto metto invece la sicurezza.

Come agire sotto questo punto di vista?

Roma non è una città sicura, soprattutto in periferia. È necessario rafforzare le forze di polizia sul territorio perché intensifichino l'attività investigativa e giudiziaria. Questo è possibile, per esempio, mantenendo lo schieramento di forze armate messo in campo per il Giubileo anche per i periodi ordinari.

Gli ultimi tre punti?

La carenza dei servizi: la situazione attuale è inaccettabile perché i cittadini pagano le tasse. L'efficienza è un dovere istituzionale: dalla mobilità alla nettezza urbana è un aspetto prioritario. E ancora. L'assistenza ai più piccoli e ai più deboli: incrementare gli asili nido e abbassarne le rette; aumentare i rapporti con il volontariato in particolar modo per l'assistenza domiciliare. Infine lo sviluppo della città. 

Cosa propone?

Con un debito di 13,6 miliardi di euro, non potendo aumentare ulteriormente le tasse dei romani credo che lo sviluppo futuro di Roma sia strettamente legato alle Olimpiadi del 2024. Se si garantisce trasparenza e legalità negli appalti, attraverso le Olimpiadi si può ristrutturare l'esistente e lasciare in eredità alla città strutture che altrimenti non sarebbero realizzabili. 

Per esempio?

Il campus universitario accanto a Tor Vergata. Ma anche ottenere risorse per i servizi. 

A proposito di servizi. Due nodi scottano più di altri: i rifiuti e i trasporti. Ha delle proposte a riguardo?

Trasporti e nettezza urbana presentano dei problemi atavici. Chiunque dica che ha la soluzione mente sapendo di mentire. Bisogna entrare in queste aziende e scoperchiare tutto per capire se è un problema di inefficienza, di governance, di personale o di struttura. Solo allora sarà possibile individuare la soluzione giusta. Altrimenti posso mettermi a snocciolare slogan elettorali sulla differenziata o sulla necessità di mettere in sinergia trasporti su ferro e biciclette. 

Una delle difficoltà riscontrate dall'ex sindaco Marino riguardava i trasferimenti da parte del Governo per Roma Capitale. Crede serva una svolta sotto questo punto di vista?

Grazie alla legge sul federalismo fiscale, chiederei che a Roma venga concesso lo status di Regione. Così potrebbe accedere ai fondi europei direttamente e usufruirne per rinnovare la città o per abbassarne il debito. 

Secondo lei, quali sono le qualità che dovrà avere il prossimo sindaco di Roma?

Dovrà essere una persona che abbia nel suo dna legalità e trasparenza, una conoscenza approfondita della pubblica amministrazione e della città, la grinta necessaria per controllare l'operato dei suoi collaboratori. 

Immagino che siano anche i motivi per cui gli elettori dovrebbero votarla domenica prossima. 

Diciamo che assomiglia molto al prototipo di un generale. 

Se dovesse diventare candidato sindaco del centrosinistra, teme di più il centrodestra, un candidato come Marchini o il Movimento cinque stelle?

Se dovesse accadere non temerei nessuno perché credo che la forza delle mie idee potrebbe convincere i cittadini. Se dovessi fare una graduatoria, però, direi il M5S.

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