Dissenti dalla linea? Pagherai 150.000 euro. Il M5S blinda i futuri consiglieri

Il documento, anticipato da La Stampa, ha trovato la conferma da parte di Alessandro Di Battista. A motivare la maxi multa anti dissenso l'eventuale danno di immagine

A Roma si puo' vincere. Nel Movimento Cinque Stelle la convinzione c'è, come pure la paura di nuovi casi Parma, dove il sindaco Pizzarotti, vero primo eletto del M5s, ha di fatto rotto con la linea Casaleggio - Grillo. Così il padre padrone del Movimento, Gianroberto Casaleggio, ha deciso di far firmare un documento ai futuri consiglieri con l'obiettivo di far rispettare regole e programma.

Firmando il documento "il candidato accetta la quantificazione del danno d'immagine che subirà il M5S nel caso di violazioni dallo stesso poste in essere alle regole contenute nel presente codice e si impegna pertanto al versamento dell'importo di 150mila euro, non appena gli sia notificata formale contestazione a cura dello staff coordinato da Beppe Grillo e Gianroberto".

Ad anticipare il documento è un articolo de La Stampa che però di fatto questa mattina è stato confermato da Alessandro Di Battista attraverso la propria pagina facebook. "L'attacco al M5S continua. In un Paese dove arrestano un esponente del partito di governo al giorno il problema è sempre tutto quel che fa il M5S. Hanno distrutto ogni cosa, la sanità pubblica è allo sbando, ci tolgono il diritto al lavoro, alla casa, all'istruzione. Trivellano i nostri mari, inquinano i nostri territori agricoli. Ma il dramma è un codice di comportamento a Roma che serve a far rispettare regole e programma".

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Ma se Di Battista difende il provvedimento, Serenella Fucksia, espulsa dal movimento ha commentato su facebook: "Per sindaco di Roma meglio un uomo che come tale può sbagliare che un burattino etero-diretto. Dai grandi ideali per una democrazia più estesa e partecipata a una deriva più che autoritaria direi folle. Ma anche un po' paracula. A chi andrebbero infatti gli introiti delle multe?".

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