Morassut parte da Primavalle: "Roma diventi una Regione autonoma"

Il padre dell'ultimo piano regolatore della Capitale sceglie il mercato di via Pasquale II per lanciare la sua candidatura

Foto agenzia Dire

Parte da Primavalle la corsa di Roberto Morassut per guadagnarsi la candidatura a sindaco di Roma. Due settimane dopo Roberto Giachetti, il padre dell'ultimo piano regolatore decide di sfidare l'attuale vice presidente della Camera. Scegliere il mercato di via Pasquale II, a Primavalle, per spiegare i perché di una proposta alternativa a quello che tutti credevano essere un candidato della sua stessa corrente. 

GIACHETTI - "Conosco Giachetti da anni - spiega Morassut - abbiamo passato dei momenti bellissimi e meno belli negli anni del Campidoglio. Con Roberto non ho distanze politiche abissali, anzi direi che condividiamo le stesse posizioni. Abbiamo due profili diversi - ha aggiunto Morassut - esperienze diverse e due storie diverse, e questo in qualche maniera un po'' conta nel rapporto con le persone. Queste primarie per me sono importanti perchè consentiranno a Giachetti di arrivare dove io non posso arrivare, e a me di arrivare dove non puo' arrivare lui, per sollecitare una partecipazione dei cittadini e degli elettori democratici, che hanno bisogno di credere in una svolta positiva". 

MINORANZA A ME? - A chi li ritiene un candidato di minoranza risponde: "Non sono il candidato della minoranza. Io sono un uomo di sinistra, della sinistra romana, e ho condiviso tutte le scelte innovative che la sinistra ha fatto negli ultimi 20 anni, dalla Bolognina alla nascita del Pd, al sostegno a Matteo Renzi. Non sarò mai un uomo contro. Spero di poter contribuire a fare qualcosa per questa città in un momento difficile, comunque vada".

RENZI - E sul rapporto con Renzi, che potrebbe essere risentito per la sfida al suo candidato, racconta: "Il mio rapporto con Renzi è positivo. Ci siamo scambiati un messaggio, l'ho informato di questa decisione, peraltro abbastanza sofferta, arrivata dopo parecchi giorni di riflessione. Non sono scelte facili che si possono improvvisare. Renzi mi ha risposto con grande affetto e cordialità, quindi non vedo nessuna possibilità di contrapposizione". 

PERCHE' MI CANDIDO - Quindi i motivi della candidatura: "Mi sono candidato per un senso di responsabilità  al quale sono stato chiamato da migliaia di persone, che in questi giorni mi hanno chiesto di farlo. Lo faccio anche mettendo in discussione una posizione, meno esposta e più comoda, perchè nella vita politica ci sono dei momenti in cui si presentano delle strade obbligate. Ho sentito che avrei deluso tanta gente che voleva io partecipassi in prima persona".

LA RICETTA - Morassut va anche nel concreto e presenta due ricette per il futuro della città: "Con il Governo è necessario fare un discorso su due punti. Il primo: bisogna superare questo Comune e trasformarlo in una Regione dopo una grande consultazione popolare. Il secondo: serve attenzione alle risorse perchè altrimenti Roma non si risolleva: dal 2010 ci sono 500 milioni bloccati per ripianare il debito, di cui 300 a carico del Mef e 200 di aliquota aggiuntiva sulle spalle dei romani. Questo accordo va rivisto: una parte di quelle risorse va spostata sugli investimenti per Roma Capitale fuori dal patto di stabilita'' e magari per abbassare le aliquote".

PERCHE' PRIMAVALLE - "Ho voluto presentare la mia candidatura a Primavalle perchè è un quartiere speciale ma anche per dare un segno: c'è un tessuto associativo ricco che si fa carico della città in un momento di crisi. La città puo' ripartire da qui. Qui c'è uno stand di un'associazione che si chiama Coccinelle - ha aggiunto Morassut- un'associazione di mamme che autotassandosi fa attività di assistenza a bambini disabili o con problemi. È un piccolo esempio di migliaia che esistono a Roma. Purtroppo la politica tende a raccontare altre cose. Non ci dobbiamo dimenticare che a Roma vive un tessuto di grandiose energie che noi dobbiamo cercare di far venire a galla".

MARINO - Morassut non allontana Marino dalle Primarie: "Marino puo' fare e decidere liberamente. È un iscritto al Pd, è stato sindaco e nella città ha ancora la stima di tante persone. Ma io penso si debbano mettere da parte tutti gli elementi di divisione che possono accrescere le ferite".

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Commenti (2)

  • Caro Morassut, Roma Capitale, Roma Regione o che altro. Il denaro non basterà mai in una disorganizzazione organizzata con troppi galli ed interessi contrastanti. Invece di ingigantire la testa e burocratizzarla sempre più, snellirla con pochi ma buoni e soprattutto onesti e capaci.

  • volete farla diventare regione autonoma cosi ci fate votare TRA DUE ANNI??? perchè è questo il tempo che ci vuole per organizzare una status del genere!!

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