Salvini riapre la partita di Bertolaso: "Prima ascolteremo i romani"

Il segretario della Lega Nord ha spiegato: "Non accettiamo pacchetti chiusi". A pesare le dichiarazioni sui rom "vessati": "Queste frasi me le sarei aspettate da Vendola"

E' crisi aperta dentro al centrodestra sulla candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma. In mattinata il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha riaperto una partita che sembrava chiusa. “Bertolaso è il candidato che ci è stato proposto, abbiamo detto di sì, ma io non l'ho ancora incontrato” ha affermato nel corso di una conferenza stampa al Senato. “E tra il sì della Lega e le elezioni ci sono i cittadini romani: li ascolteremo e poi decideremo, in base a quello che ci diranno ci sarà il nostro giudizio finale. Non accettiamo pacchetti chiusi".

Parole chiare che in poco tempo hanno rimesso in gioco quanto uscito da giorni di vertici e controvertici tra Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega Nord: “Guido Bertolaso è il nostro candidato”. La firma è triplice: Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Oggi però le sue dichiarazioni fanno scricchiolare la coalizione. 

Giorgia Meloni, si apprende da ambienti di partito, è rimasta “allibita” dall'atteggiamento di Salvini che ha sollevato non pochi interrogativi dentro Fdi. A che gioco sta giocando il leader leghista? Per pranzo viene convocato un tavolo a palazzo Grazioli ma la Meloni diserta. La palla viene lasciata in mano agli 'alleati'. Berlusconi ma soprattutto Salvini. Secondo quanto si apprende da fonti di partito, la leader di Fdi ha deciso di non partecipare più ad alcun tavolo “fino a che Berlusconi e Salvini non diranno quel che vogliono fare veramente”. A mettere una pezza ci prova l'ex premier: “Bertolaso è stato scelto di comune accordo  ed è l'unico in grado di rimettere in sesto la Capitale”. 

La frattura però si è consumata. E per rimettere insieme i pezzi potrebbe servire più di una dichiarazione mezzo stampa. Ad attaccare tutti è il capogruppo Fabio Rampelli: “Delle due l'una: o Salvini vuole far dimenticare le complicate vicende lombarde con lo scalpo di Bertolaso oppure le traversie in cui ha trovato la Lega di Bossi lo costringono a essere indulgente con la grande finanza promotrice di altre candidature capitoline” scrive in una nota. “Salvini dimostra di aver perso la voglia di stare con il popolo e di disprezzare Roma”. Poi verso l'ex premier: “Non abbiamo dubbi sul fatto che voglia vincere nella capitale, dovrebbe però chiedere a Tajani, Gasparri, alle sue donne e ai direttori di testate giornalistiche amiche di smettere di fare la campagna elettorale per candidati renziani”. Infine Storace: “Ci fa infine piacere constatare l'amicizia di Storace con Alfio Marxini, di cui si è già dichiarato potenziale sostenitore in un secondo turno immaginifico, visto che con l'8% non si va al ballottaggio neanche a Paperopoli”.

A pesare sul cambio di passo di Salvini, soprattutto la dichiarazione pro-diplomazia e 'anti-ruspa' di Bertolaso nei confronti della popolazione rom, definita dal candidato del centrodestra “vessata”. “Quelle frasi me le sarei aspettate più da Vendola che dal candidato del centrodestra. E poi le parole su Rutelli, sul Pd... la sua partenza non è stata il massimo per la Lega”. La partita è riaperta? Salvini non ne fa un segreto: “Tutte le partite sono sempre aperte”. 

Un ruolo potrebbe averlo giocato anche Casa Pound, il movimento di estrema destra romana che nell'ultimo anno si è 'avvicinato' al partito leghista con il nuovo progetto di Noi con Salvini e di Sovranità. Ieri l'attacco al centrodestra, non senza una palese critica alla scelta di Salvini di sostenere Bertolaso: “Alle prossime elezioni candideremo Simone Di Stefano al Comune di Roma con una propria lista fuori da tutti gli schieramenti” hanno scritto in una nota. “Il teatrino del centrodestra sulle candidature è stato indegno: tra Fratelli d'Italia che è riuscita a proporre l'irricevibile nome di Rita Dalla Chiesa e la Lega che continua a non capire l'importanza nazionale delle elezioni nella capitale, alla fine Berlusconi ha imposto il 'suo' Bertolaso, che in un paio di giorni ha già fatto il pieno di gaffe, autogol e scempiaggini”. 

Attacca anche Francesco Storace, ex governatore del Lazio, candidato sindaco di La Destra. “Ora non sto più subendo pressioni da Bertolaso per non candidarmi. Prima ci aveva provato, so che ha importunato un po’ di gente. Ma con me è inutile. Forse ha smesso perché ha paura di un altro processo, che sarebbe il terzo. Io mi sono dimesso quando ero indagato, Bertolaso no” ha dichiarato ai microfoni di Radio Cusano Campus. “In questo momento a me del centrodestra interessa poco, perché non lo capisco”. Il riferimento è alle primarie che non si sono tenute, “quasi che la destra rimasta pulita abbia difficoltà di accesso a quelle stanze”. Poi su Giorgia Meloni: “Ha scelto come candidato un signore abbastanza anziano, con diversi problemi giudiziari, scelto senza primarie. In FDI c’è un dibattito abbastanza vivace”.

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Commenti (1)

  • Beh per me rispeditelo al mittente!!!

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