Elezioni, Orfini: "Vincerà il Pd. Il M5S non arriva neanche al ballottaggio"

Il Presidente del Pd e Commissario del partito a Roma è stato ospite a Un Giorno da Pecora, il programma di Radio2. Il Pd non è il favorito? "No, non è vero, i romani dicono il contrario"

Il prossimo sindaco di Roma sarà del Pd. Ne è convinto Matteo Orfini, Presidente del Pd e Commissario del partito a Roma che oggi è stato ospite a Un Giorno da Pecora, il programma di Radio2 condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Contro i sondaggi che danno il Pd come il partito non proprio favorito, Orfini ribatte:  “No, non è vero, i romani dicono il contrario”.

Nessun timore sull'incognita Cinquestelle. “Macché, i Cinquestelle non arriveranno nemmeno al ballottaggio”. Ballottaggio che, per Orfini, si combatterebbe così: “Noi e, se si riunisce, la destra. Anche se oggi hanno bruciato altri nomi”.

Non poteva mancare una domanda sull'ex sindaco Marino: "Da quando se ne è andato, non l’ho più sentito. Ci conosciamo da tempo, lo riportai io in Italia quando lui iniziò a collaborare con Italianieuropei, di cui facevo parte. Fu in quel momento che Marino ricominciò a far politica in Italia”. Orfini spiega anche il motivo per cui il Pd lo ha sfiduciato: “Perché non aveva più autorevolezza e credibilità per governare Roma. Io gli ho dato una mano in tutti i modi per sostenere la giunta, mettendogli disposizione persone di qualità”. 

Non per la questione degli scontrini però: “Mai detto che si doveva dimettere per questo. Io dissi che quell’episodio veniva dopo una serie di errori incredibili, che avevano reso il suo rapporto con la città improponibile”. Tra gli errori più gravi, le "vacanze, quando si doveva decidere su Mafia Capitale, al suo mancato rientro quando ci fu il caso del funerale dei Casamonica, fino all’incapacità di fare scelte che andavano fatte prima. Tipo cacciare in ritardo i vertici dell’Atac”. E Tronca? “Lui può fare solo l’ordinaria amministrazione”. 

Orfini ha parlato anche di un tema personale: la sua mancata laurea in archeologia, che ha aveva quasi raggiunto ma che poi ha messo da parte."Ho studiato, ho fatto tutti gli esami, con la media del 29, ma non mi sono mai laureato”. Perché non si è mai laureato? “Poi ho fatto altre cose, e ho messo da parte lo studio”. Orfini potrebbe portare a termine gli studi "se il mio Milan vince lo scudetto”. E se il Pd vincesse le elezioni? “Allora mi devo laureare per forza, è facile”. 

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Commenti (1)

  • Che acume.

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