Raggi: "Il Premier deve aiutare Roma, se Renzi è onesto lo farà anche con me sindaco"

"A Roma ci sono oltre 100 mila alloggi costruiti e invenduti. Non serve realizzare nuove case". Nel suo quartier generale a Marconi la candidata a sindaco del Movimento cinque stelle racconta a RomaToday come governerà la Capitale in caso di vittoria alle elezioni

Su trasporti, gestione dei rifiuti, trasparenza e lotta agli sprechi, non è disposta ad accettare compromessi. Virginia Raggi, nel cuore del suo 'quartier generale' in zona Marconi, risponde con piacere alle domande sul programma. Non altrettanto sulle polemiche politiche: "Non commento i pensieri degli altri candidati". L'assenza al confronto dai costruttori? "Con loro voglio parlare, ho semplicemente avuto un altro impegno". 

Partiamo dal programma. Tre punti su cui, se diventasse sindaco, non sarebbe disposta ad accettare compromessi. 

I punti principali del programma ce li hanno suggeriti i romani. In cima metterei i trasporti, trasparenza e lotta agli sprechi, gestione dei rifiuti. Per quanto riguarda il primo, vogliamo andare verso una città che privilegi la mobilità pubblica e a impatto zero con un sistema che, via via, scoraggi l'utilizzo dei mezzi privati. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo estendere in modo capillare le linee dei bus, soprattutto nelle periferie, puntare sulle corsie preferenziali. Vogliamo consolidare l'esistente rendendo Roma sempre più sostenibile. 

Può fare un esempio?

Va terminato il tram che da Saxa Rubra arriva a Laurentina collegando la città da Nord a Sud. E ancora. Vanno incrementate le piste ciclabili. Vogliamo sfruttare i dati dell'European cycling challenge in modo tale da basare i nuovi progetti sui reali flussi di traffico. Non solo. Va ampliato il car sharing del comune portandolo anche in periferia mentre il bike sharing, ormai vandalizzato, va fatto ripartire grazie ai proventi delle pubblicità. Il nostro programma prevede inoltre la costituzione di aree pedonali in ogni municipio da concordare con cittadini e commercianti. In molte parti del mondo sono proprio quest'ultimi a sostenere che grazie alle zone pedonali aumenta il fatturato. Potrei proseguire all'infinito: le zone 30, più controlli per combattere le doppie file, incentivi al telelavoro, riorganizzazione della logistica. Ogni giorno a Roma ci sono oltre 100 mila operazioni di carico e scarico. 

Da sindaco, come metterebbe le mani nell'intricata situazione della metro C?

La metro C, per come stanno le cose oggi, deve arrivare a San Giovanni e al Colosseo. È infatti necessario che si intersechi con le altre due linee della metro. Per quanto riguarda il tracciato seguente bisogna bloccarsi e valutare. Questo non significa fermare per forza i cantieri, ma valutare le carte.

Torniamo al secondo punto del programma: la trasparenza. Al di là delle inchieste, Mafia capitale ha mostrato che la macchina capitolina ha pochi anticorpi rispetto ai fenomeni corruttivi. Come difendersi?

Mafia capitale ha mostrato con chiarezza il significato di un'amministrazione non trasparente. Se l'unico soggetto che ha il controllo su determinate scelte è il politico o l'amministrativo che fa affari con le imprese, non c'è alcuna possibilità di verifica. Dalla gestione dei soldi agli appalti, il M5S vuole rendere comprensibile e immediatamente visibile ai cittadini quello che accade. 

Come?

Il sito del Comune di Roma è tutto fuorché trasparente, chi cerca delle informazioni fa fatica a trovarle. Se diventassi sindaco farei in modo che i cittadini con un semplice 'click' possano esercitare la loro attività di controllo. 

Ha citato anche la lotta agli sprechi. Qual è il primo da eliminare?

La commissione capitolina di revisione della spesa che il M5S ha presieduto durante l'amministrazione Marino ha individuato un miliardo e 200 milioni di euro tra sprechi e mancati incassi: un quinto dell'intero bilancio annuale. Si tratta di soldi sottratti ai servizi. È chiaro che nessuno ha la bacchetta magica. Però bisogna mettersi a lavorare in questo senso. Partirei dalla cosiddetta affittopoli, parallelamente procederei con un censimento degli immobili pubblici: potremmo abbattere i fitti passivi oppure capire se con questo patrimonio è possibile incidere sulla questione del disagio abitativo. 

Infine i rifiuti. Pensate che il progetto degli ecodistretti di Marino sia da portare avanti? 

Ama oggi si fa carico della parte più onerosa del ciclo dei rifiuti: la raccolta. Intanto paga soggetti terzi per procedere alla differenziazione e vendita sul mercato delle materie prime e seconde. Sono quindi i privati che fanno affari. Per quanto riguarda  la domanda, dobbiamo prima definire cosa intendiamo per ecodistretto. Se è l'impianto che vogliono realizzare a Rocca Cencia, con un biodigestore, non siamo d'accordo. Se intendiamo un centro che preveda impianti per il riuso e il riciclo, per la trasformazione dei materiali o i Tmb, allora va bene.  

Nella delibera che ha rinnovato il contratto di servizio ad Ama è contenuta la possibilità di affidamento del servizio di spazzamento nei municipi ai privati. È d'accordo?

Sono assolutamente contraria. Le municipalizzate e i servizi vanno mantenuti pubblici. Dimostreremo a tutti, soprattutto alla politica, che il pubblico può fornire servizi efficienti e di qualità.

A proposito di municipalizzate: Atac e Acea. Come risanare i conti della prima? E come, da sindaco, si rapporterà al cda della seconda? La parte privata dell'azienda è di quelle che contano...

Per Atac, come per tutte le aziende, va valutato il rapporto tra i costi e i ricavi. La fotografia patrimoniale di Atac ci dice che nel 2015 il bilancio chiudeva con una perdita di 80 milioni mentre nel 2014 era di 120. Questo significa che c'è margine per migliorare la situazione economica. Da un lato vanno tagliati gli sprechi, prevalentemente consulenze ed esternalizzazione di servizi che possono essere gestiti anche all'interno. Dall'altra aumentati i ricavi: i dati sull'evasione ci dicono che perdiamo 100 milioni di euro all'anno. 

Come?

Nel breve periodo introducendo tornelli in uscita nelle stazioni metro e aumentando i controllori su tutto il servizio. Nel medio periodo, invece, va introdotta la salita anteriore sui bus e il biglietto elettronico sul modello della Oyster Card di Londra. In questo modo la tariffa può essere personalizzata in base a una serie di parametri come, per esempio, il chilometraggio. Può essere acquistata con una App sul cellulare o utilizzata come una card prepagata. È possibile anche controllare i flussi di traffico e ipotizzare, per esempio, sconti in alcune fasce di tempo per scaricare di 'traffico' quelle più dense.    

Acea?

Cercherò di rispondere senza scatenare i mercati... La questione è semplice: c'è stato un referendum che è stato completamente disatteso. Acea è una spa quotata in borsa, nessuno sostiene che non debba fare profitti. Però, per esempio, potrebbe fare investimenti. I dati stimano che i due terzi dell'acqua che transita sulle reti non vengano erogati. L'acqua, inoltre, va considerata un bene pubblico essenziale: i distacchi, anche a famiglie con bambini piccoli o disabili, sono inaccettabili. Miglioramento del servizio e tutele agli utenti e ai lavoratori: chiederemo al management di concordare con questa visione. 

Giovedì non si è presentata al confronto tra i candidati organizzato dai costruttori romani. Sabato ha partecipato a quello che si è tenuto al Cinema Palazzo occupato a San Lorenzo. Un caso o una linea programmatica?

Assolutamente no. Oltre ad essere un candidato sindaco sono anche una persona: si sono accavallati degli impegni e per me è stato impossibile partecipare. Anche i miei avversari hanno saltato degli incontri. Mi dispiace che abbiano strumentalizzato questa mia assenza.

Ma è disposta ad incontrare i costruttori?

Certo. Ho già dato disponibilità ad un altro incontro. Nessuno vuole bloccare il settore dell'edilizia. Va semplicemente cambiata la prospettiva. Consumo di suolo zero e riqualificazione dell'esistente, queste le linee da seguire. Penso alla ristrutturazione energetica degli edifici, alla messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico, agli argini del Tevere. Il tutto con l'aiuto dei fondi dell'Unione europea. Puntiamo ad un'edilizia diversa rispetto a ciò a cui abbiamo assistito fin'ora. I dati Istat parlano di oltre 100 mila alloggi costruiti e invenduti. Forse possiamo dire fuori dai denti che non serve realizzare nuove case. 

A proposito di case sfitte. Qual è la prima cosa che farebbe da sindaco per dare una risposta all'emergenza abitativa?

Ripristinare la legalità nel settore delle case popolari. Poi recuperare gli alloggi disponibili del Comune di Roma e valutare come far rientrare nel mercato queste case già costruite. 

Per riportare la legalità, proseguirete con sfratti e sgomberi nelle case popolari?

Quando si parla di emergenza abitativa si parla di diritti, ma anche di drammi. So perfettamente che una famiglia che occupa lo fa perché ha bisogno. Ma per ognuna di queste ce n'è una che rimane ingiustamente in attesa. Inoltre, sulle occupazioni delle case popolari, ci sono operazioni poco chiare da verificare. Vogliamo agire secondo la legge. 

Sfratti, debito, assunzioni. Sembra che non si possa amministrare Roma senza il sostegno del Governo. Teme un difficile rapporto con il Governo Renzi?

Tra persone oneste non ci dovrebbe essere nessun problema. Anche se non è stato eletto da nessuno, il premier dovrebbe sapere che deve aiutare Roma indipendentemente dal colore politico del sindaco. Se è onesto lo farà, altrimenti si prenderà le sue responsabilità. 

Giachetti ha affermato più volte di essere un candidato“più di rottura”rispetto al M5S. Cosa risponde?

Non commento quasi mai i pensieri degli altri candidati. In questo caso rilevo semplicemente che è lui che si sta presentando con il partito di Mafia capitale. 

Salvini ha affermato che in un eventuale ballottaggio tra lei e Giachetti voterebbe per lei. Accetta volentieri i suoi voti?

Come sopra, non commento. Noi continuiamo la nostra campagna elettorale, poi ognuno è libero di votare come vuole. 

Teme che il caso Pizzarotti possa danneggiare la sua corsa verso il Campidoglio?

Assolutamente no. 

È d'accordo con la sua sospensione?

È un problema di trasparenza. 

Presenterà la sua squadra prima delle elezioni?

Se riesco si, ci stiamo ragionando. 

Per concludere, in caso di vittoria, come si immagina il Campidoglio a Cinque stelle?

Il nostro obiettivo è portare i cittadini all'interno delle istituzioni. Aumenteremo la trasparenza e gli strumenti di partecipazione e di controllo diretto da parte dei cittadini. Svilupperemo capacità di ascolto ai bisogni della città aprendo canali di comunicazione come, per esempio, la possibilità di presentare delle petizioni on-line. Questo non significa che faremo tutto quello che ci chiedono. Ristabiliremo quel rapporto di fiducia tra amministratori e amministrati che oggi manca. 

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