Marino, è finito il tempo delle chiacchiere: giovedì il libro e la verità sulla ricandidatura

Attesa a sinistra per il "libro esplosivo". Non solo per i contenuti della pubblicazione. L'ex primo cittadino dirà cosa vuole fare anche in campo elettorale: apprensione nel Pd, a sinistra si teme la frammentazione

Nel Pd romano se lo sono segnato sul calendario: giovedì Ignazio Marino presenterà il suo libro 'Un marziano a Roma'. E non solo per i contenuti della pubblicazione nella quale l'ex sindaco, uscito di scena in piena rottura con il Pd, potrebbe essersi tolto qualche sassolino dalla scarpa. Ma anche perché l'appuntamento alla Feltrinelli di via Appia sarà l'occasione per Marino per sciogliere definitivamente le riserve sulle sue intenzioni elettorali. 

I sondaggi vedono Roberto Giachetti, insieme alla pentastellata Virginia Raggi, favorito per arrivare al ballottaggio. Ma la corsa di Marino potrebbe indebolire i consensi raccolti dal vicepresidente della Camera accorciando le distanze con il centrodestra di Giorgia Meloni. Le questioni giudiziarie aperte in merito alla vicenda degli scontrini fanno pensare che Marino, alla fine, non farà mai il grande passo. Ma l'appello ai romani lanciato sulla sua pagina Facebook per invitare alla presentazione del libro non chiudono del tutto la porta a questa eventualità. L'ex primo cittadino parla delle buche, della manutenzione dei trasporti, dei marciapiedi. “Per fare tutto questo serve una mobilitazione generale, una corsa ad un nuovo civismo. Dobbiamo parlarne tutti insieme per fare di Roma una vera capitale d'Europa” spiega nel video. Marino parla da candidato. 

LA SITUAZIONE - Otto candidati a sindaco in cerca d'autore

La sinistra rischia l'effetto 'centrodestra'. La discesa su Roma del 'marziano' potrebbe ulteriormente frammentare l'offerta elettorale piuttosto che, come sperato da alcuni, farla convergere in un progetto comune. Giachetti è in corsa, incoronato dalle primarie, e favorito al ballottaggio. L'ipotesi che la sinistra possa convergere su di lui non sembra possibile. A sinistra c'è Stefano Fassina. L'ex ministro però non ha unito la sinistra romana, soprattutto una parte consistente di Sel che, prima con Massimo Bray e poi con Ignazio Marino, ha sempre guardato con favore la possibilità di convergere su un candidato più inclusivo. La candidatura di Marino potrebbe dividere ulteriormente, attirando il sostegno di una parte di Sel mentre un'altra parte rimarrebbe a sostenere Stefano Fassina. 

L'ex viceministro dell'Economia il 2 e 3 aprile prossimo aprirà 100 banchetti in tutta la città per presentare il programma e non ha nessuna intenzione di lasciare il campo. “Noi andiamo avanti, abbiamo dato sin da gennaio la disponibilità a fare le primarie con altre candidature che si rendevano disponibili per un progetto di cambiamento radicale” ha affermato venerdì scorso intervistato ai microfoni di Radio Cusano Campus. “E' evidente se ci fosse un ingresso in campo a questo punto senza coordinamento credo che non farebbe bene a nessun progetto, neanche a quello di Ignazio Marino”.

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