Fassina spara su Renzi e il Pd. Orfini lavora alla pace

Il candidato sindaco di sinistra italiana attacca Renzi e il Pd. Parole più morbide da parte del commissario Orfini che annuncia un incontro per la settimana prossima

Senza Sel, ma forse ancora per poco. Oggi al Brancaccio con l'assenza di Susi Fantino e Andrea Catarci si è celebrata la rottura ufficiale del centrosinistra. Potrebbe però durare poco. Se Stefano Fassina infatti continua a parole a sparare a zero sul Pd e su Renzi, dall'altro la settimana prossima le forze che lo sostengono incontreranno Matteo Orfini. La sua candidatura a sindaco potrebbe saltare quindi o meglio passare per le primarie e dalla sfida a Roberto Giachetti. Lo sperano i presidenti di municipio che oggi hanno lanciato #perRoma, lo auspica Matteo Orfini che ha annunciato per la settimana porssima l'incontro.

"La giornata di oggi", ha commentato il commissario Pd, è importante e utile ad aprire e continuare la riflessione in questa città. Stiamo costruendo una coalizione, ieri c'è stato il primo incontro del tavolo con le altre forze politiche per le primarie, il cantiere del centrosinistra per noi rimane aperto fino all'ultimo momento e siamo pronti a discutere di tutto, idee, programmi e progetti: alcune altre forze politiche ci hanno lanciato una sfida, ci siamo sentiti e abbiamo deciso di provare a incontrarci la settimana prossima". 

Orfini oggi è stato tra i più fotografati. Con lui anche Stefano Fassina che, come ormai da prassi, ha sparato a zero su Renzi e il Pd: "Renzi ha deciso di tagliare le gambe all'amministrazione Marino, ha negato i fondi del Giubileo fin quando è stato sindaco Marino e li ha sbloccati con l'arrivo di Tronca, ha mandato i consiglieri comunali del Pd dal notaio insieme a quelli del centrodestra, quindi èun dato politico l'inesistenza del centrosinistra a Roma". 

"Vorrei segnalare", continua Fassina, "che mentre il dato politico di un Pd di rottura nel centrosinistra è un dato consolidato, in questi giorni viene fuori che il Pd rompe anche dentro al Pd, perchè i sono autorevolissimi esponenti del Pd che stanno valutando se misurarsi con Roma ma al di fuori del Pd e delle primarie- ha aggiunto Fassina- Mi riferisco a Marino e a Bray, due esponenti Pd, e credo che il Pd dovrebbe farsi qualche domanda nel momento in cui suoi autorevoli esponenti per valutare se misurarsi su Roma intendono farlo al di fuori del Pd e delle primarie. Credo sia un dato politico su cui il Pd dovrebbe riflettere". 

In merito alle linee programmatiche per la Capitale, "noi guardiamo al futuro e per farlo abbiamo proposto dieci domande, da un referendum a Roma per far scegliere i cittadini romani tra le Olimpiadi e gli investimenti delle risorse previste per i Giochi per la mobilità, i campi sportivi nelle periferie, per l'emergenza abitativa- ha sottolineato il leader di Sinistra italiana- Abbiamo chiesto di rivedere il progetto a Tor di Valle, perchè è un'enorme speculazione edilizia, coperta con la foglia di fico dello stadio di Pallotta. Noi siamo favorevoli allo stadio della Roma, non siamo d'accordo a fare le speculazioni edilizie perchè Roma è stremata. Abbiamo detto che non va bene privatizzare gli asili nido e non abbiamo ottenuto risposta dal Pd. Sono questioni sulle quali si gioca il futuro di Roma, non riceviamo risposte in un contesto in cui il Pd di Matteo Renzi si è assunto la responsabilità di distruggere il centrosinistra a Roma". 
 

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