Comunali, così il Vaticano ha abbandonato Alemanno

A parlare è Gianluca Scarnicci, consigliere dei rapporti con la Santa Sede di Gianni Alemanno. A deludere i cattolici: "Politiche sociali sui rom" e "quoziente familiare"

Dall'apertura alle coppie di fatto alla prudenza con cui era intervenuto nelle polemiche scoppiate in occasione della 'Marcia per la vita', diversi articoli diffusi mezzo stampa davano il candidato del centrosinistra mal visto davanti agli occhi del Vaticano. Non è andata così. Lo ha rivelato Gianluca Scarnicci, consigliere dei rapporti con la Santa Sede di Gianni Alemanno, presente al Tempi di Adriano lunedì scorso. “Qualche mese fa da ambienti vaticani mi arrivò il suggerimento di stare tranquillo, di vedere cosa succedeva e chi veniva dopo. Così ho iniziato a dare una mano a Ignazio Marino”.

Scarnicci, 46 anni, membro senza portafoglio del gabinetto di Alemanno, con cui ha collaborato fin dai primi giorni dopo l'elezione nel 2008, aveva già svolto questo ruolo dal 2003 al 2008 con il presidente Pd della Provincia di Roma Enrico Gasbarra. Ai giornalisti dell'Ansa che lo hanno interpellato Scarnicci ha spiegato che Alemanno “pensava di avere un rapporto più diretto con la Curia” assegnando un assessorato a Gianluigi De Palo, presidente delle Acli romane. “Ma non è stato così” racconta Scarnicci. “Dopo un rapporto inizialmente amichevole, con De Palo c'è stata una rottura totale e sono stato esautorato”.

In particolare, quello che non è piaciuto alle associazioni cattoliche, sono state le politiche sociali di Alemanno. “Non andava e non piaceva la sua politica specie sui rom con sgomberi sbandierati come quello del campo di Tor de Cenci, che però non hanno risolto nulla perché la gente resta per strada”. Come non ricordare a riguardo la posizione assolutamente contraria dell'allora ministro del governo Monti, Andrea Riccardi, di fronte ai manifesti diffusi da Alemanno e dal vicesindaco Belviso sullo sgombero del campo rom di Tor De Cenci.

Un tema, quello delle politiche sull'accoglienza verso i cittadini rom, che è sempre stato delicato tra l'inquilino del Campidoglio e le associazioni cattoliche. Anche Francesco Rutelli andò in rotta di collisione con l'allora responsabile della Caritas Monsignor Luigi Di Liegro per la vicenda dei campi autorizzati e a numero chiuso.

Secondo Scarnicci nemmeno il quoziente familiare ha convinto i cattolici: “Insufficiente perché se poi fai pagare il biglietto del bus un euro e cinquanta, a che serve?”. Insomma, accusa Scarnicci, “avevamo creduto di poter cambiare le cose, ma siamo rimasti delusi. Alemanno, che è un cattolico sincero, ha mostrato rispetto esteriore per le gerarchie ma non sono seguiti i fatti. Ha fatto le ultime settimane di campagna elettorale parlando di famiglia, difesa della vita e valori cattolici ma poi alle buche nelle strade, ai problemi quotidiani della gente, ad una città sempre meno solidale chi ci pensa?”. Poi la conclusione: “Alemanno pensava di avere in mano il mondo cattolico, invece le grandi associazioni come Acli e Unitalsi si erano allontanate. Come si è visto alle elezioni”.

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