Pierluigi Sernaglia, candidato del Partito Democratico al Comune di Roma

Tutte le informazioni sull'aspirante consigliere comunale del Pd

Sito web: www.pierluigisernaglia.it

Sono nato al Tufello di Roma, il 23 maggio 1975 sotto il segno dei Gemelli. Laureato in Scienze Politiche, single, romanista, socialista, lavora come impiegato alla Cassa nazionale previdenza e assistenza dottori commercialisti ed è delegato sindacale della Uilpa.

Prima di candidarmi in Consiglio Comunale a Roma nel Pd, alle elezioni del 2013, sono stato dirigente nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti, della Rosa nel Pugno e assistente parlamentare presso il Gruppo Misto del Senato della Repubblica.

- I motivi che hanno spinto alla candidatura

Ho deciso di candidarmi al consiglio comunale di Roma per le elezioni del 26/27 maggio perché   a memoria di romano, non mi viene in mente un sindaco più inconcludente di questo.  Ho scelto di correre con il Pd perché per me significa innanzitutto Partito dei Diritti: dei lavoratori, degli studenti, dei precari, dei pensionati, dei commercianti, degli imprenditori, degli stranieri, dei carcerati, della comunità LGBT. D’altronde questo è il tempo della globalizzazione, della rivoluzione tecnologica e scientifica ma anche della povertà, dell’ingiustizia sociale, dell’inquietudine rispetto al futuro.

- Tre proposte per il territorio

IMPRESA E LAVORO: Le periferie al centro. Avviare uno sviluppo urbano modernamente integrato che valorizzi l’identità, la socialità, la capacità di creare impresa e partecipazione dal basso attraverso il recupero delle periferie urbane che può diventare una straordinaria opportunità per creare ricchezza, promozione culturale e sociale, partecipazione e qualità della vita grazie al coinvolgimento di cittadini alle scelte urbanistiche e alla loro, pratica, attuazione.

DIRITTI CIVILI:  Semplificazione delle procedure per il rilascio dei permessi di soggiorno. Istituzione del registro delle Unioni Civili, favore il riconoscimento della cittadinanza attraverso il principio dello Jus soli

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CASA:  Prevedere un Piano Straordinario, in accordo con Comune e Governo, per affrontare l’emergenza abitativa a livello regionale e comunale. Tale piano, da realizzare con urgenza, dovrà contemplare sia il riuso del patrimonio e del demanio pubblico attraverso la realizzazione di “progetti speciali”, che l’acquisizione del patrimonio privato sfitto e/o inutilizzato. Prevedere una tassazione progressiva sugli immobili invenduti oppure una disponibilità a cedere alle amministrazioni alloggi in affitto da destinare all'emergenza abitativa. Istituire per ogni municipio la “Casa dello sfrattato” per tamponare la fase di transizione da casa a casa. Destinare almeno il 50% delle aree 167 all’Edilizia Residenziale Pubblica sovvenzionata.

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