La crisi del Pd e i riflessi sul Campidoglio: da Sel ai centristi si tirano le fila

L'implosione dei democratici avrà ripercussioni sulla corsa di Marino? Da Smeriglio a Gentiloni solo smentite. Tra i centristi però i mal di pancia sono tanti e la tentazione Marchini è sempre dietro l'angolo

Dal Presidente della Repubblica al sindaco di Roma. Dopo l'implosione del Pd della settimana scorsa e la rottura dell'alleanza con SEL, sono in tanti a chiedersi se ci saranno conseguenze per la corsa di Ignazio Marino. Dato in vantaggio nei sondaggi, il candidato di 'Roma Bene Comune' potrebbe uscire indebolito dall'elezione del Capo dello Stato. Già prima di giovedì infatti tanti erano già prima i mal di pancia dell'area cattolica e renziana che ammiccava, più o meno apertamente, ad Alfio Marchini. Dopo la bocciatura di Marini e Prodi, l'aria del rompete le righe è diventata evidente. L'impallinamento del Professore inoltre, con la conseguente elezione di Napolitano, ha sancito la rottura con Vendola e i suoi. Insomma, a poco più di un mese, ce n'è abbastanza per far tremare le gambe a tanti democratici, Ignazio Marino in testa.

MARCHINI E SMERIGLIO - Non sono casuali due prese di posizione. La prima, di sabato, è di Alfio Marchini. L'ingegnere, sfruttando il clamore della bocciatura di Prodi, faceva sapere: "Vendola si accorge di come nel PD sembra sia divenuto prioritario regolare i conti interni piuttosto che occuparsi delle priorità dei cittadini, accusando il PD di aver trasformato l'elezione del Presidente delle Repubblica in un congresso. Meglio tardi che mai. Per questo ritengo che il voto a Ignazio Marino (nulla di personale) sia un voto utile solo a resuscitare Alemanno. Emerge infatti da tutti i sondaggi che al ballottaggio Marino verrebbe sconfitto anche dal sindaco uscente, ed è forse per questo che sento crescere intorno a noi un consenso sempre più forte".

Ieri mattina invece, in un'intervista a Repubblica, ci ha pensato Massimiliano Smeriglio a mettere a tacere le voci di una rottura di "Roma Bene Comune", la coalizione che sostiene Marino. "Difendere a Roma il campo del centrosinistra è la risposta migliore al senso di smarrimento che attraversa il nostro popolo", spiega Smeriglio che aggiunge che "Quando nel 2001 Rifondazione e l'Ulivo ruppero l'alleanza, a livello romano vincemmo le elezioni con Veltroni. E in quel caso eravamo più lontani di adesso, dal punto di vista culturale. Oggi Sel è un partito di governo, nessun ritorno alla nicchia del radicalismo, insiste convintamente e testardamente sul campo del centrosinistra". Il vice presidente della Regione Lazio spiega poi come "l'eccentricità, il profilo civico della candidatura di Marino offre un'alternativa anche ai delusi del Pd".

MANOVRE AL CENTRO - Anche nel Pd capitolino è in atto un vero e proprio terremoto. La destituzione di Miccoli - ufficialmente per imcompatibilità con la carica di parlamentare -, nasconde in realtà il regolamento dei conti tra i renziani e il resto del partito. Renziani che oggi ufficializzeranno la loro presenza a Roma, prensentando alla stampa i propri candidati, fatto questo sinora mai accaduto e che ieri, al momento dell'annuncio su twitter ha fatto tremare più di una persona. Gentiloni questa mattina ha però definito a Repubblica "senza senso" le voci che vogliono i renziani in rotta con Marino e proiettati verso Marchini. Il terzo classificato alle primarie ha però invitato Marino a riposizionare l'asse della coalizione, guardando verso il centro.

MARCHINI A GENTILONI - Anche sull'onda di queste dichiarazioni Alfio Marchini si è spinto a dichiarare: "Paolo Gentiloni è un caro amico. Abbiamo lavorato insieme ormai vent'anni fa. So bene lui come la pensa e so bene che la sua posizione è assolutamente minoritaria tant'è che ha avuto un risultato assolutamente inferiore alle sue aspettative. Gli chiedo sempre che fa...forse dovrebbe fare altre scelte". E alla domanda "Vorrebbe Gentiloni", risponde: "Sicuramente sì - risponde Marchini - e l'ho detto anche a lui, noi siamo amici. Abbiamo un rapporto di stima reciproca, ma capisco che lui è una persona molto corretta e rispetto assolutamente il suo tentativo, ahimé vano".

"Io parlo a tutti coloro che amano questa città, disillusi da esperienza di Alemanno e che oggi non trovano nel Pd una risposta vera, perché trovano ancora una volta un Pd che nei momenti di difficoltà si arrocca in posizioni identitarie di sinistra, perdente per definizione - premette Marchini -. Forse, forse arriveranno anche al primo turno ma al ballottaggio perdono. Io questa gioia di perdere non la condivido perché se uno deve fare una battaglia deve farla per vincere".

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