Comunali, Gentiloni scende in campo: "Alla sinistra servono idee e proposte"

Il candidato "renziano" alle primarie del centrosinistra ha iniziato la campagna elettorale

Trasparenza. Inclusione. Futuro. Sono queste le tre parole d'ordine con cui Paolo Gentiloni, deputato del Partito democratico e candidato alle primarie del centrosinistra per la carica di sindaco di Roma, ha iniziato la sua campagna elettorale. Come ha spiegato nel corso della conferenza stampa nella sede del suo comitato in via delle Botteghe Oscure, a pochi passi dal Campidoglio: "Non possiamo limitarci a constatare la crisi di Alemanno ma mettere in campo proposte e idee del centrosinistra per governare questa città". Ecco il più grande errore di Alemanno: "Non aveve un progetto per la città e una squadra adeguata a governare". Lo slogan scelto allude a una rinascita: "Roma riparte. Qui". Dove il "Qui" è simboleggiato dal tecnologico "cursore" che indica la località cercata sulle mappe di google.

Il clima è quello di un periodo elettorale intenso (Gentiloni nel Lazio è anche candidato alla Camera) che continuerà anche dopo la scadenza elettorale delle politiche e delle regionali. Nonostante ciò però "le primarie sono irrinunciabili". Il "renziano" Gentiloni non ha nascosto nemmeno la sua visione sugli equilibri nazionali: "Sono un sostenitore dell'alleanza di governo tra il Pd e Monti, al di là dell'autosufficienza in Senato credo sia questo l'assetto migliore per la governabilità del Paese". Una posizione netta dalla quale però preferisce tenere le distanze dalla competizione comunale: "Roma non deve essere un gadget aggiuntivo sul tavolo delle trattative".

"Priorità delle priorità" per Paolo Gentiloni è la trasparenza. Due gli impegni concreti: "Il primo atto sarà l'approvazione di una delibera che imponga all'amministrazione di pubblicare on-line tutte le informazioni sui compensi, sulle consulenze e sugli appalti accompagnato da un sistema di open data che tutti i cittadini potranno consultare". Per sintetizzare Gentiloni si appoggia all'americano "Freedom of information Act".

Informatizzare l'amministrazione per Gentiloni è un dovere urgente: "Nominerò un responsabile dell'innovazione digitale" che non sarà un "assessore delegato agli appalti nel settore informatico". Anche qui il parallelo è con quanto accaduto negli Stati Uniti "ormai 20 anni fa" quando Bill Clinton affidò al suo vice Al Gore la responsabilità di informatizzare gli Stati Uniti. Secondo impegno per perseguire la trasparenza è la riduzione dello staff: "Alemanno ha riempito il Campidoglio del più alto numero di consulenti esterni" spiega.

Per rendere Roma invece più "includente" è invece necessario alleviare "la fatica di vivere in questa città": il sistema dei trasporti. Perchè "l'obiettivo deve essere quello di rendere il trasporto pubblico una scelta per la maggioranza e non una costrizione per la minoranza". Anche qui un progetto da sottoporre all'attenzione dei giornalisti: sviluppare il sistema dei tram, "meno costosi e più veloci di realizzare rispetto alle metropolitane", in particolare chiudendo l'anello tramviario "che da Piazza Argentina dovrà arrivare su via Labicana passando per via dei Fori Imperiali che dovrà essere pedonalizzata".

Sempre sotto alla voce "Inclusione" Gentiloni manifesta grande attenzione al sociale e al welafare. In questo campo, per la presentazione della proposta concreta si guarda all'Europa. "Propongo una Baby Golden Rule, affinchè gli investimenti per i servizi ai bambini vengano sottratti ai patti di stabilità: è la nostra piccola rivoluzione da cui muovere per rinnovare l'azione di governo che progetta il futuro".

Ed è proprio il "Futuro" la terza parola d'ordine del programma di Gentiloni. "La Roma di Alemanno è una città senza progetti per il futuro e una città globale non può essere a progetti zero". Tra le propose un "Villaggio delle Star Up" ma soprattutto lo sviluppo dell'Aeroporto di Fiumicino che "per Roma è quello che era un tempo la Fiat per Torino: 150 lavoratori, se consideriamo anche l'indotto". Positivo per Gentiloni che il governo abbia concesso l'aumento delle tariffe alla società che lo gestisce, Aeroporti di Roma, che permetterà entro il 2015 di sbloccare 2,6 miliardi per la realizzazione del molo C.

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