Elezioni Municipio IX (ex XII): intervista al candidato Andrea Santoro

Consigli municipali on line, bilancio partecipato, case della partecipazione e trasparenza su bandi e redditi. Il programma di Andrea Santoro (Pd) "sarà tutta un'altra cosa" raccontato a Romatoday

Abbiamo intervistato il candidato del Pd per l’ex Municipio XII, sul programma elettorale “sarà tutta un’altra cosa”, che ha recentemente presentato. Dalla mobilità alla trasparenza, dal bilancio partecipativo ai progetti di riqualificazione urbanistica, Andrea Santoro ha spiegato il progetto del centro sinistra per riconquistare il territorio.

Andrea Santoro, tra i disagi maggiormente avvertiti dai residenti, in un municipio molto vasto e differenziato, c’è quello della mobilità. Quali sono i nervi scoperti e quali le soluzioni a cui hai pensato?
Noi dobbiamo investire tutto sul trasporto pubblico. Non ci è più concesso di considerare la mobilità essenzialmente in termini di spostamenti di mezzi privati, per un motivo economico, poiché non ci possiamo più permettere di sostenerlo sul piano dei costi e dell’inquinamento. E poi perché dobbiamo dare alle persone la possibilità di riappropriarsi degli spazi. Cioè dobbiamo provare ad eliminare sempre di più il traffico privato dalle strade, soprattutto di quartiere, dando ai cittadini la possibilità di spostarsi attraverso piste ciclabili e percorsi pedonali, cosa che significa molto: riappropriarsi, appunto,  del quartiere.

Riappropriarsi del proprio quartiere, fa pensare alla necessità di incoraggiare partecipazione e condivisione e nel logo che hai scelto per la tua campagna elettorale è raffigurata una tavola rotonda. Qual è il messaggio che vuoi veicolare?
Mi piacerebbe portare l’etica e la partecipazione in questo municipio. Quando parlo di etica, intendo responsabilizzare al massimo  gli amministratori. Faccio tre proposte che saranno quelle che metteremo per prima in pratica. Gli amministratori dovranno pubblicare on line i redditi, lo stato patrimoniale, e certificato penale. Ci sarà il divieto assoluto di accettare i regali di valore superiore ai 100 euro e poi le riunioni del Consiglio municipale sul web. Questo significa responsabilizzare gli amministratori e abituarli alla cultura della legalità. L’altro aspetto è quello che coinvolge i cittadini. Io ritengo che i cittadini si innamorino del proprio territorio, quando vedono che una loro idea è realizzata nel proprio quartiere. Questo consente di vivere il territorio, averne il controllo anche sul piano della sicurezza, e poi avere la consapevolezza che l’amministrazione non è soltanto chi deleghiamo nelle istituzioni, ma è di tutti.

Si, ma concretamente di cosa stiamo parlando?
L’idea è quella di dotare ogni quartiere di case della partecipazione: locali pubblici dove i cittadini possano conoscere innanzitutto il bilancio del Municipio XII: cioè quelle che sono le entrate e le uscite perché serve una nuova consapevolezza. All’interno delle case si potranno ideare e progettare, anche con le professionalità presenti sul territorio. In questo municipio abbiamo centinaia e centinaia di ragazzi che studiano architettura, ingegneria e vorrebbero dare il loro contributo  nella progettazione partecipata dei loro quartieri, e quindi mettere a disposizione questi luoghi serve a consentire loro di avanzare le proposte migliori per il territorio.

Dopo aver avanzato le loro proposte, i cittadini si aspettano che siano loro messe a disposizione delle risorse per implementarle. Il bilancio partecipativo diventa la conseguenza logica di questo discorso. E’ già stato fatto un tentativo, in tal senso, dalla Giunta Calzetta. Avete in mente di riprenderlo?
Il bilancio partecipativo, proprio per essere realisti, è l’unico strumento per fare le cose. O noi decidiamo che si amministra insieme ai cittadini, oppure le istituzioni in generale non riescono a dare le risposte soddisfacenti. A me piacerebbe che i i cittadini di questo municipio conoscessero quelle che sono le disponibilità e conoscendo le risorse a disposizioni, vanno trovate le soluzioni migliori, anche individuando le scadenze. Non si deve fare tutto subito, perché io sono convinto che funzionare anche comunicando ai cittadini quali sono le risorse, stilando insieme un cronoprogramma. Può funzionare.

Sul piano degli sviluppi urbanistici, questo è un territorio interessato dalla realizzazione di nuovi quartieri, da Tor Pagnotta 2 a Casal Grottoni. Una cosa che abbiamo notato è che non sempre, ai residenti, vengono corrisposti gli oneri concessori pattuiti. Dove porta questa strada?
Noi dobbiamo chiudere l’epoca del consumo e riaprire quella del riuso. Il territorio non è infinito quindi per quanto mi riguarda chiuderemo ogni possibilità su varianti urbanistiche, scelte in deroga al Piano Regolatore, una pianificazione inesistente che diventa poi speculazione edilizia come è successo in questi 5 anni d’amministrazione di centro destra, basti pensare all’housing sociale. Stop al consumo di territorio e via al riuso. Non è detto che gli interventi urbanistici prevedano il consumo di territorio. Possiamo andare a riutilizzare la città quindi anche trovare una nuova vocazione per degli spazi. Intervenire sulla città consolidata. Questo è un punto centrale del mio programma.

Uno degli ultimi lasciti della consiliatura in cui sei stato assessore, è stata la realizzazione dell’Urban Center di largo Cannella. Il degrado che ne è seguito è sotto gli occhi di tutti. Parlando di recupero, avete dei progetti anche per quell’edificio?
La premessa è che tutto il patrimonio pubblico dell’amministrazione non sarà più utilizzato come negli ultimi anni. La mia idea è di utilizzarlo principalmente per le imprese nuove che creano le ragazze ed i ragazzi del territorio: dunque spazi pubblici a disposizione per le imprese innovative, ovviamente a prezzi calmierati per il primo anno di attività. Scendendo nel particolare, Largo Cannella  è il biglietto da visita di come intendo io le cose. Quello è stato l’ultimo atto come assessore: l’aver dato ai cittadini una casa della partecipazione, dove conoscersi, trovarsi, dove progettare insieme. Purtroppo il centrodestra l’ha chiuso praticamente subito e ci ha fatto altro. Quel posto ora è degradato ed è divenuto un’offesa per gli abitanti di Spinaceto, ma sul futuro di quella struttura e di tutto l’ex centro commerciale dobbiamo trovare le soluzioni migliori, e anche urgenti, per consentire all’amministrazione di non sprecare denari pubblici. Se ci sono realtà, in quella struttura, che non fanno quello per cui sono stati assegnati gli spazi, ovviamente dobbiamo rimettervi ordine, nel qual caso, li destineremo solo alle imprese ad al lavoro. In questo momento, con la disoccupazione giovanile che c’è, non possiamo fare altro: o destiniamo tutte le energie e tutte le risorse per dare risposte a questo problema, oppure tanto vale tornare a fare altro, nella vita.

Ci sono anche altre questioni, nel territorio, che chiamano in causa la trasparenza. Mi riferisco alla gestione impianti sportivi, a detta di alcuni un po’ privatistica. Qual’ è la tua posizione al riguardo?
La mia ossessione è quella che nessuno si possa mettere in dubbio qualcosa. Mi piacerebbe che l’istituzione municipale fosse da esempio cittadino per la trasparenza e la capacità amministrativa. Tutto sarà messo a bando. Dobbiamo cancellare ogni possibile ombra, soprattutto dal patrimonio. Dall’ambito sportivo, ai mercati. Diciamo che non si deve candidare chi pensa di fare altro. Se qualcuno vuole curare interessi  personali, parallelamente all’attività di consigliere, si cerchi un altro municipio. Io su questo ci metto la faccia e non voglio  che  ci sia nessun tipo di ombra o di sospetto. Vale per come gestiremo il municipio, gli impianti sportivi, le strutture pubbliche, i mercati, tutto deve essere trasparente. Secondo me, abbiamo la possibilità di farlo, con una macchina amministrativa pronta per questo. La politica deve chiedere a quest’ultima di essere innovativa e trasparente.

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