Dalla fiction elettorale alla delusione delle liste: Paolo Moccia contro Marchini

"Sono stato osteggiato dalle stanze segrete. In quella lista ho visto cose che non mi piacciono. Mi vergogno di averci messo la faccia come volontario". Lo sfogo di quello che a lungo è stato il candidato in pectore alla Presidenza del Municipio VIII per la lista di Alfio Marchini

Ero disposto a mettere anni di impegno politico a servizio dei cittadini, ma questa possibilità non era prevista dalle segrete stanze”. Con queste parole Paolo Moccia ha ritirato la propria candidatura a Presidente del Municipio VIII nella lista di Alfio Marchini. “Il diavolo era vestito di bianco e per fortuna ne avevo intravisto le sembianze. Venerdì fino a notte fonda ho cercato di salvare, denunciando il marcio, la lista in quel Municipio, tra i più difficili di tutta Roma. Negli ultimi 10 anni vi hanno radicato la loro sede i compromessi trasversali che hanno sempre sedato le opposizioni e ingrassato le maggioranze”, ha dichiarato l'oramai ex candidato in pectore.

La causa di tale decisione, sembra essere quindi una condivisione di intenti che è andata via via sfumando, ma sono forti le accuse rivolte al candidato Sindaco di Roma Alfio Marchini e alla propria lista civica. “Abbiamo visto compiersi le peggiori cose – prosegue Mocciafinti tavoli di lavoro, nessuno schema valoriale nella scelta dei candidati, tutti appesi come carne da macello per giorni, dinamiche gratificanti solo per chi gestiva un gioco infantile. Il programma è un polpettone di copia e incolla con parole d'ordine rubate alla fiducia dei cittadini nascosto dietro l'effetto di lucciole ingannatrici”. Niente mezzi termini, dunque, per il già consigliere municipale in questa stessa circoscrizione e che anzi proprio a tale precedente incarico riconduce la causa di una sua candidatura così “osteggiata in tutti i modi brutali”, poiché “ho fatto saltare giochi ed appalti non trasparenti e portato a compimento opere come ad esempio la realizzazione della zona pedonale e i giardini Desiderio Nobels”.

“Quel che mi amareggia maggiormente è che mi vergogno di aver prestato la mia immagine a uno spot il cui messaggio politico sembrava positivo per poi rivelarsi esattamente l'opposto”, continua e conclude Moccia in una lunga nota che è stata recapitata allo stesso Marchini, ma da cui ancora non è seguita alcuna risposta.


 

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