1993 - 2013, da Rutelli a Marino comanda ancora 'Re Goffredo'

Da ieri sulla cima del Campidoglio è tornato il centrosinistra. Ignazio Marino ha vinto sulla spinta di una promessa: forte "discontinuità". Ma al suo fianco ad applaudire la vittoria c'è il pensatore del Modello Roma

“Ho creduto fin dall'inizio in questa candidatura, ma poi la scelta è stata autonoma e tutta di Marino, perché fare il sindaco di Roma è un'impresa difficile”. È questo il commento che Goffredo Bettini, 'a caldo' ha rilasciato ai microfoni del Tg La7 in merito alla vittoria di Marino a sindaco di Roma. Dopo cinque anni di governo Alemanno sulla cima del Campidoglio torna il centrosinistra. E Bettini, considerato la 'mente' di quel Modello Roma che caratterizzò il successo delle precedenti amministrazioni ma anche l'ideatore della candidatura di Marino, non può che tracciare, soddisfatto, la parabola di quel centrosinistra che prima di Alemanno aveva governato Roma per quindici anni e che ora è pronto a riprendere le redini della Capitale.

Certo, Marino ha funzionato anche per “una certa irregolarità del candidato” per usare le parole dello stesso Bettini. “Un uomo che ha dato una visione”. Ma lo sguardo non è solo rivolto al futuro. “Con Marino c'è una stima di lunga data e penso che a Roma noi funzioniamo quando mettiamo in campo l'innovazione politica, lo fece Rutelli nel '93, Veltroni lo fu dopo, adesso lo è Marino” ha commentato Bettini a La 7. Insomma il centrosinistra, dopo la sonora sconfitta di cinque anni fa, rinasce dall'outsider Marino, ma a pensare alla Roma di domani c'è ancora lui, Goffredo Bettini. E che non avesse intenzione di abbandonare il suo ruolo lo si era capito qualche settimana fa quando nelle librerie è uscito un libro dal titolo 'Carte segrete' che porta la sua firma e che descrive proprio la parabola del Modello Roma con molti “spunti per il futuro”.  

Lo stesso Bettini che nel 1993, quando era segretario del Pds cittadino e capogruppo in Comune, costruì le premesse per la candidatura di Rutelli dopo le dimissioni della giunta Carraro spazzata via dalle inchieste giudiziarie. Una candidatura, quella del 'verde' Rutelli, che fu un'intuizione del 'rosso' Bettini. Lo stesso accadde per la discesa in campo di Veltroni. Bettini, negli anni, è stato descritto da analisti politici e giornalisti come il pensatore del Modello Roma ma anche come figura di sintesi e di raccordo tra il potere politico romano e i poteri forti della Capitale.

E' proprio Francesco Rutelli, il sindaco che inaugurò la stagione del centrosinistra romano nel 1993, a sottolineare questo elemento. “Gli elettori romani hanno bocciato senza appello la destra al potere di Alemanno. Ora inizia un affascinante impegno per il neo-sindaco”. Poi ha aggiunto: “Una parola di plauso va a Goffredo Bettini, che ha collaborato con intelligenza e saggezza alla riuscita di questa intrapresa”.

Casualità ha voluto che proprio domenica, uno dei simboli della Roma del centrosinistra, compisse dieci anni. Al centro della scena, sempre lui, Goffredo Bettini. “Sono trascorsi dieci anni da quando, per volontà di amministratori e uomini capaci come Goffredo Bettini, nella Capitale è nata una delle istituzioni culturali più importanti in Europa” il commento del deputato Pd Michele Meta.

“Oggi si celebrano i dieci anni dell'Auditorium di Roma. Una realtà straordinaria che ha cambiato il volto culturale della Capitale e non solo” ha scritto sul suo sito il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Ricordo benissimo quando oltre dieci anni fa mi trovai in ufficio con Goffredo Bettini appena nominato presidente di quello che in realtà era ancora un cantiere” ha scritto il presidente regionale ripercorrendo poi tutte le tappe che portarono alla conclusione dell'opera. “Ed è giusto ricordarlo: se non fosse stato per Goffredo Bettini quell'Auditorium non si sarebbe mai sbloccato o avrebbe avuto ancora anni e anni di ritardi, o forse sarebbe parte del lunghissimo capitolo dei lavori pubblici italiani incompiuti” ha concluso Zingaretti.

Insomma da ieri Roma ha un nuovo sindaco. Molto del lavoro starà nel nominare la nuova giunta. Ignazio Marino ha promesso che si comporterà come per la definizione della sua lista civica: visionare centinaia di curricula. Un vento di cambiamento, “che premierà il merito” assicura, “che non si dimentica un solo istante di chi è rimasto indietro”. Una giunta che con molta probabilità sarà al 50% composta da donne e, se le premesse verranno confermate, poco politica. Quel che è certo però è che per la vittoria di ieri sono in molti a ringraziare chi sullo stesso colle portò anche Rutelli e Veltroni.

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