Marino convince Piazza San Giovanni: "Occasione irripetibile: cambiare Roma"

All'evento di chiusura della campagna elettorale del chirurgo anche Nicola Zingaretti: "Siamo qui per dire ai romani che non sono destinati al declino"

“Siamo davanti a un’occasione irripetibile: cambiare Roma. Daje!”. Anche se non è strapiena di gente, Piazza san Giovanni, alla chiusura del discorso elettorale di Ignazio Marino, candidato sindaco per il centrosinistra, si accende in un lungo applauso di sostegno. E il chirurgo, attorniato dalla squadra di aspiranti presidenti di municipio come in una fotografia di famiglia, riesce a dare fiducia alla gente che ha davanti. Ignazio Marino, per finire la sua campagna elettorale, ha scelto la piazza delle grandi manifestazioni.

A sostenerlo sul palco, il presidente del Lazio Nicola Zingaretti, quasi a garanzia che il ‘buon esempio’ regionale si possa ripetere anche a Roma. Il neo segretario del Pd Guglielmo Epifani, invece, rilascia le sue dichiarazioni ai giornalisti sulle amministrative capitoline ma preferisce non parlare davanti ai romani. “Marino è il candidato giusto. Possiamo riprenderci il Campidoglio” conferma senza alcun dubbio.

Dalle sei di pomeriggio, una lunga fila di artisti, musicisti, attori e comici, da Nicola Piovani a Dario Vergassola, passando per Er Piotta, Alessandro Gasmann, Max Paiella, i Velvet, Giobbe Covatta si sono susseguiti sul palco per “festeggiare e sostenere il nostro candidato”. E poi, vicino al chirurgo democratico, ci sono anche gli sfidanti alle primarie David Sassoli, Paolo Gentiloni e Patrizia Prestipino. Si intravede anche Umberto Croppi, ex assessore della prima giunta Alemanno, che dopo essersi candidato a sindaco di Roma si è ritirato per sostenere proprio Marino.

Il colpo d’occhio sulla piazza non è quello che si ha di fronte alle grandi manifestazioni anche se lo spazio è ampio e la gente che ha sfidato un venerdì di sciopero dei mezzi non è poca. C’è chi ascolta la musica e balla, chi discute di politica e chi chiacchiera con i tanti candidati consiglieri e presidenti di municipio presenti ai gazebo che chiudono il grande prato su un lato. La voglia di cacciare Alemanno è forte ma la rabbia delle adunate grilline non c’è.

Nonostante le poche bandiere del Pd, mentre tantissime sono quelle decisamente più ‘civiche’ e bianche che portano solo il nome di Ignazio Marino, un gruppo di giovani assicurano orgogliosi che “il Pd è presente” e che la scelta di quelle bandiere è per dare un “segno di unità”. Marino convince per l’onestà e se gli chiedi se sono d’accordo con lui sul sostegno a Renzi iniziano a discutere tra loro ma trovano una via di mezzo confermando la “fiducia nel congresso”. Poco più in là un anziano non sarebbe d’accordo con loro. “Sono qui per non lasciare la piazza agli altri ma il Pd non mi piace”. Marino? “Tra i candidati in corsa è l’unico che riuscirei a votare” afferma confidando che il suo modello rimane la Roma di Nathan e Petroselli. E se il bianco di Marino è tanto, la macchia delle bandiere dei Verdi è compatta, c’è anche qualche bandiera ‘un po’ più rossa’ di Sel. “Sono qui per Marino. Roma è un buon laboratorio per ripartire” racconta una ragazza.

Quando arriva Nicola Zingaretti sul palco, la piazza si è già scaldata con l’intervista di Dario Vergassola al loro candidato. “Siamo qui per dire ai romani e alle romane che non è vero che siamo destinati al declino” afferma Zingaretti dal palco. “Siamo qui per dirgli con coraggio e con orgoglio che siamo convinti che Roma ce la può fare e che se si cambia a Roma si può vivere meglio”. Il governatore del Lazio, forte della sua esperienza alle ultime regionali, parla dritto alla pancia dei suoi elettori che lo interrompono spesso con lunghi applausi. “E vivere meglio vuol dire avere dei diritti riconosciuti. Avere un  lavoro, avere la dignità di vivere in una grande Capitale”. Se mai ce ne fosse bisogno, Zingaretti allontana il sentimento dell’antipolitica mettendo al centro la trasparenza e il merito: “Non è vero che siamo tutti uguali. Ignazio ti chiediamo di dare forza e dignità a questa città”.

Dopo Zingaretti, Marino parla a lungo sul palco. Si rivolge direttamente ai romani, li ringrazia, gli chiede di convincere gli indecisi ad andare a votare. “Ora è il momento di dire basta! Roma deve rinascere”. Il paragone sono i “lunghi cinque anni che ci hanno sfinito”. Quelli di Alemanno, s’intende. “E’ il momento di far sentire in Campidoglio la voce della gente, la voce di questa piazza, la voce di una città pulita e onesta che ha voglia di cambiare le cose”. Marino guarda dritto a Palazzo Senatorio e si dice sicuro che sarà il prossimo sindaco. Parla di rifiuti, di trasporti, di servizi, si sofferma sul diritto al lavoro. E’ molto applaudito. “Ho bisogno della vostra opera di controllo per rendere il Campidoglio una casa di vetro. Roma deve diventare una città facile da vivere, una città che ci assomigli. Dipende solo da noi”.  

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