Da Caltagirone a Marchini, cinque anni dopo serve ancora discontinuità

A cinque anni di distanza la parola 'discontinuità' torna ad influenzare la campagna elettorale romana

Le parole sono importanti. Soprattutto quando sono molto attese e determinanti come quelle dell'imprenditore Alfio Marchini. Politicamente parlando, la presa di posizione di ieri dell'imprenditore era la notizia più attesa della giornata. La scelta potrebbe rivelarsi davvero determinante in vista del ballottaggio. “Serve discontinuità”. Sono queste le parole scelte dall'imprenditore per aprire la porta a Ignazio Marino e allontanare l'ipotesi di una sua alleanza con Alemanno.

Ecco che a distanza di cinque anni la parola “discontinuità” torna a influenzare le sorti delle elezioni romane. Nel 2008, a pochi giorni dal ballottaggio tra Rutelli e Alemanno, era stato l'imprenditore più influente della Capitale, Francesco Gaetano Caltagirone, a pronunciare quella parola: “Serve una grande discontinuità con la fase attuale” aveva affermato a Siena a margine dell'assemblea dei soci della Monte dei Paschi. E pur non avendo preso posizione esplicita, “sono due candidati di grande valore” aveva affermato, discontinuità è stata.  

Pura casualità? Molto probabilmente si. Certo è che quando Marchini ha annunciato che sarebbe sceso in politica sono in molti ad aver pensato che dietro ci fosse lo zampino del costruttore. “Sono molto amico di Francesco Gaetano Caltagirone” ha spiegato più volte Marchini ai giornalisti, che hanno insistito abbastanza su questo frangente, negando però che la sua candidatura fosse un “favore” al costruttore. “Anzi” ha affermato più volte lasciando intendere che il facile legame tra i due avrebbe creato più problemi che favori.

Rimane il fatto che il quotidiano edito da Caltagirone, Il Messaggero, ha lasciato ampio spazio a Marchini punzecchiando invece su più fronti il candidato democratico Ignazio Marino. Un caso su tutti l'articolo pubblicato dal quotidiano romano sulla gestione dell'Ismett, il Centro trapianti di Palermo, gestito per qualche anno dallo stesso Marino. Una notizia datata, e per Marino “ormai chiusa” tanto che il candidato democratico ha promesso querela, ma che ha occupato comunque per qualche giorno le polemiche politiche e la discussione elettorale. Non un attacco gratuito: Ignazio Marino, in occasione dell'assemblea per il rinnovo del cda, in qualità di azionista si era schierato contro il rinnovo “a pochi giorni dall'elezione del nuovo sindaco”. Un'intromissione che non deve essere piaciuta al maggiore azionista privato di Acea, Caltagirone. Chissà se riusciranno a fare pace.

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