Comunali, parla Prestipino: "Io vicesindaco? A chi non piacerebbe"

Intervistata da RomaToday l'ex assessore provinciale smentisce l'ipotesi ma non nasconde la sua propensione. E sulla vittoria elettorale: "Straordinaria, ma me l'aspettavo"

In molti la indicano come prossima vicesindaco a fianco di Marino. Lei smentisce: “Nessuno me lo ha proposto”. Ma non nasconde: “A chi non piacerebbe”. Per Patrizia Prestipino, “renziana della prima ora”, ex assessore provinciale ed ex presidente del IX municipio (ex 12), prima a scendere in campo per le primarie che hanno poi incoronato Marino, quella di ieri è stata “una vittoria straordinaria”.

Per la prima volta nella storia tutta la città, dal Campidoglio ai municipi, è governata dal centrosinistra. Un commento a caldo?

È stata una vittoria straordinaria anche se non mi ha sorpresa. Me lo aspettavo. Dopo una campagna elettorale vissuta tra la gente ho sentito crescere l'esigenza di cambiamento. La città non aveva più fiducia in Alemanno e contemporaneamente cresceva quella verso un candidato che ha saputo parlare alla città. Prima di sapere il risultato ho fatto una scommessa: avremmo vinto in tutti i municipi. E ho avuto ragione. Detto questo rimane pesante la bocciatura di Alemanno. Non si è mai visto che un sindaco uscente perda così tanti voti.

L'astensionismo è stato uno dei protagonisti di queste elezioni. Quali sono secondo lei i motivi?

Marino al secondo turno ha preso più voti. Credo che molti di quelli che non sono andati a votare sono elettori di Alemanno.

La causa dell'astensionismo quindi è solo da ricercare in questa disaffezione verso Alemanno?

L'astensionismo è un dato fisiologico che si verifica in tutta Europa. Però è vero che in una città appassionata come Roma deve far riflettere la politica. E di certo pesa anche lo spettacolo non proprio accattivante delle larghe intese al governo. Marino ha la possibilità di riconquistare la fiducia dei romani in questi cinque anni. Un compito che grava anche sul Pd.

Lei è stata molto polemica nei confronti del Pd durante la campagna elettorale tanto da ritirare la sua candidatura. Dopo questa vittoria, si deve ricredere oppure pensa ci sia molto lavoro da fare nel suo partito?

Non sono stata così critica. Ho ritirato la mia candidatura perché non c'erano le condizioni di base e l'agevolezza per continuare con la mia candidatura che era fuori corrente. Ma sono contenta di come ho contribuito all'elezione di Marino. Molti giovani consiglieri municipali eletti sono entrati nell'agone politico grazie a me. Giovani liberi che non avrebbero mai pensato di scendere in politica se non c'ero io a fare da collante. Ho immesso nel partito una boccata di aria fresca: questa è la dote che lascio a Marino.

Matteo Renzi è sceso a Roma per un'iniziativa con Ignazio Marino a Garbatella. Da renziana che ne pensa?

Sono una renziana della prima ora e mi ha fatto molto piacere che Matteo Renzi abbia deciso di sostenere Marino. Sembrano molto lontani tra loro ma nel loro modo di fare politica hanno trovato dei punti in comune. Entrambi rappresentano quel rinnovamento necessario che va verso una maggiore etica della politica. Entrambi sono molto cattolici ma hanno un modo laico di fare politica. Mi ha fatto piacere vederli insieme e anche Renzi era molto contento.

Crede che questo 'asse' influenzerà la situazione nazionale verso il congresso?

È prematuro fare un bilancio. Vediamo cosa farà Renzi. Marino ora deve solo pensare a prendere in mano questa città dissestata e ricostruire la credibilità della politica. Io auspico una crescita della città parallela a quella del Pd. Sogno un Pd riformista, plurale e aperto che non escluda e che sostenga con decisione Marino. Questo è il Pd che sogno e farò di tutto per fare in modo che sia così.

Voci insistenti sostengono che le è stato proposto di diventare vicesindaco al fianco di Marino. Conferma?

Non mi è stata fatta nessuna proposta. Sono solo voci. Il mio aiuto a Marino è stato disinteressato. È stato un avversario complicato durante le primarie quando l'ho sfidato apertamente. In quell'occasione abbiamo stretto un rapporto di amicizia e di reciproca stima. Per questo ho lavorato per la sua elezione. Lo stesso impegno non l'avrei messo per nessun altro.

Se glielo dovessero proporre però cosa risponderebbe?

A chi non piacerebbe avere un ruolo così importante per la città in cui vive. Per partecipare alle primarie ho anche rinunciato al parlamento. È chiaro che mi interessa continuare ad impegnarmi per Roma. Oggi è passato un anno da quando sono scesa in campo per le primarie. Mi sono battuta molto per quella competizione elettorale e credo che se sono state un confronto politico così riuscito e aperto è anche merito mio.

Che consiglio si sente di dare al neo-sindaco?

Faccia una bella pulizia interna. Scelga i dirigenti giusti, capaci di leggere la città. Dia anima e motore alla macchina amministrativa. Sono sicura che lo farà sulla base della competenza. Non ci servono vip o rappresentanti immagine, abbiamo bisogno di gente capace di amministrare.

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