Primarie, intervista ad Azuni: “Resto in corsa perché porto contenuti ed esperienza”

Il consigliere comunale (Sel) in corsa alle primarie del centrosinistra del 7 aprile parla del suo progetto per Roma

Mette al centro l'etica per gli amministratori e la sua esperienza all'opposizione di Alemanno. Maria Gemma Azuni, consigliere comunale di Sel ed ex presidente della circoscrizione XII dal 1993 al 1995 racconta a Romatoday il suo progetto per Roma.

A differenza di Luigi Nieri, lei ha deciso di rimanere in campo. Perchè? Dobbiamo considerarla come una rottura con Sel?

No, assolutamente. Sono rimasta in campo perché credo che le primarie debbano essere considerate uno strumento di democrazia partecipativa. Le primarie permettono di ascoltare quanti vogliono partecipare e condividere un percorso. Ho raccolto ben 8566 firme, che sono tante, e le ho raccolte proprio in virtù del lavoro che ho fatto in opposizione ad Alemanno ma anche del partito che rappresento.

Quali sono le urgenze per Roma?

In questi cinque anni ci sono stati momenti terribili di illegalità. Il primo punto all'ordine del giorno è quello di puntare ad amministrare Roma rispettando i cittadini. E' necessario guardare al benessere di questa città prendendosi carico dei bisogni dei cittadini.

Che intende?

Dal sociale alla scuola, passando per la cultura, la mobilità e l'ambiente. Per quest'ultimo punto credo sia urgente imporre il consumo zero di territorio e una moratoria al piano regolatore. I terreni agricoli vanno sfruttati in termini di creazione di nuovi posti di lavoro favorendo la formazione di nuove cooperative. Il tutto partendo dall'ascolto dei diretti interessati. Lo zero deve essere un obiettivo anche per i rifiuti: non solo come metodo di smaltimento ma anche come prevenzione per la salute dei romani. Infine la legalità.

Quali provvedimenti mettere in campo per questo punto?

Prima di tutto un osservatorio sulla legalità e sulle infiltrazioni mafiose. Non bastano incontri casuali ma serve avviare dei tavoli di concertazione permanenti tra la magistratura, gli enti locali, le associazioni, i municipi a cui vanno affidate risorse adeguate. Non dobbiamo dimenticarci che i municipi sono il primo sportello di affaccio per i cittadini.

Quali sono i punti che distinguono la sua proposta dalle altre in campo per le primarie?

Non c'è una grande differenza tra i diversi programmi. Credo che in questa competizione influisca più ciò che le persone rappresentano e la storia politica e personale che hanno alle spalle. Credo che il centrosinistra per governare dovrebbe scendere a confrontarsi con i bisogni reali delle persone. Io l'ho proprio inserito nel mio programma. La partecipazione deve essere prevista non solo per l'urbanistica ma anche per ridisegnare insieme ai cittadini la città dei servizi, quella delle donne, quella di chi attende una risposta reale ai problemi della città.

Lei ha lavorato molto sulla questione del sociale. Quale situazione viviamo oggi? Quali proposte?

E' un disastro. La situazione si è ribaltata: da diritto si è passati alla concezione assistenzialistica dei servizi sociali e alla loro monetizzazione. Bisogna mettere in rete il Comune di Roma, il mondo del terzo settore, i distretti sanitari, quello del volontariato puro. E poi più attenzione alla scuola?

Qualche proposta?

A riguardo propongo l'introduzione dei buoni pasto per la mensa scolastica. La filosofia di fondo è: pago quello che consumo. I genitori sono costretti a pagare mensilmente anche quando i figli non utilizzano il servizio.

Lei è all'opposizione di Alemanno da cinque anni. Qual è stato l'errore più grande del sindaco?

Alemanno non ha capito che questa città avrebbe potuto avere grandi prospettive se solo avesse avuto una concezione di città più aperta.

Uno dei problemi più urgenti di Roma è la gestione del suo debito. Che fare a riguardo?

Prima di tutto togliere immediatamente il terzo commissario straordinario per la gestione del debito che non fornisce informazioni sulla reale situazione e porta avanti una struttura che si mangia due milioni e mezzo di euro all'anno. Dovremmo riaffidare il tutto ai dirigenti interni, interrompendo una volta per tutte la tendenza ad esternalizzare tutto a consulenti esterni con costi altissimi.

Un futuro candidato sindaco di Roma del centrosinistra ha più paura di Alemanno o del Movimento 5 Stelle?

Personalmente non mi fa paura nessuno. Credo di conoscere molto bene la situazione di Roma. L'ho combattuta in questi cinque anni e sono pronta a sfidare chiunque. Ecco il motivo per cui sono qui, perché credo di portare contenuti ed esperienza con l'onestà e il senso dell'etica che ho sempre dimostrato nel mio operato.

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