Berlusconi al Colosseo con Alemanno: "E' il sindaco migliore. Il suo lavoro non è finito"

Duemila persone per ascoltare il sindaco uscente e Berlusconi che ha benedetto la piazza: "Vi nomino missionari di verità e libertà"

Cinque anni dopo. Stesso palco, stessa scenografia e qualche paura in più. Gianni Alemanno ha chiuso la sua campagna elettorale al Colosseo, proprio come nel 2008 quando trionfò contro Veltroni. Era, tra le quattro al centro dei riflettori, la piazza più piccola, nonché quella più scenografica e che meglio di altre è apparsa riempita. Duemila persone, tante da far dire al sindaco "siamo più qui che in tutte le altre piazze di Roma". Ed in effetti l'impatto era di quelli che riempivano gli occhi. Bandiere ovunque, colori, gadget, santini, magliette, pettorine. C'era di tutto per riempire lo spazio e l'obiettivo è stato sicuramente centrato.

Alemanno ha parlato per tutto il pomeriggio. Ha presentato e lanciato gli ospiti (i candidati presidente nei municipi e i leader delle liste che lo sostengono), ha chiamato applausi ed ha animato le 2.000 persone e le altrettante bandiere accorse per sostenerlo. A strappare cori  e appalusi però è stato soprattutto lui, Silvio Berlusconi, accolto dall'immancabile "meno male che Silvio c'è" e dalle grida di giubilo della piazza.

BERLUSCONI E LE 72 ORE DI FUOCO - E' l'ex premier infatti a chiudere il comizio. Lo fa ripassando gli ultimi mesi di politica nazionale, spiegando i motivi che hanno portato all'accordo per il governo Letta, raccontando di come il PDL sia l'argine contro lo strapotere delle sinistre e, solo alla fine, esaltando il sindaco Alemanno. "Nelle prossime 72 ore", ha spiegato Berlusconi, "dovrete convincere chiunque ad andare a votare. Per questo vi nomino missionari della verità e della libertà". Insiste più volte sul punto il Cavaliere, quasi a chiedere di raccattare più voti possibili. E' l'astensionismo infatti la grande paura e le sue parole, anche se accompagnate dal solito sorriso e dalla solita enfasi per il sindaco, lasciano trasparire una certa preoccupazione.

I MISSIONARI DELLA LIBERTA' - La stessa preoccupazione, ben celata dal "sicuramente andremo al ballottaggio", che accompagna il Popolo in Piazza. Tanti, praticamente tutti, i candidati consigliere presenti. Tanti, praticamente tutti, con i loro apparati elettorali al seguito. Volantini, gadget, bandiere, pettorine: tutto per ricordare di votare e far votare, con l'obiettivo di togliere voti ora  al "capitano coraggioso", ora al "fratello d'Italia", ora ai rampanti "Mui" che affollano la piazza con slogan e bandiere. E' però la lista Cittadini X Roma a vincere la battaglia delle bandiere, sebbene l'arrivo a metà comizio di una ulteriore delegazione di Fratelli d'Italia abbia provato un po' a riequilibrare le forze.

BERLUSCONI E GIANNI - Di Alemanno Berlusconi ha detto: "E' il sindaco migliore", uno che "conosce la macchina, sa come intervenire e dove, e guarda alla Roma del futuro. E' il miglior sindaco per Roma Capitale". Non come il rivale di centrosinistra Ignazio Marino "che non conosce la città, avrebbe bisogno di almeno due-tre anni per conoscerla". E una stoccata a Marino arriva anche da Alemanno. "Qui siamo cinque volte i presenti in piazza per il centrosinistra", dice. Il bis per Alemanno è a portata di mano, la rimonta è in corso, dice. "Siamo molto fiduciosi nella rielezione, perché non c'era mai stata una rimonta così netta e forte nella capitale: abbiamo governato bene per cinque anni e ci prepariamo a fare molto meglio nei prossimi cinque", spiega. Il suo lavoro per Roma non è ancora finito.

IL SINDACO A CACCIA DEL BIS - Alemanno dal canto suo ha ricordato di "aver salvato Roma dal default dal disastro finanziario lasciato da Rutelli e Veltroni". Poi ha snocciolato le sue misure : "l'eliminazione dell'Imu per 376mila famiglie" e "il pagamento di 791 milioni alle imprese creditrici di Roma". E poi ha elencato ciò che farà. "Selezionerò la classe dirigente, faremo una commissione indipendente che valuterà ogni curriculum e faremo ancora meglio di quel che abbiamo fatto, bene, in questi 5 anni", ha detto replicando a 'Parentopoli'.

Al suo fianco gli altri appartenenti alla coalizione e cioé esponenti de La Destra e di Fratelli D'Italia. "Non ridaremo la città all'affarismo di sinistra" ha detto la cofondatrice di Fdi, Giorgia Meloni, mentre il leader de La Destra, Francesco Storace, ha sottolineato che "Marino si sta impegnando molto per farci vincere, non ne azzecca una".

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